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Fantasmi a Roma -

Regia:Antonio Pietrangeli
Vietato:16
Video:Vivivideo
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Ruggero Maccari, Antonio Pietrangeli
Sceneggiatura:Sergio Amidei, Ennio Flaiano, Ruggero Maccari, Antonio Pietrangeli, Ettore Scola
Fotografia:Giuseppe Rotunno
Musiche:Nino Rota
Montaggio:Eraldo Da Roma
Scenografia:Vincenzo Chiari, Vincenzo Del Prato
Costumi:
Effetti:Franco Corridoni
Interpreti:Lilla Brignone (Regina), Tino Buazzelli(Fra' Bartolomeo), Claudio Catania (Poldino), Enzo Cerusico (Cascamorto), Grazia Collodi (Marisina), Duilio D'Amore (Sor Augusto), Alberto De Amicis(Dir. "City Song"), Eduardo De Filippo (Don Annibale), Antonella Della Porta, Ida Galli (Carla), Vittorio Gassman (Giovan Battista Villari il "Caparra"), Claudio Gora (ingegnere Telladi), Belinda Lee (Eileen), Enzo Maggio (Fricando'), Franca Marzi (Nella), Marcello Mastroianni (Reginaldo/Federico Di Roviano/Gino), Sandra Milo (Flora)
Produzione:Franco Cristaldi per Lux Film - Vides Cin.Ca - Galatea Film
Distribuzione:Cristaldi – Lux – Cineteca Nazionale
Origine:Italia
Anno:1961
Durata:

100’

Trama:

Insieme con quattro fantasmi (larve d'antenati morti di morte violenta), vive in un antico palazzo della vecchia Roma il principe di Roviano. La singolare convivenza trascorre con reciproca e tranquilla comprensione fino al giorno in cui il vecchio principe, tentando di ripararlo, fa esplodere uno scaldabagno e ne rimane vittima. L'incidente, se da un lato offre la possibilità all'anziano gentiluomo di congiungersi in spirito ai diletti antenati, pone dall'altro le premesse d'una preoccupante minaccia per tutti: quella dello sfratto. Federico Roviano, nipote del principe, non chiede infatti di meglio che sacrificare il palazzo dei Roviano alla speculazione edilizia, traendone quel lauto guadagno a lui necessario per affrancarsi dalla schiavitù, soprattutto economica, che lo lega a Rossana, un'attrice pettegola e festaiola. Per allontanare la minaccia del piccone demolitore occorre che l'antico palazzo venga proclamato monumento nazionale. Subito gli eterei inquilini ricorrono all'aiuto di un pittore cinquecentesco, Caparra,che abita una vecchia torre dell'Appia Antica. La promessa di ospitalità nell'antico palazzo induce il pittore a dar mano ad un affresco che però, scoperto da un intenditore, viene giudicato di trascurabile importanza, con vergogna del Caparra e disperazione degli altri. Ma i fantasmi non disarmano: san bene come vanno le cose, in questo mondo.Oliato a dovere col congruo anticipo ricevuto da Federico, il critico d'arte modifica il suo giudizio e l'affresco si trasforma in opera insigne. Il palazzo è dunque intoccabile.Rassegnato all'abbandono di Rossana, Federico s'acconcerà ad abitare nella dimora degli avi ed a poco a poco, circondato da quelle invisibili presenze, si costruirà un'esistenza sempre più somigliante a quella serena e dolcemente folle del defunto principe.

Critica 1:Cinque fantasmi, già proprietari di un nobile palazzo patrizio, si alleano con un pittore-fantasma del Cinquecento per impedire la speculazione edilizia progettata dall'ultimo discendente. Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa A. Pietrangeli ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Quattro fantasmi, interpretati da Mastroianni, Gassman, Buazzelli e De Filippo, con la complicità involontaria della Sovrintendenza ai Beni Culturali, salvano, grazie ad un falso dipinto, un antico palazzo dalla speculazione edilizia.
Girato negli anni del boom economico italiano (1960), il film di Antonio Pietrangeli polemizza con la borghesia grossolana ed ignorante, protagonista della speculazione edilizia che inizia a dilagare proprio in quegli anni in Italia.
Autore critica:
Fonte critica:www.international.rai.it
Data critica:



Critica 3:"(...) Pietrangeli ha diretto un film garbato, uno spettacolo piacevole, che sebbene a volte un pò troppo indugiato e insistente, partecipa della fiaba e della satira. Vi compaiono, divertiti molti interpreti. Ottima la fotografia di Rotunno, realistica per i vivi e maiolicata per i defunti".
Autore critica:L. Pestelli
Fonte critica:La Stampa
Data critica:

2/4/1961

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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