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Amiche per sempre - Now and Then

Regia:Lesli Linka Glatter
Vietato:No
Video:Cecchi Gori Home Video
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:Disagio giovanile
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Marlene King
Sceneggiatura:Marlene King
Fotografia:Ueli Steiger
Musiche:Cliff Eidelman
Montaggio:Jacqueline Cambas
Scenografia:Gershon Ginsburg, Anne Kuljian
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Ashleigh Aston Moore, Thora Birch, Janeane Garofalo, Willa Glen, Melanie Griffith, Gaby Hoffmann, Bonnie Hunt, Demi Moore, Rosie O'Donnell, Christina Ricci, Rita Wilson
Produzione:Suzanne Todd, Demi Moore
Distribuzione:Warner Bros.
Origine:Usa
Anno:1996
Durata:

103'

Trama:

Nell'estate del 1970 in un piccolo centro, quattro adolescenti americane fanno un patto: saranno amiche per sempre. Roberta Martin, Samantha Albertson, Chrissy Dewitt e Tina Tercell sono delle dodicenni, allegre e di buon carattere: fanno burle ai ragazzini; si confidano malizie e segreti, anche se avvertono la precarietà delle loro famiglie, dove spesso almeno uno dei genitori è morto, o divorziato, o latitante. Malgrado la spensieratezza, le quattro comprendono oscuramente che "quella estate" segna la fine della loro infanzia, per cui a tranquillizzarle un poco hanno solamente quel punto di riferimento futuro. In più, la più sensibile del gruppo - Samantha - è inesplicabilmente turbata da una tomba che nel cimitero (dove spesso conduce a notte le compagne) la affascina con il nome di un ignoto ragazzetto (tale Jonny), tragicamente deceduto in un incidente accaduto negli anni '40. Dopo venti anni le bambine sono ora donne adulte. Samantha scrive (è la sua passione di sognatrice), ma vive sola e insoddisfatta dopo varie esperienze sentimentali. Con il loro denaro, le amiche hanno fatto costruire su di un albero un minuscolo abitacolo per i loro incontri. Lassù fioriscono i ricordi: si viene a conoscenza che Jonny era il figlio di un vecchio matto inoffensivo, il quale durante la notte andava a visitarne la tomba ed è appunto là che Samantha (da sempre amante di quel luogo triste) lo incontrava ed è quello stesso vecchio che una sera piovosa l'ha salvata da una fogna in cui lei era caduta; si ricordano le prime scoperte sessuali; l'incontro in una strada con un reduce dal Vietnam; i piccoli eventi ormai lontani o confusi. Poi Chrissy viene colta dalle doglie ed una bella bambina nasce assistita da Roberta, che era la più timida ed ora è diventata un abile medico. Molti anni sono trascorsi, ma l'amicizia e l'amarcord collettivo degli anni verdi sembra davvero intatta e preziosa. Isolandosi sul loro albero le quattro donne ne sono coscienti e felici, malgrado tante illusioni sfiorite e i crucci dell'età adulta.

Critica 1:Now and Then, ora e allora. Questo film, per sua fortuna, si compone di due film diversi. C'è il film del-le bambine, che occupa gran parte della durata complessiva, e il film delle trenten-ni, che si limita a fornire una cornice. Il se-condo si può liquidare con poche parole: in-sulso nei dialoghi, sciatto nella caratteriz-zazione dei personaggi, fastidioso nella sua retorica da "sorellanza". Il primo, invece, merita qualche commento più approfondi-to, in quanto si tratta di un film tutt'altro che disprezzabile, che indaga con un certo garbo i misteri dell'animo (non necessaria-mente femminile) nel difficile momento del passaggio dalla fanciullezza all'adolescen-za. L'intreccio principale che sta alla base della vicenda rievocata è intriso di magia e mistero, quella magia e quel mistero che possono materializzarsi soltanto grazie a una sospensione dell'incredulità innocente e incondizionata come quella di quattro ra-gazzine non più bimbe e non ancora signo-rinette che vivono in un fantomatico paesi-no della provincia americana chiamato Ga-slight Addiction. Chrissy, Samantha, Teeny e Roberta scoprono per caso, nel pic-colo cimitero cittadino, la tomba di un ra-gazzo, il "caro Johnny", morto negli anni Quaranta a soli dodici anni in circostanze misteriose. Da questo momento in poi le amiche intraprendono un percorso avven-turoso fatto di sedute spiritiche, consulta-zioni cartomantiche, soffitte polverose, ri-cerche in biblioteca, ritagli di giornale, fo- tografie, riunioni notturne a lume di cande-la e fughe forsennate e temporali e tuoni e fulmini... La "verità" che scopriranno sulla tragica fine del piccolo Johnny sarà per lo-ro un rito di passaggio, e soprattutto se-gnerà il momento della presa di coscienza della morte e più in generale di un profon-do senso di perdita: della madre morta in un incidente d'auto molti anni prima per Roberta, della famiglia felice per Sa-mantha, dell'innocenza per tutte. Tutto questo si svolge con poco autocom-piacimento e neanche tante strizzatine d'occhio nostalgiche alla magia dei bei tempi andati: nonostante la forte caratte-rizzazione epocale, nelle musiche come nella ricostruzione scenografica, il film sembrerebbe più che altro trarre ispira-zione da un immaginario fanciullesco archetipico dove è possibile incrociare le grandi figure universali della narrativa per ragazzi, da Tom Sawyer e Huck Finn alle quattro "piccole donne" March, con i personaggi delle "famiglie televisive" anni Settanta, come per esempio la citata famiglia Partridge, modello di identificazione forte ed emblema stesso dell'armonia domestica tutta gioie e affetti, almeno nell'apparenza.
Il principale pregio di questo film è che, nella modestia della realizzazione (nessun elemento di grande spicco, a parte l'ottima recitazione di Christina Ricci e compagne), riesce a raccontare una storia con una leggerezza di tono che non sempre è facile conseguire, nell'ambito del cinema per ragazzi (sì, questo è un film per ragazzi, e il fatto che Demi Moore e Melanie Griffith siano nel cast è assolutamente irrilevante, visto che si limitano a fare poco più che una comparsata). La regista, al suo esordio sul grande schermo, aveva già diretto un po' di Amazing Stories per Spielberg e tre episodi di Twin Peaks. Molto probabilmente non sarà questo il film che le regalerà un posto di rilievo nella storia del cinema, ma si tratta pur sempre di un inizio più che dignitoso.
Autore critica:Alessandra di Luzio
Fonte criticaCineforum n. 355
Data critica:

6/1996

Critica 2:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Critica 3:
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Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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