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Amore a prima vista -

Regia:Vincenzo Salemme
Vietato:No
Video:Cecchi Gori Home Video
DVD:Cecchi Gori, Hobby and Work
Genere:Commedia
Tipologia:Le diversità
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Vincenzo Salemme
Sceneggiatura:Vincenzo Salemme
Fotografia:Mauro Marchetti
Musiche:Pino Daniele
Montaggio:Patrizio Marone
Scenografia:Lorenzo Baraldi
Costumi:Gianna Gissi
Effetti:
Interpreti:Vincenzo Salemme (Bruno Garriamone), Maurizio Casagrande (Fortunato), Carlo Buccirosso (Carlo), Biagio Izzo (Biagio), Mandala Tayde (Roberta), Ferdinando Paone (Sig. Centocelle), Tosca D'aquino (Nina), Francesca Antonelli (Ombretta), Antonio Casagrande (Nat),
Linda Moretti (Donna Carmela), Daniela Marazzita (Fede), Teresa Del Vecchio (Speranza), Rosa Borreale (Carita'), Luigi Maria Burruano (Don Antonio), Enzo Cannavale (Il Cannibale), Bruno Arena (delinquente), Umberto Bellissimo (Vanessa), Marco Marelli (psicanalista), Sergio Vastano (Mago Morris)
Produzione:Vittorio Cecchi Gori
Distribuzione:Cineteca Lucana
Origine:Italia
Anno:1999
Durata:

89’

Trama:

Bruno, unico figlio maschio del boss napoletano Natale, è viziatissimo e tutti lo trattano come un principe. E' fidanzato con la bellissima Roberta, figlia del boss siciliano Antonio, con cui tra breve si sposerà. Bruno fa molte conquiste femminili, mette in mostra una virilità inesauribile e a questa fatica i suoi due fidati scagnozzi attribuiscono la malattia che lo ha colpito agli occhi, costringendolo ad un trapianto di cornea per conservare la vista. Gli organi necessari sono quelli di Nina, giovane morta in un incidente di macchina e già sposa felice del maggiore dei carabinieri Fortunato Cipolletta. Quando l'operazione finisce, la vita sembra tornare come prima. Ma un giorno, mentre corre sul lungomare in compagnia delle guardie del corpo, Bruno vede Fortunato, lo raggiunge e non può fare a meno di dirgli "Ciao, amore". Com'è possibile che sia diventato all'improvviso omosessuale? E come farà a dirlo a Roberta, al padre, alla madre? Gli unici con cui si può confidare sono i due amici sempre presenti che, tra tanti sfottò, si preoccupano perché l'uomo in questione è un rappresentante della legge. Arriva il giorno del matrimonio, e gli sposi sono davanti al sacerdote nel grande prato della villa. Da lontano, in grande uniforme, arriva sul cavallo Fortunato. Bruno lo raggiunge, i due stanno per scappare, quando Bruno si sveglia nel letto d'ospedale. Era stato tutto un sogno. Alla porta si affaccia un giovane carabiniere, chiede scusa per avere sbagliato stanza. E Bruno sospira: "Che peccato".

Critica 1:Andrebbe inflitta una multa ai film che continuano a usare, variamente rielaborata, l'immortale battuta di A qualcuno piace caldo: «Nessuno è perfetto». Alla tentazione non ha resistito, purtroppo, neanche Vincenzo Salemme, al suo secondo film dopo l'exploit di L'amico del cuore. Squadra che vince non si cambia: e infatti l'attore-regista riunisce di nuovo la consolidata équipe di attori e tecnici, sostituendo solo l'esplosiva Eva Herzigova con la più dimessa Mandala Tayde. Ma Amore a prima vista non ne risente, perché stavolta è di scena l'omosessualità. Se nel recente La Vespa e la Regina un gay e una lesbica militante ritrovavano a sorpresa il piacere dell'amore eterosessuale, qui capita esattamente l'opposto. Il «gay after» della situazione è un giovane boss della camorra famoso per le sue prestazioni erotiche. Promesso sposo alla figlia di un mafioso siciliano, Bruno Garramone festeggia l'addio al celibato alla sua maniera, scortato dalle maldestre guardie del corpo Peppino Batman e Samuele Sandokan. Ma facendo footing al parco, il malavitoso si invaghisce a vista del carabiniere vedovo Fortunato Cipolletta, e noi sulle prime pensiamo che sia tutta colpa delle cornee della moglie morta, l'amatissima Nina, trapiantate negli occhi di Bruno. Invece... Replicando lo spunto di L'amico del cuore, Salemme parte di nuovo da una malattia (lì il cuore, qui la cecità) per imbastire un'innocente commedia sulla confusione sessuale. Il tono è amabile ma l'impianto risulta tirato via, in linea con gli standard di un certo cinema comico di successo. Capelli alla «Monnezza» e pizzetto scolpito, Salemme si diverte a indossare i panni di questo supermacho che vede frantumarsi sotto gli occhi le sicurezze etero; e intanto il film intreccia siparietti dialettali ed equivoci sessuali contando sulla simpatia «eduardiana» di Carlo Buccirosso. Magari le citazioni cinefile (quell'Enzo Cannavale alla Hannibal the Cannibal, il salto dal castello col cavallo bianco ripreso da Mai dire mai) appaiono gratuite, ma chi aveva apprezzato il primo film ritroverà in questo secondo lo spirito di un cinema garbato e senza pretese che ricama su un tema - a quanto pare - mai passato di moda.
Autore critica:Michele Anselmi
Fonte critical'Unità
Data critica:

