Archeologia
 
Localizzazione
CollezioneGalleria dei Marmi
Raccolta
CollocazionePalazzo San Francesco
SpecificheArcata XVI
Ubicazione
N° inventarioR60
Oggetto
CategoriaEpigrafi monumenti funerari
OggettoTarga corniciata iscritta di Tinuleia Sesta Musa
DescrizioneLastra funeraria in pietra calcarea chiara e compatta, di forma rettangolare, rinvenuta spezzata in due grossi frammenti quasi combacianti, il cui stato di conservazione attuale, specie del secondo, può essere definito pessimo. Manca completamente la parte superiore dei due frammenti, dove sono presenti grosse scheggiature, mentre il margine destro risulta essere molto abraso. Lungo tutta la frattura, perpendicolare alla base e che spacca in due la lastra, le numerose scheggiature hanno fatto sì che alcune lettere di ciascuna riga dell'iscrizione, siano andate perdute; nonostante questo, il senso del titulus appare completo. Altre piccole abrasioni sono sparse un pò ovunque su tutto il reperto. L'iscrizione incisa a caratteri capitali presenta tracce di colore nero. Sul lato sinistro ed inferiore sono ben visibili i lembi di una cornice, formata da una gola diritta e da un listello. Anche sulla parte posteriore della lastra sono presenti le sagome di una rozza cornice.
TINULEI[a S]EX(ti) L(iberta) MUSA / SI VOCE SUPERUM GA[udent] QUI A LUCE ABIERUNT / PLACUISSE ME PATRONO [mo]NIMENTUM INDICAT / QUO FUNERE AMPLO PER F[re]QUENTEM GRATIAM / DIE SUPREMO LACRUMANS [me] AMISSAM INTULIT / IN QUO HOC EFFECIT ME FELI[cem] MORTUAM / UT DICANT OMNES QUOD [pa]TRONO PLACUERIM
"Tinuleia Musa, liberta di Sesto (Tinuleio). Se coloro che se ne sono andati dalla luce, gioiscono della voce dei vivi, questo sepolcro rivela che piacqui al mio patrono. Dopo un funerale imponente, con la sua abituale bontà, al tramonto del mio giorno terreno, piangendo per avermi perduta, qui [mi] calò. In questo modo ha fatto sì che tutti dicano che sono una defunta felice perchè piacqui al mio patrono".
Si tratta dell'epitaffio in senari giambici, posto in ricordo di Tinuleia Musa, liberta e probabile concubina di Sesto Tinuleio. Notevoli infatti sono il sentimento e l'affetto contenuti in questo testo, per il modo in cui il patrono fa parlare dalla tomba la defunta, con l'intento di far sapere a tutti, quanto in vita le piacesse. Si potrebbe però supporre che la liberta stessa, insieme al suo patrono, avesse preparato il testo del titulus funebre, prima di morire; oppure che il rimpianto ed il dolore del patrono fossero tali, da voler far parlare Tinuleia Musa in prima persona. Si potrebbe poi avanzare un seconda ipotesi, e cioè che Tinuleia Musa non sia morta improvvisamente, ma abbia avuto tempo sufficiente per dettare lei stessa alcuni versi dell'epitaffio. E ciò si potrebbe dedurre dall'attenzione data ad ogni singola frase ed al contesto in cui furono inserite. Musa è un cognomen teoforico femminile di origine greca, particolarmente diffuso, nel mondo romano, tra schiavi e liberti.
Cronologia
Età/Area culturaleEtà romana
Specifiche
Attribuzione culturale
Millennio
Frazione di Millennio
SecoloI - II d.C.
Frazione di secolo
Anno
Reperimento
StatoItalia
RegioneEmilia Romagna
ProvinciaReggio Emilia
ComuneReggio Emilia
Frazione
ToponimoSan Maurizio
Dati Tecnici
Materia e tecnicaPietra calcarea chiara
Altezza cm 110
Larghezzacm 140
Lunghezza
Spessorecm 20
Diametro
Peso
Stato di conservazioneDiscreto
Condizione giuridica e vincoli
ProprietàProprietà statale
Fotografia
N° archivio1/1014; 1/1015; 1/2440; 2/80; 2/801; 2/802; 5/4299
Tipo
Bibliografia
BibliografiaBenassi A., "Il Lapidario Romano dei Civici Musei di Reggio Emilia", Tesi di Laurea, Anno Accademico 1995/96, pp. 230 - 233; AE', 1946, 208; S. Aurigemma, in NScA, 1940, pp. 266 - 268; M. Degani, "La Necropoli Romana di Reggio nei Luoghi Ariosteschi", nr. 4, tav. IV