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Bell'Antonio (Il) -

Regia:Mauro Bolognini
Vietato:No
Video:Bmg, L'Unita Video
DVD:Medusa
Genere:Drammatico
Tipologia:Letteratura italiana - 900
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo omonimo di Vitaliano Brancati
Sceneggiatura:Mauro Bolognini, Pier Paolo Pisolini, Gino Visentini
Fotografia:Armando Nannuzzi
Musiche:Piero Piccioni
Montaggio:
Scenografia:Carlo Egidi
Costumi:
Effetti:
Interpreti: Anna Arena (Signora Pugliesi), Patrizia Bini (Santuzza), Pierre Brasseur (Alfio Magnano), Claudia Cardinale (Barbara Pugliesi), Guido Celano (L'on. Calderaia), Maria Luisa Crescenzi (Francesca), Jole Fierro (Mariuccia), Cesarina Gheraldi (Zia Giuseppina), Fulvia Mammi (Elena Ardizzone), Marcello Mastroianni (Antonio Magnano), Tomas Milian (Edoardo), Rina Morelli (Rosaria Magnano)
Produzione:Cino Del Duca-Arco Film - Lyre Cinematographique
Distribuzione:Cineteca Nazionale – Cineteca dell’Aquila
Origine:Italia
Anno:1960
Durata:

105'

Trama:

Antonio Magnano, giovane di bella presenza, cui vengono attribuite numerose avventure sentimentali, dopo parecchi anni di permanenza a Roma ritorna alla nativa Catania, dove il padre Alfio gli ha trovato una sposa, Barbara Puglisi. Uniformandosi al volere paterno, Antonio sposa Barbara; ma trascorso un anno, il padre di Barbara dà ad Alfio la notizia che il matrimonio verrà sciolto per le condizioni fisiche del marito. Così avviene, e mentre Barbara sposa il duca di Bronte, uomo anziano, ma ricco; Alfio "per riscattare l'onore della famiglia" riprende a frequentare una casa di appuntamenti e poco dopo muore. La vedova ben presto si consola; la giovane servetta di casa sta per diventare madre e la paternità del nascituro viene attribuita ad Antonio.

Critica 1:Tornato a Roma alla natia Catania con una fama di fortunato femminiere, Antonio (M. Mastroianni) sposa Barbara (C. Cardinale), ricca ragazza sceltagli dal padre (P. Brasseur), la quale dopo un anno chiede l'annullamento per impotenza di lui. Amaro epilogo a sorpresa. Dal gran tema da opera buffa del romanzo (1949) del siciliano Vitaliano Brancati (1907-54), Bolognini ha tratto un film lirico più che satirico, carico di dolorosa malinconia. Lo spostamento dell'azione dalla fine degli anni '30 agli anni '50 è una delle cause del mutamento di stile: il film è una commedia di carattere più che di costume e sfiora la maniera, nonostante la resa degli interpreti e il raffinato gusto dell'ambientazione. Un ottimo Mastroianni, una fulgida Cardinale (doppiata da Rita Savagnone), un suggestivo bianconero di Armando Nannuzzi che spesso ricorre alla profondità di campo. Sceneggiato, con il regista e Gino Visentini, da P.P. Pasolini che lo giudicò un film "un po' lento, un po' ambiguo e che tuttavia è pieno di una misteriosa e seducente suspense".
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:(...) Il regista Mauro Bolognini che è in pieno fervore creativo (...) ha affrontato l'insolito tema con una intelligenza tematica e figurativa di eccezione. Nel suo limite, preciso, di film di cultura, Il bell'Antonio è senza difetti. Il regista ha usato uno stile sinuoso, elegante, ricco di sfumature e in cui i silenzi e le pause appaiono più importanti del dialogo e dell'azione. Ci ha restituito una Sicilia ora lirica (l'aranceto), ora pettegola e rissosa (le scene catanesi) di struggente verità. Certe se
quenze del Bell'Antonio sono destinate a diventar celebri, anche perché Bolognini ha trovato nell'operatore Nannuzzi un collaboratore magico, e senz'altro d'eccezione. Anche gli interpreti figurano egregiamente. Forse Marcello Mastroianni non è un "bello" indiscutibile, imperativo, come lo intendeva Brancati o come lo vedono le ragazze d'oggi, ma è di una bravura commovente. È un'interpretazione costruita nell'intelligenza, da dentro, senza artifici. (...).
Autore critica:Pietro Bianchi
Fonte critica:Il Giorno
Data critica:

5/3/1960

Critica 3:Vitaliano Brancati fu un acuto e persino mordace osservatore dei suoi conterranei, risolvendo in chiave ironica, talvolta quasi satirica, tipi e ambienti di una Sicilia per lo più provinciale, e vista durante il ventennio. E poiché il regime amava ostentare cipigli e pigli fin troppo maschi, e il "gallismo" vero o presunto, era allora più che mai, soprattutto a parole, un prodotto tipicamente nostrano, ecco il Brancati, ne Il bell'Antonio, delineare la parabola di un giovane adone catanese. (...) Brancati gioca d'intarsio tra il suo non-eroe e il gallismo del momento, dell'ambiente e del regime; e tende sotto sotto al comico anche quando la disavventura del bellissimo Antonio si fa clamorosa. (...) Il film non tralascia nulla, ignora quella discrezione che più di una volta sarebbe stata ben più significativa di certe affermazioni, persino di certi dibattiti, e sarebbe potuta giungere a una schiva, umana, profonda tristezza. (...) Alle prese con un ordito del genere la regìa di Mauro Bolognini, ottimamente coadiuvata da una intelligentissima fotografia di Armando Nannuzzi, è riuscita a ravvivare il ravvivabile, a rendere su per giù convincente il plausibile, dominando anche quasi tutti gli attori. Di Marcello Mastroianni basterà dire che ancora una volta si conferma come il temperamento più duttile e ricco che abbia forse il nostro cinema (...).
Autore critica:Mario Gromo
Fonte critica:La Stampa
Data critica:

27/3/1960

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Bell'Antonio (Il)
Autore libro:Brancati Vitaliano

A cura di: Redazione Internet
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