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Velocità massima -

Regia:Daniele Vicari
Vietato:No
Video:Medusa
DVD:Medusa
Genere:Drammatico
Tipologia:Disagio giovanile, Diventare grandi
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Daniele Vicari
Sceneggiatura:Maura Nuccetelli, Laura Paolucci, Daniele Vicari
Fotografia:Gherardo Gossi
Musiche:Massimo Zamboni
Montaggio:Marco Spoletini
Scenografia:Marta Maffucci
Costumi:Francesca Vecchi, Roberta Vecchi
Effetti:
Interpreti:Valerio Mastandrea (Stefano), Cristiano Morroni (Claudio), Alessia Barela (Giovanna), Ivano De Matteo (Fischio), Emanuela Barilozzi (Jessica), Massimiliano Dau (Gianluca), Massimiliano Varrese (Fabio), Enio Girolami (padre di Stefano), Sara Franchetti (madre di Stefano), Antonio Obino (direttore banca), Tullio Sorrentino (padre di Claudio), Luca Paniconi (Elio)
Produzione:Fandango - Medusa Produzione - Telepiu'
Distribuzione:Medusa
Origine:Italia
Anno:2002
Durata:

111’

Trama:

Claudio, figlio diciottenne di un autodemolitore, ha un sogno: fare il meccanico per riparare anzichè demolire le automobili. Stefano, meccanico trentacinquenne, appassionato di auto da corsa, lo prende a lavorare con sé e, dopo la diffidenza iniziale, lo considera un genio della meccanica e dei motori. Lo introduce nel mondo delle corse clandestine all'Obelisco dell'Eur, in cui Stefano sfida il suo rivale Fischio. Claudio conosce Giovanna, la ragazza di Fischio, e tra loro nasce una storia che Stefano avversa perchè distoglie Claudio dal lavoro e perché ritiene Giovanna troppo adulta per lui.

Critica 1:Opera prima di Daniele Vicari, il film è interpretato benissimo da Mastandrea e diretto senza indulgenza, con montaggio secco e spunti poetici mai stiracchiati. Nessun autocompiacimento nelle gare su strada. Piccolo film compatto, proletario e con anima. Dedicato a quel pubblico giovane che ha già superato di slancio la prova di Fast and Furious.
Autore critica:Piera Detassis
Fonte criticaPanorama
Data critica:

22/8/2002

Critica 2:Velocità massima é un esordio diverso da quello che in molti ci aspettavamo, da parte di un bravo autore di documentari come Daniele Vicari. Ci si attendeva una full immersion nel microcosmo delle corse automobilistiche clandestine, con uno spirito da indagine "sul campo" (quella che Vicari ha, peraltro, davvero effettuato). Siamo invece di fronte ad un film di genere, definizione che il regista rifiuta, ma succede che i critici vedano, nei film, cose diverse rispetto a quelle che l'autore é convinto di averci messo. Per certi versi Velocità massima é una commedia, i dialoghi in romanesco sono vivaci; per altri, é un film d'azione classico, con la tipica dinamica "hollywoodiana" dell'amicizia virile: due amici, uno più adulto e scafato, l'altro giovanissimo e più ingenuo, che trovano complicità in una missione da compiere (la vittoria in una sfida motoristica contro il bullo di turno) e vivono la presenza di una donna (ex pupa del "cattivo") come un elemento "di disturbo". Lo sfondo é la sottocultura dell'automobile come religione assoluta, che però Vicari non descrive come un mondo a parte: semmai, come una propaggine naturale della nostra società competitiva, dove il denaro é al tempo stesso un obbligo e un fine. Vicari mette in scena una Roma non molto vista al cinema: le corse si svolgono all'Eur e nei vialoni intorno a Tor Vergata, l'officina dove Stefano e Claudio lavorano, vivono e consumano i propri sogni é sulla riva del mare sporco di Ostia. Il film soffre di qualche lungaggine nella parte centrale, e non sfrutta fino in fondo il crescendo della sfida finale, che in un car-movie americano alla Fast and Furious avrebbe avuto ben altro sviluppo. É però efficace il disegno dei due protagonisti, ai quali Cristiano Morroni e, soprattutto, Valerio Mastandrea regalano una bella, intensa spontaneità. Bellissime le musiche firmate dall'ex Csi Massimo Zamboni.
Autore critica:Alberto Crespi
Fonte critica:Film TV
Data critica:

10/9/2002

Critica 3:Sudore, polvere e olio. Scelti due personaggi in una desolata officina di ostia (il "maestro meccanico" Valerio Mastandrea imparerà molto dal giovane apprendista), Daniele Vicari in Velocità massima accende il motore e pigia l'acceleratore per narrare una storia da corse clandestine e brevi momenti di gloria. Le notti all'obelisco dell'Eur sono «brave». così come sognava il poeta: una scommessa si può vincere, ma alla fine ognuno resta solo. Al di là di qualche ingenuità nelle cronache amorose, quest'opera prima svelta e contromano è stata la lieta sorpresa italiana (l'unica) della Mostra.
Autore critica:Claudio Carabba
Fonte critica:Sette
Data critica:

12/9/2002

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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