30/10/1999

Critica 2:anche nella farsa napoletana uno strizzacervelli ci sta bene. Terapia e "mozzarelle: si stende sul lettino Bruno Garammone, futuro boss dei boss, che si è sottoposto al trapianto di cornee e ora guarda il maggiore dei carabinieri Fortunato Cipolletta con gli occhi dell'amore. Lo imita l'ufficiale dell'Arma, vedovo inconsolabile della donatrice. In sala d'aspetto ruggisce Enzo The Cannibal, quel Cannavale - piccolo grande attore partenopeo - che meriterebbe dal cinema qualcosa di più di un fugace cameo. E attorno all'ex sciupafemmine, ora in odore d'omosessualità, si agitano due buffi sottopancia: Peppino-Batman e Samuele-Sandokan. La squadra, coloratissima, è quella che Vincenzo Salemme ha guidato all'esordio vincente, lo scorso anno, con L'amico del cuore, complice l'abbagliante presenza di Eva Herzigova. Nel clan di Salemme (l'aspirante boss) entra questa volta l'esotica Mandala Tayde, bella statuina dalla pelle ambrata che sullo schermo non vale la top model ceca. Ma in Amore a prima vista ci sono ancora tutti gli attori della sua compagnia teatrale: Maurizio Casagrande è il maliardo con il pennacchio, Flavio Bucirosso e Biagio Izzo i due guappi di seconda classe, Nando Paone un gay burino. Alla loro verve di commedianti veraci deve affidarsi Salemme, regista e autore d'un soggetto di evidente matrice teatrale che allo spunto sfizioso di partenza non fa seguire una trama coinvolgente. C'è soltanto lo sconcerto del boss napoletano che vorrebbe riaffermare la propria virilità alla vigilia delle nozze con la figlia di un capomafia italoamericano. L'affresco di una guapperia d'altri tempi, tinto di fobie maschiliste, viene comunque sovrapposto ai moderni retaggi di quella stessa mentalità con mano gentile e sicura; e il gusto del paradosso, tipico della comicità napoletana, ritrova nei dialoghi gli umori inconfondibili della tradizione.
Autore critica:Alfredo Boccioletti
Fonte critica:Il Resto del Carlino
Data critica:

4/11/1999

Critica 3:a dispetto di un tema sulla carta di pericolosa scivolosità verso lo scurrile e il trucido, una commedia che scherza sulla contrapposizione tra delinquenti e carabinieri, omosessuali ed etero, in qualche punto persin bene educata, quasi timida. La storia è quella dello sciupafemmine, cocco di famiglia camorrista, Vincenzo Salemme che, dopo un trapianto di cornea, finisce con l'invaghirsi del vedovo della donatrice. E il marito è un integerrimo maggiore della Benemerita. Le battutacce e gli ammiccamenti sono giocati in chiave ironiaca dalla coppia Batman e Sandokan (al secolo Carlo Buccirosso e Biagio Izzo), i guardiaspalle del guappo. Ma tra schemi da pochade, qualche facile trovata e l'omaggio che non diventa mai supina imitazione ai tempi comici dei De Filippo e di Troisi, quel che si respira alla fine è proprio una gentilezza, se non di tocco, almeno di sguardo (quello del camorrista innamorato).
Autore critica:Massimo Lastrucci
Fonte critica:Ciak
Data critica:

1/12/1999

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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