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Regole della casa del sidro (Le) - Cider House Rules (The)

Regia:Lasse Hallstrom
Vietato:No
Video:Dnc Visualmind
DVD:Play Press
Genere:Drammatico
Tipologia:Diventare grandi
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo "Le regole della casa del sidro" di John Irving
Sceneggiatura:John Irving
Fotografia:Olivier Stapleton
Musiche:Rachel Portman
Montaggio:Lisa Zeno Churgin
Scenografia:David Gropman, Beth Rubino
Costumi:Renee Ehlrich Kalfus
Effetti:
Interpreti:Tobey Maguire (Homer Wells), Charlize Theron (Candy), Michael Caine (Dottor Larch), Jane Alexander (Edna), Erykah Badu (Rose Rose), Kathy Baker (Angela), Kieran Culkin (Buster), Todd K. Freeman (Muddy), Heavy D. (Peaches), Delroy Lindo (Mr. Rose). Kate Nelligan (Olive), Paul Rudd (Wally)
Produzione:Richard Gladstein
Distribuzione:Key Films
Origine:Usa
Anno:1999
Durata:

131’

Trama:

Stato del Maine, 1943. Mentre la guerra è ancora in corso, il dottor Wilbur Larch gestisce in una zona isolata uno strano ospedale-orfanotrofio: vi arrivano ragazze con due tipi di esigenze, alcune vogliono liberarsi di una gravidanza indesiderata, altre hanno deciso di far nascere il figlio ma di non volerlo tenere e quindi lo lasciano al dottore che cercherà di trovargli una famiglia. Per due volte assegnato e rifiutato, il piccolo Homer viene preso sotto la tutela personale di Wilbur che lo segue nella crescita e, appena è possibile, lo utilizza come assistente nelle varie operazioni. Quando all'ospedale arriva una coppia benestante, l'ufficiale aviatore Wally e la moglie Candy che deve abortire, Homer è attratto dalla ragazza, approfitta dell'invito e riparte con loro con l'obiettivo di conoscere il mondo 'fuori'. Quando l'ufficiale parte per la Birmania, Candy e Homer si ritrovano uniti dalla solitudine e si innamorano. Il ragazzo scopre insieme il sesso e l'amore. Assunto come raccoglitore di mele nella casa del sidro, Homer dopo qualche tempo, dichiarando la propria, già lunga esperienza, aiuta ad abortire una ragazza nera stuprata dal padre, un altro dei lavoranti. Più tardi arriva la notizia che Wally è rimasto paralizzato alle gambe. Quando torna a casa, Candy decide di dedicarsi totalmente al marito, costretto sulla sedia a rotelle. Homer a questo punto capisce che anche per lui è il momento di fare ritorno a 'casa'. Si presenta così di nuovo all'ospedale, dove è accolto con grande entusiasmo come l'unico in grado di prendere il posto del vecchio Wilbur, nel frattempo deceduto.

Critica 1:John Irving ha scritto addirittura un libro, "Il mio cinema" (Rizzoli), per raccontare le vicissitudini della trascrizione cinematografica del suo Le regole della casa del sidro (Bompiani) nella quale è stato coinvolto come sceneggiatore. Tredici anni di copioni scritti e riscritti in un alternarsi di quattro registi ciascuno con esigenze diverse: una miniodissea intellettuale, al servizio di committenti stonati e capricciosi. Non sarebbe stato meglio per Irving dedicarsi a scrivere qualcos'altro? Però come risultato il romanziere concorre adesso all'Oscar in qualità di sceneggiatore di se stesso. Si tratta di un insolito melò che narra la storia del trovatello Tobey Maguire, cresciuto in un orfanotrofio del Maine sotto le ali del direttore Michael Caine fino a diventare una sorta di ostetrico ruspante. Il senso del libro sta nell'affermazione che a volte è necessario infrangere qualche regola; e maestro di tali eterodossie a fin di bene è il dottor Caine, che con disagio del figlioccio pratica aborti umanitari. La smania di nuovi orizzonti porta il ragazzo nel mondo di fuori, dove ama riamato la bionda Charlize Theron e assomma esperienze liete e tristi fra gli operai neri allogati in una baracca detta la "Casa del sidro". Ciò che fa maturare il protagonista è l'incontestabile urgenza di far abortire una ragazzina di colore vittima di un incesto; e per procedere alla pratica il ragazzo torna all'orfanotrofio, dove il suo maestro è deceduto in tempo perché lui possa prenderne il posto. Il tema è insolito e stoico per un film di intrattenimento, dove in una qualità di fattura senz'altro di prim'ordine gli ambienti sono suggestivi, gli interpreti funzionano, Caine brilla di luce propria.
Autore critica:Tullio Kezich
Fonte criticaCorriere della Sera
Data critica:

