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Apocalypse Now - Apocalypse Now

Regia:Francis Ford Coppola
Vietato:No
Video:Cic Video, Paramount Home Entertainment
DVD:Buena Vista
Genere:Guerra
Tipologia:La guerra, La memoria del XX secolo, Letteratura inglese - 900
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Liberamente tratto da "Cuore di Tenebra" di Joseph Conrad
Sceneggiatura:Francis Ford Coppola, John Milius
Fotografia:Vittorio Storaro
Musiche:Carmine Coppola, da "La cavalcata delle Valchirie di Richard Wagner"
Montaggio:Lisa Fruchtman, Gerald B. Greenberg, Barry Malkin, Richard Marks, Walter Murch
Scenografia:Angelo Graham, Dean Tavoularis
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Sam Bottoms, Marlon Brando, Bo Byers, Colleen Camp, Larry Carney, Linda Carpenter, Francis Ford Coppola, Mark Coppola, Robert Duvall, Harrison Ford, Frederic Forrest, Scott Glenn, Dennis Hopper, Martin Sheen, G.D. Spradlin, Vittorio Storaro, Dean Tavoularis, William Uptone, Dick White
Produzione:Francis Ford Coppola; coproduzione Fred Roos, Gray Frederickson, Tom Sternberg
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Usa
Anno:1979
Durata:

153'

Trama:

A Saigon, durante la guerra in Vietnam il capitano dei corpi speciali Benjamin Willard riceve dai superiori l'ordine di trovare ed eliminare il colonnello Walter Kurtz che - uscito con i suoi soldati dai ranghi dell'esercito americano - sta combattendo una guerra personale ai confini fra il Vietnam e la Cambogia. Scortato da alcuni uomini, Willard risale un fiume a caccia del colonnello. Dopo varie peripezie il capitano individua Kurtz all'interno di una sorta di reggia-tempio protetta dalla vegetazione e da numerosi indigeni armati. Willard non sa che fare, ma è lo stesso Kurtz che lo induce ad eseguire la condanna.

Critica 1:Ispirato alla lontana a Cuore di tenebra di Joseph Conrad, sceneggiato da J. Milius, splendidamente fotografato da V. Storaro, è il più visionario e sovreccitato film sul Vietnam, trasformato in mito. Delirante, eccessivo, diseguale, ricco di sequenze straordinarie, assai discusso e talvolta estetizzante nel suo ostentato brio stilistico. Palma d'oro al Festival di Cannes, ex aequo con Il tamburo di latta, due Oscar per la Fotografia (a Vittorio Storaro) e per il Suono.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Adesso che é tornato, dovremmo cercare di capire perché ci é tanto mancato. Non é un discorso allegro. Perché bisogna confessare una realtà molto amara, che la dice lunga su noi umani: quali sono i film che, negli ultimi vent'anni, ci hanno detto le cose più profonde sulla nostra specie? Sono film di guerra, a dimostrazione che scannarci l'un l'altro é uno sport che continua a divertirci e al quale dedichiamo gran parte del nostro talento, delle nostre forze, del nostro sviluppo tecnologico. Qualche titolo? Full Metal Jacket di Stanley Kubrick, Platoon di Oliver-Stone, La sottile linea rossa di Terrence Malick, Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, Và e vedi di Elem Klimov (quest'ultimo, essendo un film sovietico sulla seconda guerra mondiale, non se lo ricorda nessuno), e mettiamoci pure titoli “anomali” come l'incredibile documentario di Werner Herzog Apocalisse nel deserto (sul dopoguerra nel Kuwait)e il recente Viaggio a Kandahar di Mohsen Makhmalbaf. É quindi ovvio che oggi, a 22 anni di distanza, sia importante rivedere il padre di tutti costoro, il kolossal che più di ogni altro ci ha fatto rivivere la guerra del Vietnam come un trip allucinogeno: Apocalypse Now, di Francis Coppola, 1979. Da Cannes, lo scorso maggio, vi abbiamo ampiamente riferito della versione restaurata da Coppola: circa 50 minuti in più, grazie ai quali si intitola ora Apocalypse Now Redux, con l’aggiunta della parola “reduce”. Il film é stato raccontato, esso stesso, come un secondo Vietnam in molti libri e documentari. Le riprese sono durate più di un anno, durante il quale Coppola rischiò più volte la bancarotta. La partecipazione di Marlon Brando nel ruolo del colonnello Kurtz ha da sempre un'aura di leggenda. Anche le sequenze aggiunte da Coppola in questa, copia sono ormai arci-note. Ricordiamo le quattro principali:1) una scena quasi comica subito dopo la battaglia condotta dal colonnello Kilgore al suono della Cavalcata delle Valchirie di Wagner 2) il secondo incontro con le conigliette di Playboy, in un campo nella giungla devastato da un tifone; 3) la leggendaria “sequenza francese”, interpretata da Aurore Clèment, in cui la barca guidata da Willard si ferma a una piantagione lungo il fiume dove una famiglia di coloni é rimasta dai tempi dell'Indocina Francese; 4) una breve scena in cui Brando legge a Willard alcuni ritagli di giornale che lo riguardano, facendo amare considerazioni sul modo in cui i media raccontano la guerra. Non ha torto, Coppola, quando afferma che queste aggiunte aprono nuovi percorsi mentali dentro il film, permettendo di interpretarlo in modo ancora più complesso. Le nuove sequenze rendono Apocalypse Now ancora più folle e lisergico. Già il vecchio film era un'esperienza extra-sensoriale, un viaggio nel surrealismo (basterebbe ricordare le immagini del ponte di Do-Lung, con i traccianti che diventano fuochi artificiali accompagnati dalla chitarra di Jimi Hendrix che distorce l'inno americano). Ora la pazzia tracima dovunque. Kilgore, il militare che vuole conquistare una spiaggia solo per fare il surf, acquista note patetiche e quindi doppiamente feroci, le donne sono ancora più “stuprate” dalla guerra e la presenza dei francesi chiarisce una volta per tutte, se ancora ce ne fosse bisogno, che Apocalypse Now é un viaggio a ritroso nel tempo, oltre che un regredire alle radici più indicibili dell'aggressività umana.“É qui Disney-land!”, dice a un certo punto Lance, il personaggio del surfer interpretato da Sam Bottoms, uno dei soldati che accompagnano Willard lungo il fiume. Se dovessimo proporvi una chiave di rilettura per Apocalypse Now, vi diremmo di rivederlo usando Lance come Virgilio, come testimone del viaggio di Willard/Dante nell'Inferno. Man mano che avanziamo verso Kurtz, Lance ridiventa bambino (guardate come coccola quel cucciolo dopo aver sterminato la famiglia vietnamita a colpi di mitragliatrice) e le droghe invadono la sua mente. Forse Lance é lo spettatore: e non siamo (quasi) tutti spettatori, nelle guerre della modernità? Apocalypse Now é un cablogramma dall'Orrore, e serve a ricordarci che c'è un Orrore indicibile dietro ogni bomba intelligente, dietro ogni immagine anestetizzata dalla Cnn o da altri imbroglioni. Per la cronaca, il film é stato ridoppiato, e Brando non dice più “ho pianto come una madre” ma “ho pianto come una nonna”: ma in originale diceva “I cried like a widow”, come una vedova. E oggi siamo tutti vedovi: di un’illusione che ci parlava di un mondo abbonato alla pace, come Disneyland.
Autore critica:Alberto Crespi
Fonte critica:l'Unità
Data critica:

23/11/2001

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Cuore di tenebra
Autore libro:Conrad Joseph

A cura di: Redazione Internet
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