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Cielo cade (Il) -

Regia:Andrea e Antonio Frazzi
Vietato:No
Video:Attualmente non disponibile presso le nostre biblioteche, in vendita Istituto Luce
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:I bambini ci guardano, La memoria del XX secolo, Razzismo e antirazzismo
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Liberamente tratto dal romanzo omonimo di Lorenza Mazzetti
Sceneggiatura:Suso Cecchi D'Amico
Fotografia:Franco Di Giacomo
Musiche:Luis Bacalov
Montaggio:Amedeo Salfa
Scenografia:Mario Garbuglia
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Lara Campoli (Baby), Jeroen Krabbé (Wilhem),Veronica Niccolai (Penny), Isabella Rossellini (Katchen)
Produzione:Parus Film, Viva Cinematografica, Istituto Luce
Distribuzione:Istituto Luce
Origine:Italia
Anno:2000
Durata:

97'

Trama:

Toscana, estate 1944. Persi i genitori in un incidente di macchina, le piccole sorelle Penny e Baby vengono condotte presso gli zii, che abitano in una grande casa in campagna. Katchen, sorella della mamma, ha sposato Wilhelm, un intellettuale tedesco amante della musica e dell'arte, hanno una figlia adolescente. Per le bambine comincia una nuova vita, nella quale trovano qualche difficoltà ad inserirsi. Soprattutto Penny si vede accusata di colpe che ritiene di non aver commesso, piange e dice che vuole morire. Si tratta solo di incomprensioni, perché a poco a poco gli zii vincono la diffidenza di lei e della sorellina, e un clima migliore comincia a crearsi nella grande casa. Le due ragazzine fanno amicizia con i figli dei contadini, scherzano sui primi palpiti amorosi, mostrano il loro forte senso religioso. Gli avvenimenti esterni però incalzano: le dimissioni di Mussolini, l'armistizio. Sulla strada della ritirata, una colonna tedesca arriva alla villa e vi si installa. Conoscendo le sue origini ebraiche, il parroco avverte Wilhelm delle retate in corso. Dopo che la colonna si è allontanata, Wilhelm a sua volta lascia la villa. Ma i tedeschi ritornano, chiedono dell'uomo, non ottengono risposta e allora fucilano la mamma e la figlia. Quando a sua volta torna, Wilhelm non resiste a lungo allo strazio dell'accaduto, e si uccide. Durante i funerali, sulla strada di campagna, arrivano i soldati inglesi. Tutti fanno festa, e le bare proseguono da sole.

Critica 1:Una storia forte, crudelissima che nessuno scrittore avrebbe avuto il coraggio di inventare... Sorprende l'interpretazione di Isabella Rossellini in una parte di madre, che forse sente più delle precedenti di donna fatale, colpisce ed emoziona la rassomiglianza e forse l'omaggio alla madre Ingrid Bergman. Non sorprende invece la bravura di Jeroen Krabbe, nella parte dell'orgoglioso e tragico zio Wilhelm. I bambini protagonisti, scelti fra mille, hanno miracolosamente facce antiche di chi non ha visto nemmeno uno spot. La storia è vissuta attraverso i loro occhi, lo sguardo di un'innocenza violata, allora come oggi, nell'Italia del '45 come nel Kosovo o nell'Eritrea del Duemila.
Autore critica:Curzio Maltese
Fonte criticaIo donna
Data critica:

30/5/2000

Critica 2:Ben raccontato, vivace, commovente, forte. Perché diavolo il festival di Cannes non ha invitato Il cielo cade in concorso? E allora andiamolo almeno a vedere, questo film che esce nella stagione più difficile dell'anno. Premio Viareggio 1967, edito da Sellerio, il piccolo libro di memorie esilaranti e strazianti cui si sono ispirati i fratelli Frazzi sulla base di un progetto lungamente coltivato da Suso Cecchi d'Amico, racconta i giorni quasi felici vissuti da due sorelline rimaste orfane, Penny e Baby, nella bella casa toscana dello zio e della zia - Jeroen Krabbé e Isabella Rosselini, semplicemente bravi e bene assortiti. Attorno c'è la guerra, ma nella villa di Wilhelm Einstein (cugino del più famoso Albert, intellettuale liberale, agnostico, civilissimo) la vita è bella. Le ragazzine (nella più grande, Penny, 8 anni, straordinariamente interpretata da Veronica Nicolai, riconosciamo l'autrice del libro, Lorenza Mazzetti, regista e fondatrice del Free cinema) si divertono un mondo. Imparano che Mussolini non è il dio che pensavano, che c'è posto per il dubbio, che la vita è piena di segreti, come le ragazze che fanno l'amore sui prati, di faticosi piaceri, come la musica insegnata da un bizzarro musicista amico di casa, di gioiose letture, come il loro amato Don Chisciotte. Poi, su questa isola di felicità e di civiltà, il cielo cade, come preannuncia Penny in un sogno che racconta in un tema di scuola. In un crescendo di violenza che la ragazzina guarda per un po' con stupito divertimento, la guerra e il nazismo arrivano a distruggere tutto. Per escludere qualsiasi sospetto di visione "televisiva", se non bastassero la bella fotografia di Franco di Giacomo, le evocative scenografie di Mario Garbuglia, i costumi di Carlo Diappi, i registi movimentano - qualche volta anche troppo - lo stile di ripresa e il ritmo delle scene. Ma questo piglio, associato alla precisione, la finezza di scrittura e di dettagli della sceneggiatura di Suso Cecchi d'Amico, e ai suoi frequenti "non detti", riescono a comporre un importante ritratto di formazione femminile, che ti affeziona molto alla giovane attrice e molto alla donna che è diventata attraverso una così terribile tragedia.
Autore critica:Irene Bignardi
Fonte critica:la Repubblica
Data critica:

27/5/2000

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Cielo cade (Il)
Autore libro:Mazzetti Lorenza

A cura di: Redazione Internet
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