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Miseria e nobiltà -

Regia:Mario Mattoli
Vietato:No
Video:Rcs, Azzurra Home Video, Formula Home Video
DVD:Medusa
Genere:Commedia
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dalla commedia omonima di Eduardo Scarpetta
Sceneggiatura:Ruggero Maccari, Mario Mattoli
Fotografia:Karl Struss, Luciano Trasatti
Musiche:Pippo Barzizza
Montaggio:Roberto Cinquini
Scenografia:Alberto  Boccianti, Piero  Filippone
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Toto'  (F.Sciosciamocca), Liana Billi (Concetta), Leonardo Brandi (un cafone), Franco  Caruso (un altro cafone), Gianni Cavalieri (Don Gaetano), Carlo Croccolo (Luigino), Dino Curcio (Biase), Nino Di Napoli (il portinaio), Franca Faldini (Nadia), Sophia Loren (Gemma), Nicola  Maldacea Jr.(lo sposino), Franco Melidoni (Peppiniello), Giulia Melidoni (Bettina), Valeria  Moriconi  (pupilla), Vera Nandi (la cameriera), Dolores Palumbo (Luisella), Franco Pastorino (Marchesino Eugenio), Enzo Petito (Don Giacchino), Giuseppe Porelli (Il Marchese Ottavio), Franco Sportelli (Vincenzo), Enzo Turco (Pasquale)
Produzione:Carlo Ponti-Dino De Laurentiis per Rosa-Excelsa Film
Distribuzione:Lanterna
Origine:Italia
Anno:1954
Durata:

95’

Trama:

Lo scrivano pubblico, don Felice, e don Pasquale, fotografo ambulante, vivono con le loro famiglia nello stesso povero quartierino, alle prese con la miseria ed in mezzo ai continui litigi, provocati dalle donne di casa. Un giorno ricevono la visita del marchesino Eugenio, che fa loro una strana proposta. Eugenio è innamorato della figlia di un arricchito, un ex-cuoco: egli propone a don Felice e a don Pasquale di fingersi suoi parenti e di accompagnarlo, acconciamente travestiti, dal padre della fanciulla per chiederne la mano. I due compari accettano con entusiasmo ed ecco che don Pasquale, nelle vesti di padre, con donna Concetta, sua moglie, e Pupella, sua figlia, e don Felice, nelle vesti di zio principe, accompagnano il marchesino dall'ex-cuoco, che fa loro la piu' ossequiosa e gioconda accoglienza. I finti aristocratici recitano con impegno la loro parte e tutto andrebbe per il meglio se, ad un certo punto, non arrivasse donna Luisella, alla quale non è stata riservata alcuna parte nella commedia. Si scopre l'inganno; ma a metter le cose a posto sopraggiunge il vero padre del marchesino, che è costretto a dare il suo consenso al matrimonio del figlio. Don Felice ritrova la moglie, dalla quale era separato, con il figlioletto, e puo' ricostruire la propria famiglia.

Critica 1:Poveri in canna, Felice e Pasquale vengono assunti, con le rispettive famiglie, da un marchesino che vuole sposare la figlia di un cuoco arricchito. Devono fingersi i suoi parenti aristocratici in casa del suocero. Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Dalla più celebre commedia di Eduardo Scarpetta, scritta nel 1887, uno dei film migliori interpretati da Totò nella sua lunga carriera di commediante. Accanto a lui un cast di tutto rispetto: la giovane Sophia Loren e Franca Faldini nei panni della modista piemontese. Sceneggiatura di Ruggero Maccari. Totò è Felice Sciosciammocca, una delle sue figure più riuscite. Memorabile l'orgia di pastasciutta, Totò fotografo, e tutta la lunga finzione finale (col tormentone "Vincenzo m'è padre a me"). Da popolani ad aristocratici (finti) per favorire un matrimonio d'amore.
Autore critica:
Fonte critica:film.tv.it
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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