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Dickens - L'uomo che inventò il Natale - Man Who Invented Christmas (The)

Regia:Bharat Nalluri
Vietato:No
Video:
DVD:reperibile in dvd e bluray
Genere:Biografico, Drammatico
Tipologia:Letteratura inglese - 800
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori
Soggetto:Tratto dal libro "The Man Who Invented Christmas: How Charles Dickens's A Christmas Carol Rescued His Career and Revived Our Holiday Spirits" di Les Standiford
Sceneggiatura:Susan Coyne
Fotografia:Ben Smithard
Musiche:Mychael Danna
Montaggio:Jamie Pearson, Stephen O'Connell
Scenografia:Paki Smith
Costumi:Leonie Pendergast
Effetti:Steve Templeton, Greg Behrens
Interpreti:Dan Steves (Charles Dickens), Christopher Plummer (Ebenezer Scrooge9, Jonathan Pryce (John Dickens9, Justin Edwards (John Forster9, Morfydd Clark (Kate Dickens), Donald Sumpter (Haddock), Miles Jupp (Thackeray), Simon Callow (Leech), Miriam Margolyes (Mrs. Fisk), Valeria Bandino (Tart), Cosimo Fusco (Signor Mazzini), Bill Paterson (Mr. Grimsby), Ger Ryan (Mrs. Dickens)
Produzione:PARALLEL FILMS, RHOMBUS MEDIA
Distribuzione:Notorious Pictures
Origine:Irlanda, Canada
Anno:2017
Durata:

104'

Trama:

Dopo aver pubblicato una serie di racconti di successo, il rinomato scrittore Dickens sta facendo i conti con i suoi primi insuccessi. A causa delle richieste della sua numerosa famiglia e delle sue abitudini stravaganti, il suo portafoglio si è svuotato molto rapidamente, rendendolo smanioso di scrivere un altro best seller. Tormentato dal blocco dello scrittore e alle strette con il suo editore, inizia a coltivare un'idea a prova di bomba: una storia natalizia che sia in grado di catturare l'immaginazione dei suoi fan e al contempo riesca a risolvere i suoi problemi economici. Ma dovrà lavorare senza sosta: mancano sole sei settimane per scrivere e pubblicare il libro prima che inizino le festività. Dickens si isola dal mondo per mettersi all'opera, ma nella sua abitazione di famiglia - nella quale abita anche quel dissoluto del padre - concentrarsi è impossibile. Lavorando fino a tarda notte lo scrittore mette insieme i suoi ricordi per dare forma ai fantasmi del Natale del presente, del passato e del futuro, posizionandoli in rotta di collisione con il tirchio misantropo Ebenezer Scrooge.