11/3/2000

Critica 2:Come non accettare l'invito ribellistico che arriva, tramite una battuta, dal film di Lasse Hallström candidato a ben sette premi Oscar? «A volte bisogna infrangere le regole per aggiustare le cose». Giusto. Lo fa il paterno direttore di un orfanotrofio, falsificando a fin di bene un diploma medico per far assumere il suo migliore allievo, orfano anch'esso; lo fanno i raccoglitori stagionali di mele (tutti di colore), strappando dal muro un ridicolo foglio di carta che sancisce, appunto, «le regole della casa del sidro»; lo fa una disinvolta ragazza-pescatrice disponibile a tradire il fidanzato paralizzato al fronte pur di sfuggire alla solitudine; lo fa soprattutto il protagonista, sottraendosi per crescere al destino che era stato scritto per lui, seppure a fin di bene. Film a lunga gestazione (tre registi hanno lavorato al progetto, prima che lo svedese Lasse Hallström fosse accettato da John Irving, che per l'occasione ha sceneggiato il suo omonimo romanzo), Le regole della casa del sidro è tutt'altro che un polpettone: anzi dietro l'andamento classico si annida una durezza quasi dickensiana, specie sui temi spinosi dell'aborto, e infatti gli ambienti più reazionari del cattolicesimo americano hanno reagito. Mentre la Seconda guerra mondiale infuria, nell'orfanotrofio di St. Cloud il provvido dottor Larch gestisce come può quella comunità di bambini senza famiglia (sono i suoi «principi del Maine» e le sue «regine del Maryland»), praticando all'occorrenza qualche aborto per sottrarre le giovani donne alle mammane. Il figlioccio preferito è Homer Wells, orfanello per due volte restituito dai genitori adottivi, e ora istruito amorevolmente alla professione medica: sensibile e svelto, il ragazzotto opera, sutura, accudisce i bambini, legge loro David Copperfield per farli addormentare e alla domenica proietta King Kong. (...) Autunnale nei colori, disteso nel racconto, accurato nei ritratti dei personaggi minori, perfino utile nel ribadire coi tempi che corrono il diritto all'aborto, Le regole della casa del sidro è un vigoroso cine-romanzo di formazione che a tratti risulterebbe meno melenso se l'impetuosa colonna sonora si desse una calmata. Ma gli interpreti sono tutti intonati (Michael Caine-Larch, Tobey Maguire-Homer, Charlize Theron-Candy) e le due ore e venti passano - fidatevi - senza guardare mai l'orologio.
Autore critica:Michele Anselmi
Fonte critica:l'Unità
Data critica:

11/3/2000

Critica 3:Siamo ormai in dirittura di Oscar e continuano a uscire sui nostri schermi i film fregiati di nomination. Corre per sette statuette Le regole della casa del sidro, un classico racconto di formazione tratto dalle pagine di John Irving (lo scrittore appare nel film in un "cammeo") e realizzato in America dallo svedese Lasse Hallstrom. Le regole del titolo si riferiscono ai raccoglitori stagionali di mele, cui per un po' si unisce il giovane protagonista della storia: Homer Wells (Tobey Maguire), orfano adottato dal generoso dottor Larch (Michael Caine, in una parte cui un tempo si era candidato Paul Newman), medico filantropo che manda avanti un orfanotrofio nel Maine, si prodiga per i ragazzini senza famiglia e pratica l'aborto onde evitare guai peggiori. Il film sostiene la necessità di infrangere, all'occorrenza, le regole, nella casa del sidro o altrove, purché le violazioni siano compiute a fin di bene. Per conto nostro se ne dovrà convincere Homer, protagonista di un rito di passaggio che comprende l'amore per la bella Candy (Charlize Theron), il lavoro e un aborto, prima del ritorno alla casa del padre putativo per prenderne il posto. Alla presentazione in concorso a Venezia molti, commentando Le regole della casa del sidro, hanno nominato Charles Dickens, che il film cita del resto esplicitamente (assieme a parecchie altre cose). L'andamento narrativo è quello tipico del melodramma, dove si matura attraverso l'amore e il dolore e tutto quel che viene detto ha un significato drammatico o patetico, comunque pregnante ("Buonanotte, o principi del Maine", saluta i suoi orfanelli il buon dottore); anche se, magari, con qualche grano di tenero humour succhiato dai romanzi di formazione di Mark Twain e affidato, qui, al bravo Caine. Non è difficile capire perché ai giurati sia piaciuta tanto una storia raccontata alla maniera classica del cinema americano: con un andamento solenne, un sicuro senso dello spettacolo, qualche notazione sdolcinata, una confezione elegante senza lampi di creatività. Fatto salvi - magari - i momenti con i bambini, che fin dall'esordio con La mia vita a quattro zampe hanno sempre ispirato Hallstrom. Un film di "studio" insomma (la Miramax), dove i contenuti stoici e coraggiosi del romanzo di Irving (la maturità è accettare che gli altri facciano le loro scelte) finiscono per omogeneizzarsi e adeguarsi alla logica dell'intrattenimento.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte critica:la Repubblica
Data critica:

14/3/2000

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Regole della casa del sidro (Le)
Autore libro:Irving John

Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di:; Progetto editoriale a cura di: Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet; Redazione Internet Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di:; Contenuti a cura di: Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema; Ufficio Cinema
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