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Acqua tiepida sotto un ponte rosso - A kai hashi noshita no nurui mizu

Regia:Shoei Imamura
Vietato:No
Video:Fox
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:Spazio critico
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Motofumi Tomikawa,Yo Hemni Imamura, Daisuke Tengan
Sceneggiatura:Shoei Imamura
Fotografia:Shigeru Kamatsubara
Musiche:Shigeru Kamatsubara
Montaggio:Hajime Okayasu
Scenografia:Hisao Hinagaki
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Mitsuko Baisho (Mitsu Aizawa), Saku Fuwa (Gen), Misa Shimizu (Saeko Aizawa), Koji Yakusho (Yosuke Sasano), Kazuo Kitamura (Taro), Mickey Curtis (Nobuyuki Ohnishi),Taka Gatarukanaru, (Taizo Tachibana), Yukiya Kitamura (Shintaro Uomi), Hijiri Kojima (Miki Tagami), Katsuo Nakamura (Takao Yamada), Isao Natsuyama (Masayuki Uomi), Toshie Negishi (Tomoko Sasano), Sumiko Sakamoto
Produzione:Ikkatsu Corporation - Imamura Production. Bap Inc. - Eisei Gekijo, Maru Limited -, Comme Des Cinemas - Catherine Dussart Production
Distribuzione:Bim
Origine:Giappone
Anno:2001
Durata:

119'

Trama:

Yosuke, un uomo sulla quarantina, che ha perso il lavoro ed è stato appena lasciato dalla moglie, accetta il consiglio del vecchio vagabondo Taro. Andrà in un certo villaggio della penisola di Noto, in una certa casa dalla quale si vede un ponte rosso. In quella casa si dovrebbe trovare una giara rossa contenente un'antica statua in oro di Budda, che Taro ha rubato un giorno da un tempio di Kyoto. L'uomo troverà la cassa e incontrerà una donna che vi abita, Saeko, che lui vede rubare in un grande magazzino. Scoprirà che, grazie all'acqua che secerne quando prova piacere carnale, Saeko ha il potere di far sbocciare i fiori fuori stagione e di far risalire il fiume dai pesci. Yosuke troverà la giara sigillata priva della statua d'oro ma con Saeko riuscirà a ritrovare la sua vitalità.

Critica 1:
Autore critica:
Fonte critica
Data critica:



Critica 2:Elogio del piacere fisico, parabola sulla riappropriazione dei sentimenti, metafora della fertilità, sfrontata commistione di farsa, love-story e parecchie altre cose, il film non mira al rigore narrativo, ma si abbandona a un libero delirio poetico-sessuale da cui traspare tutta la giovinezza interiore del settantaseienne cineasta giapponese. Il quale, in ogni caso, non si lascia sfuggire l'occasione per menare un robusto colpo agli pseudo-valori che dominano la società giapponese, denunciandone il conformismo, il razzismo, il materialismo, l'odio per la differenza.
Autore critica:Roberto Nipoti
Fonte critica:La Repubblica
Data critica:

23/3/2002

Critica 3:(...) Come in una favola, ma che ha i propri confini disegnati sull'identikit delle amarezze attuali, tanto che nessuno ha la via di fuga se non in un rapporto d'amore: è la passione che ci salva e fa rinascere i fiori e gorgogliare le acque. Come Amélie, ma in tutt'altro contesto, anche questo film prende la scorciatoia fiabesca e magica per risolvere il vecchio problema della felicità. Una mini abbuffata carnale nei limiti di una pudicizia che è il contrario dell'Impero dei sensi, ma che va al di là invece nel significato totale, ai confini di uno scherzo senile ma intelligente e vivo, scegliendo un luogo del mondo dove tutto è possibile, anche l'ode all'eternità della donna.
Autore critica:Maurizio Porro
Fonte critica:Corriere della Sera
Data critica:

23/3/2002

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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