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Golden Bowl (The) -

Regia:James Ivory
Vietato:No
Video:Medusa
DVD:Medusa
Genere:Drammatico
Tipologia:Letteratura americana - 900
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo omonimo di Henry James (1904)
Sceneggiatura:Ruth Prawer Jhabvala
Fotografia:Tony Pierce-Roberts
Musiche:Richard Robbins
Montaggio:John David Allen
Scenografia:Andrew Sanders
Costumi:John Bright
Effetti:
Interpreti:Kate Beckinsale (Maggie Verver), Uma Thurman (Charlotte Stant), Jeremy Northam (Principe Amerigo), Nick Nolte (Adam Verver), Anjelica Huston (Fanny Assingham), James Fox (Colonnello Bob Assingham), Madeleine Potter (Lady Castledan), Nicholas Dey (Lord Castledean), Peter Eyre (Jarvis), Robin Hart (Mr. Blint), Lucy Freeman (Lucy Moncreif), Francesco Giuffrida (figlio del Duca), Billy Monger (principino), Marta Paola Richeldi (Duchessa), Rossano Rubicondi (figlio del Duca), Mattia Sbragia (Duca), Philip Tabor (William Davenport), Arturo Venegas (ambasciatore italiano)
Produzione:Ismail Merchant per Merchat - Ivory Productions
Distribuzione:Medusa Film
Origine:Usa
Anno:2000
Durata:

126’

Trama:

Ai primi del Novecento l'italiano Amerigo, principe di famiglia ma squattrinato, ha una relazione con Charlotte, a sua volta priva di patrimonio personale. Quando Amerigo capisce che la giovane Maggie è innamorata di lui, decide di sposarla. Maggie è figlia del ricco Adam, uomo d'affari e collezionista d'arte. Charlotte non si perde d'animo, si fa corteggiare e poco dopo convola a nozze proprio con Adam. Amerigo e Charlotte hanno così molte occasioni d'incontro, anche se lei dice che dovrebbero stare di più insieme le due ragazze e i due uomini. Quando i due tornano da un viaggio fatto da soli, Maggie comincia a sospettare qualcosa. Un giorno Adam chiede alla moglie di partire per American City, dove lui vuole costruire un museo. Quando vede la coppa incrinata, Maggie ha la conferma del tradimento del marito. Dopo aver spedito la propria collezione, Adam parte per l'America. Charlotte vuole rimanere per Amerigo, ma lui le dice che ama solo la moglie. Charlotte piange

Critica 1:Due mariti ideali in questa fastosa, cinica, divertente commedia di costume che Ivory ha tratto dal suo preferito Henry James. Ha girato, grazie anche a una magnifica compagnia di attori, con uno straordinario e incanutito Nick Nolte, il miglior romanzo del secondo tempo della sua carriera. Non di maniera, non solo illustrativo, anche se trine, merletti, visi e boiséries sono a posto, ma la macchina cinema riesce a scavare tra questi personaggi curiosi di vita e di affetti. Un padre ricco e americano, collezionista d’arte, legato col filo edipico alla figlia, la manda in sposa a un nobile romano squattrinato ma con avi importanti (il bel Jeremy Northam che con la barba sembra Andy Luotto), poi sposa la migliore amica della primogenita, l’appassionata Uma Thurman, da tempo già amante del genero. Relazioni pericolosissime, in una società vittoriana malvagia e chiacchierona dove comanda l’apparenza, come quella coppa d’oro The golden bowl , appunto - che sembra perfetta ed è invece segnata, come una fessura del cuore. Bisogna mentire per sopravvivere, una volta si usavano veleni e pugnali, poi sono bastate le parole. Il racconto, mosso tra Italia e Inghilterra, è a cerchi concentrici e non sbaglia: Ivory è ringiovanito.
Autore critica:Maurizio Porro
Fonte criticaCorriere della Sera
Data critica:

21/10/2000

Critica 2:Il denaro e l'amore regolano i destini dei personaggi di Henry James con azione corrosiva e devastante, non si sa se attutita o resa più feroce dallo splendore degli arredi, dalla finezza dei costumi, dal culto privato del buon gusto. Sembra esserci una familiarità e una congenialità naturale tra i romanzi di James e il cinema di Ivory, non a caso entrambi americani in fuga intellettuale dalla madrepatria verso l'Europa: dopo gli ormai lontani Bostoniani ed Europeans (quest'ultimo mai distribuito in Italia), Ivory affronta ora con The golden bowl il più tardo dei romanzi jamesiani, sublime e spossante come tutti i suoi ultimi, uno di quelli nei quali il lavorìo autodistruttivo del denaro e dei sentimenti traccia infine un disegno di metafisico vuoto. Molto ricchi sono la giovane Maggie della bruna, fervida Kate Beckinsale e suo padre Adam, un Nick Nolte introverso e imbiancato; lui è collezionista di oggetti d'arte che raccoglie nella sontuosa dimora londinese, in attesa di riportarli a casa, una mitica American City, a folgorare l'ignoranza dei propri connazionali. Squattrinati sono il principe italiano Amerigo, che ha la faccia indecisa a tutto di Jeremy Northam, e la giovane americana Charlotte di Uma Thurman; sono stati amanti, ma la reciproca povertà e ambizione rende impraticabile il loro matrimonio. Maggie, molto innamorata, sposa Amerigo; e vuoi per raddoppiamento vuoi per star vicina all'uomo che ancora ama, Charlotte si fa impalmare dal padre di lei. Seguono sospetti, tentazioni, reticenze, gli intrighi d'una dama sfiorita (davvero sfiorita Angelica Huston, se non è trucco), l'ombra impalpabile e fitta del controllo sociale, le false felicità minate da incrinature invisibili, proprio come la coppa d'oro e cristallo del titolo. Il film di Ivory, meno decorativo, più asciutto e austero di altri, è però ammirevole nello scoprire i nervi della rete psicologica, l'Edipo potente e velato che unisce padre e figlia, la tensione impercettibilmente sadica che cresce tra lo stesso Adam e la giovane moglie che non lo ama ma vuole usarlo come strumento di rivalsa, senza accorgersi che è lei a essere usata. Del quartetto, solo Uma Thurman appare fuori ruolo: la sua bellezza quasi futura viene maltrattata da trine e corsetti, e alla passionalità ombrosa di Charlotte, il più sconfitto dei personaggi, finisce per dare una nota troppo stridula.
Autore critica:Paola Cristalli
Fonte critica:Il Resto del Carlino
Data critica:

27/10/2000

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

A cura di: Redazione Internet
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