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Richiamo della foresta (Il) - Call of the Wild (The)

Regia:Chris Sanders
Vietato:No
Video:
DVD:Walt Disney Company
Genere:Drammatico
Tipologia:Ecologia e ambiente, Il mondo degli animali, Letteratura americana - 900, Natura e ambiente
Eta' consigliata:Scuole elementari; Scuole medie inferiori
Soggetto:dal romanzo di Jack London
Sceneggiatura:Michael Green
Fotografia:Janusz Kaminski
Musiche:John Powell
Montaggio:David Heinz, William Hoy
Scenografia:Stefan Dechant
Costumi:Kate Hawley
Effetti:
Interpreti:Karen Gillan (Mercedes), Harrison Ford (John Thornton), Bradley Whitford (Judge Miller), Dan Stevens (Hal), Jean Louisa Kelly (Katie Miller), Omar Sy
Produzione:3 Arts Entertainment, 20th Century Studios
Distribuzione: 20th CENTURY FOX
Origine:
Anno:
Durata:



Trama:

In California, a fine '800, il grosso cane Buck vive nella fattoria di un giudice. Rapito per essere venduto come cane da slitta per i cercatori d'oro del Klondike, Buck si ritrova in Alaska, rinchiuso in gabbia e addestrato alla legge del bastone. Acquistato da un francese che consegna la posta negli avamposti dei cercatori d'oro, entra in una muta di cani e in poco tempo, coraggioso e possente, ne diventa il capo. Quando però il postino perde il lavoro, viene acquistato da un feroce viaggiatore in cerca di fortuna. Salvato dall'eremita John Thornton, Buck trova finalmente un amico con il quale spingersi nelle profondità delle terre selvagge. Qui sentirà sempre più forte Il richiamo della foresta e si unirà a un branco di lupi, senza però dimenticherà l'affetto per il suo anziano padrone.

Critica 1:Poco più di un quarto di secolo separa il film da poco uscito nelle sale da quello realizzato da Michael Toshiyuki Uno per la televisione, mentre antecedente a entrambi è quello del 1972 di Ken Annakin. Rispetto a quest’ultima versione e ancor di più a quella di Toshiyuki Uno, Chris Sanders ha realizzato un film teso a recuperare, fatte salve le immancabili distanze e gli adattamenti, la duplice chiave di lettura della celebre vicenda narrata da Jack London: da un lato rivelare l’inconsueta capacità dell’autore di calarsi nella psicologia dell’animale, dall’altro considerare quest’ultimo come una metafora antropica, secondo la quale le avventure di Buck altro non sono se non le medesime del giovane Jack London, sfruttato e risputato dalla società unicamente per la sua forza fisica.
A corollario della scelta operata, l’intreccio viene depurato di tutti gli elementi accessori che avrebbero intralciato il vero intento del regista: dimostrare che l’uomo si abbrutisce e diventa oltremodo violento quando viene riportato a una condizione elementare, subumana. In altri termini, Buck e John sono molto più che amici: costituiscono due facce della medesima medaglia, simbiotico emblema perennemente in equilibrio instabile, in un ambiente ostile, tra avventura e leggi evolutive. Quasi alla conclusione del film, ad esempio, e dunque in un’ottica rivelatoria, le parole del narratore sulla parabola esistenziale di Buck contengono in realtà una riflessione su quella umana: “Buck era stato viziato, ma anche maltrattato dagli uomini. Ora aveva ritrovato se stesso, in mezzo ai suoi simili. Quanta strada aveva fatto! E quanta ne avevo fatto io per allontanarmene!”.
Solo apparentemente distaccandosi dal romanzo, infatti, Sanders fa di John Thornton un uomo solo e addolorato per l’improvvisa morte del figlio e la conseguente separazione dalla moglie, fino al punto da ridurlo in balia dell’alcool. Ora, tale risvolto del personaggio estraneo al Jack di London ci restituisce una riflessione universale sulle conseguenze negative della solitudine tanto sul cane, che è un po’ come l’uomo giacchè in gruppo affronta meglio le sfide della sopravvivenza, quanto sull’uomo, che, per quanto umano, nella deprivazione sociale regredisce a una condizione bestiale. Le parole di John Thornton riecheggiano infatti quelle di London: “Lo vedete come è facile trasformare una creatura apparentemente educata in una belva?”. (…)
ondacinema.it
Autore critica:ondacinema.it
Fonte critica
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Critica 2:
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Critica 3:
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Libro da cui e' stato tratto il film
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