Critica 1:Non è per nulla banale l'idea alla base di Dickens: l’uomo che inventò il Natale. Sebbene al centro della storia ci sia il celebre racconto Canto di Natale, e cioè uno degli spunti narrativi che il cinema ha sfruttato maggiormente e declinato in tutte le salse, è vero che la prospettiva che il film adotta è poco convenzionale.
Londra, 1843. Charles Dickens, reduce dal successo di Oliver Twist, non riesce a trovare idee per un nuovo romanzo ed è sommerso dai debiti. Una serie di incontri, circostanze e l’avvicinarsi delle festività natalizie – che all’epoca erano poco considerate dalla maggioranza degli inglesi – gli ispirano la creazione di un racconto sul tema del Natale. La proposta però non piace agli editori e allora Charles, con l’aiuto del suo agente, comincia un’affannata corsa contro il tempo e riesce, finanziando tutto il progetto autonomamente, a pubblicare il libro pochi giorni prima di Natale. A Christmas Carol ottiene un successo enorme e immediato e contribuisce a risvegliare nelle coscienze l’amore e l’affetto per il Natale.
Nalluri adatta il romanzo del 2008 The Man Who Invented Christmas: How Charles Dickens's A Christmas Carol Rescued His Career and Revived Our Holiday Spirits di Les Standiford, libro nel quale – come spiega il chilometrico e tautologico titolo – viene ripercorsa la genesi di Canto di Natale e spiegato come il successo del romanzo non rilanciò soltanto la carriera di Dickens, ma contribuì a ravvivare lo spirito natalizio. Il film segue esattamente questo canovaccio e mette in scena la creazione dell’opera intrecciando le situazioni, le atmosfere e i personaggi della fantasia di Dickens con le vicende biografiche e familiari dello scrittore. Il tutto descrivendo, con una certa dose di suspense, il rischio che corse uno dei più celebri racconti della letteratura inglese di tutti i tempi, di non essere mai pubblicato.
La trovata più brillante però – che è anche quello in cui il film funziona meglio – è quella di dare letteralmente vita ai personaggi del racconto. Nel momento in cui Dickens trova l’ispirazione, tutti i caratteri che affollano la sua mente diventano persone in carne e ossa e lo circondano ovunque vada. Primo fra tutti Scrooge, il protagonista del racconto e vero motore intorno a cui si costruisce l’azione, e poi i fantasmi del Natale passato, presente e futuro, l’antico socio di Scrooge Marley e ancora il mite dipendente Bob e il vecchio rubicondo Fezziwig con la moglie. Tutti insieme appaiono e riempiono gli spazi (soprattutto lo studio di Dickens, ma anche le camere, le locande e ogni posto in cui egli si rechi) quando lo scrittore pensa e crea, mentre spariscono di colpo quando invece non riesce a concentrarsi. Ma spesso litigano con lui, lo canzonano e si pongono contro il loro creatore quando questi ha dei dubbi, si blocca e non trova il modo di proseguire. Una perfetta rappresentazione della creazione artistica, della confusione e dei pensieri ingarbugliati che affollano la mente di uno scrittore. Ma anche una descrizione efficacissima della capacità di immaginare, creare storie e mondi veri e propri di un grande romanziere. (…)
Sin dal titolo infatti Dickens: l’uomo che inventò il Natale pone una riflessione molto intrigante sulla possibilità dell’arte di creare la vita, su come lo scrittore possa influenzare le abitudini, le storie e la Storia di una nazione. Su come Tradizione e Costume siano elementi soprattutto letterari e quasi mai culturali, o se si preferisce, come la cultura sia spesso il risultato di una narrazione. In questa prospettiva il Natale è per davvero un’invenzione e – senza che questa sia letta per forza come una cosa negativa – il risultato di una serie di consuetudini (molte delle quali di origine pagana) che messe tutte insieme danno vita una celebrazione ibrida e che prende in prestito usanze e rituali differenti, per creare un cerimoniale condiviso e replicabile in tutte le culture (non solo cristiane). E cioè quella che chiamiamo mitologia e che non ha nulla a che vedere con la questione cultuale, ma piuttosto con la definizione del cerimoniale che accompagna la festività.
Del resto Dickens (anche nel film) non concepisce la sua storia su basi spirituali, ma ammanta il Natale di un’atmosfera gotica, tipicamente ottocentesca, nella quale i toni cupi e horror dominano il racconto (non scordiamoci che il sottotitolo è “A Ghost Story of Christmas”). E dove l’elemento che crea affezione e rende il pubblico così appassionato è quello – puramente letterario – della redenzione finale del protagonista. In quest’ottica, come il film suggerisce inconsapevolmente, il Natale per lo scrittore diventa non tanto una causa degli eventi, ma piuttosto uno strumento per far sì che accadano. (…)
Autore critica:Lorenzo Rossi
Fonte criticacineforum.it
Data critica:

22/12/2017

Critica 2:Il Natale è la festa delle famiglie, il giorno dell’anno in cui ci si stringe alle persone che più si amano. Fuori la neve seppellisce i marciapiedi, dentro ci si raduna attorno all’albero e, con una strizzata d’occhio al consumismo, si aprono i regali, per poi sedersi a banchettare con i parenti. Ma è sempre stato così? Nell’Inghilterra dell’Ottocento, il Natale non lo festeggiava quasi più nessuno. Era considerata come una festività quasi pagana, in cui ci si abbandonava a comportamenti licenziosi e riprovevoli. A tenere banco era il Boxing Day (26 dicembre), quando si facevano regali a chi stava ai margini della società.
Lo scrittore Charles Dickens sperimentò il Natale da piccolo, quando viveva in campagna, e decise di scriverci su una storia rimasta eterna, Canto di Natale. Questo nuovo film si apre in un momento difficile per la mente de Le avventure di Oliver Twist. I suoi ultimi romanzi hanno avuto una pessima accoglienza, e anche il giro promozionale in America non è andato come previsto. Charles adesso ha una bella casa a Londra, è stritolato dai debiti, e cerca di mantenere uno stile di vita che non può permettersi. La moglie quasi non si accorge delle loro difficoltà finanziarie, e il padre gli chiede soldi in continuazione, per poi spenderli in abiti costosi e chincaglierie di vario genere.
L’unica soluzione è ricominciare a scrivere, per dimostrare agli editori che il grande Dickens può ancora stupire. Un vecchio trasandato e burbero, che incontra per la prima volta al cimitero, diventa la fonte di ispirazione per il personaggio di Scrooge, protagonista indimenticabile di A Christmas Carol. Dickens rispolvera penna e calamaio e, a cavallo tra realtà e finzione, immagina di parlare con Scrooge e compagni nel suo studio. Verrà alla luce un classico senza tempo. (…)
Autore critica:Gian Luca Pisacane
Fonte critica:cinenatografo.it
Data critica:

19/12/2017

Critica 3:
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