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Appartamento spagnolo (L’) - Auberge Espagnole (L’)

Regia:Cedric Klapisch
Vietato:No
Video:Fox
DVD:Rpm, New DVD World
Genere:Commedia
Tipologia:Diventare grandi
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Cedric Klapisch
Sceneggiatura:Cedric Klapisch
Fotografia:Dominique Colin
Musiche:Ardag, Kouz
Montaggio:Francine Sandberg
Scenografia:Francois Emmanuelli
Costumi:Anne Schotte
Effetti:Seb Caudron
Interpreti:Romain Duris (Xavier), Judith Godreche (Anne Sophie), Audrey Tautou (Martine), Cecile De France (Isabelle), Kelly Reilly (Wendy), Xavier De Guillebon (Jean-Michel), Kevin Bishop (William), Federico D'anna (Alessandro), Christian Pagh (Lars), Cristina Brondo (Soledad), Barnaby Metschurat (Helmut), Olivier Raynal (Bruce), Iddo Goldberg (Alistaire)
Produzione:Ce Qui Me Meut Motion Pictures - Mate Producciones - Bac Films - France 2 Cinema - Mate Films - Studio Canal - Via Digital
Distribuzione:Bim
Origine:Francia - Spagna
Anno:2002
Durata:

120’

Trama:

Xavier è uno studente venticinquenne di Economia figlio di genitori divorziati che, per completare i propri studi nel minor tempo possibile, ha deciso di trasferirsi a Barcellona. Un amico di suo padre, infatti, gli ha promesso, non appena laureato, un posto al Ministero delle Finanze. Durante quest'ultimo anno di studi dividerà un appartamento con altri sette studenti di differenti Paesi europei, imparerà ad abbandonare i suoi punti di riferimento e farà degli incontri che gli insegneranno a vivere.

Critica 1:L´appartamento spagnolo del francese Cédric Klapisch è il primo film europeo: non una coproduzione né quel genere di accumulazione cosmopolita detta «europudding», ma il racconto della prima generazione di ragazzi europei e delle nuove istituzioni d´Europa attraverso il personaggio di uno studente parigino venticinquenne, andato a Barcellona a completare i propri studi universitari nel quadro del programma Erasmo. Il ragazzo vive nell´appartamento spagnolo insieme con altri ragazzi di altre nazionalità (belga, inglese, danese, spagnola, tedesca e italiana, con Federico d´Anna), tra confusione e armonia. Impara a sentirsi uno straniero, a non contare sui consueti punti di riferimento, ad ascoltare e tentar di parlare lingue diverse, a vivere con persone che mangiano alle sei del pomeriggio e altre persone che cenano alle undici di sera: insomma a essere europeo, a sperimentare quella sorta di nuova emigrazione interna permanente che sarà da adesso in poi la nostra vita, ad accettare la discontinuità e la frammentazione degli eventi in un mondo non smembrato ma pluralista. Il film affronta l´argomento cruciale di questi anni (la perdita parziale e progressiva di identità nazionale, la fine della calma ordinata come ideale ritmo esistenziale) con leggerezza non futile, con concretezza. A rendere L´appartamento spagnolo piacevole sta il fatto che gli interpreti sono ovviamente ragazzi (ma c´è anche Audrey Tautou, protagonista de Il favoloso mondo di Amélie): la vitalità della giovinezza e la spontaneità della recitazione danno alla storia un´aria sciolta, fresca, anche piuttosto divertente.
Autore critica:Lietta Tornabuoni
Fonte criticaLa Stampa
Data critica:

23/1/2003

Critica 2:Dunque: ci sono un francese, un inglese, una belga... Detta così sembra una barzelletta; invece è una commedia divertente e credibile, che rappresenta i giovani evitando sia le trappole del giovanilismo (leggi Saranno famosi) sia quelle della predica e che il pubblico dei ventenni (ma non solo) apprezzerà sicuramente. Xavier, venticinque anni, deve conoscere bene lo spagnolo per guadagnarsi un impiego come funzionario. Mentre la sua ragazza (Audrey "Amélie" Tautou) lo aspetta a Parigi, lui va a Barcellona col progetto di scambi Erasmus e, nell'appartamento che condivide con altri sette studenti, trova concentrata un'Europa in miniatura. La prima buona idea di Cédric Klapisch è di partire da un soggetto semplice, come già aveva fatto nel grazioso Ciascuno cerca il suo gatto. La seconda è di non rappresentare i personaggi secondo gli stereotipi nazionali e le caratterizzazioni troppo facili. La terza è di raccontare, anziché fatti eccezionali, la cronaca quotidiana; a cominciare da piccoli-grossi problemi che tutti, prima o poi, hanno sperimentato come la pulizia della casa o la condivisione del frigorifero. Anche Xavier è un ragazzo normalissimo, la cui vita somiglia a quella di qualsiasi altro giovane europeo; i dialoghi sono semplici, esatti, come in un film di Eric Rohmer alleggerito della parte concettuale. E' poco? E' molto? E' parecchio: perché, a guardare più per il sottile, ci si accorge che l'ingenuità con cui Klapisch mette in scena questo diario d'un ragazzo d'oggi è più apparente che reale. Se le immagini, girate in video, sono "povere", nondimeno la regia adotta uno stile consapevole, che è un po' il riflesso degli stati d'animo e delle insicurezze dei ragazzi. Quanto alla simpatia che il regista prova per loro, non gli impedisce affatto di osservarli con uno sguardo ironico, a tratti anche beffardo.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte critica:la Repubblica
Data critica:

25/1/2003

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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