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Prendimi e portami via -

Regia:Tonino Zangardi
Vietato:No
Video:Mondo
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:I bambini ci guardano, Infanzia di ogni colore, Migrazioni
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Gianluigi Bruni, Tonino Zangardi
Sceneggiatura:Gianluigi Bruni, Tonino Zangardi
Fotografia:Marco Onorato
Musiche:Emir Kusturica, No Smoking Band
Montaggio:Tonino Zangardi
Scenografia:Enrico Serafini
Costumi:Metella Roboni
Effetti:
Interpreti:Valeria Golino (Luciana), Rodolfo Lagana' (Alfredo), Noah Scialom (Giampiero), Romina Hazovic (Romina), Antonino Iuorio (Otello), Marco Zangardi (Italo), Lukenc Bakouni (Tony), Hadryan Darko (Fulberto)
Produzione:Alessandro Verdecchi per Veradia Film
Distribuzione:Istituto Luce
Origine:Italia
Anno:2003
Durata:

95’

Trama:

In un quartiere popolare dell'estrema periferia di Roma vive Giampiero, un bambino di tredici anni, buono e ingenuo, che viene burlato dai suoi compagni perché non si separa mai da un atlante geografico che gli permette di sognare grandi viaggi. Quando nella sua classe un giorno arriva Romina, una bambina rom, lui si sente unito a lei dalla comune capacità di evadere con la fantasia. Intanto i genitori di Giampiero, il fruttivendolo Alfredo e l'aspirante pittrice Luciana, si scoprono incompatibili, mentre il terribile padre di Romina perde al gioco con Fulberto, uno zingaro proprietario di un luna park itinerante, ed è costretto a vendergli la figlia. Quando Fulberto va a prendere la bambina per portarla con lui in Puglia, Giampiero che la difende, viene duramente percosso e finisce in ospedale. La gente del quartiere la notte dopo, per ritorsione, dà fuoco all'accampamento rom. Un giorno Giampiero riceve notizie di Romina e va a raggiungerla ...

Critica 1: "Questo libro può essere considerato opera di fantasia. Ma esiste sempre la possibilità che un'opera di fantasia come questa getti un po' di luce su ciò che è andato sotto il nome di realtà"
E.Hemingway Prefazione a Festa mobile
Scegliamo queste parole per parlare di Prendimi e portami via perché ci sembra che si adattino perfettamente al tessuto di un film fatto di realtà e immaginazione, di favola e quotidiano.
Siamo alla periferia di una grande città, che è Roma, ma non importa perché ciò che conta è la condizione di confine che vivono gli abitanti del quartiere, la loro precarietà economica ed emotiva.
Tra i palazzi ingrigiti come il cuore di chi via abita, vive una donna i cui occhi azzurri riescono a vedere la luce che sorge oltre l'orizzonte affollato di case; vive un bambino, che sogna solo di fuggire, di vedere posti lontani, mitici, incantati. Accanto e intornoa loro, solo mediocrità. Ma un giorno, dalla monotona solitudine di sempre spunta Romana, una ragazzina rom coloratissima e incredibile che da un nuovo senso alle parole "viaggio" e "sogno" tanto a lungo immaginate da Giampiero.
Il film di Zangardi è un'analisi vivida e profonda della crisi che coinvolge una coppia, ma è anche un affresco leggero e delicato che ritrae un amore nascente, un amore che sa alimentarsi e crescere a dispetto della diversità culturale e degli ostacoli reali.
Prendimi e portami via, non è un film che parla di rom (tema già affrontato dal regista romano in Allullodrom), ma della difficoltà di incontrarsi, di capirsi, di amarsi. Della voglia di fuggire, di trovare un altrove diverso, magico, dove la realtà sia un divertito e colorato collage di sensazioni, emozioni, passioni. Un film che vorrebbe e potrebbe volare molto in alto, ma che a volte rimane invischiato nelle scelte imposte da una produzione non ricchissima e soprattutto da alcune trovate pretenziose, penso soprattutto ad alcuni discutibili stacchi di montaggio. Questi evidenti limiti sono ampiamente attenuati dal soggetto interessante e da un cast eccellente. La Golino dona al personaggio di Luciana una forza e una profondità coinvolgenti e commoventi, ne fa il cuore e l'anima del film, ma anche Laganà, finalmente libero dai cliché della maschera comica, stupisce per la corposità che riesce a regalare al suo personaggio. I ragazzi che interpretano Romana e Giampiero sono semplicemente naturali, spontanei e freschi come si addice alla loro giovane età.
Tutto sommato il film di Zangardi risulta abbastanza godibile, forse anche grazie alla colonna sonora che sa mescolare con fantasia sonorità tipicamente "gitane" con alcuni pezzi di Bennato e, sul finale, tocca picchi di autentica poesia con le note di De Andrè che accompagnano la fuga dei ragazzini innamorati verso il mare.
Autore critica:Silvia Quadraccia
Fonte criticacinemastudio.it
Data critica:



Critica 2:(…) il regista Tonino Zangardi (Allullo Drom) racconta nel vero, coraggiosamente sentimentale e viscerale Prendimi e portami via un nuovo nucleo familiare immerso in un quartiere periferico della città di Roma che assomiglia molto alle zone "out" di tutte le città del mondo.
Ma nessun intento sociologico e nessuna volontà di mostrare la periferia come l’ennesimo centro di degrado, tristezza e malaffare della comunità, bensì come polo nevralgico di vitalità ed energia in perenne movimento e mutamento.
Come la vita sognante e semplice dei due adolescenti Giampiero e Romana, ragazzina rom o come quella dei genitori del ragazzo, Alfredo e Luciana, marito e moglie in crisi che nella quotidianità di una vita "povera" e sempre uguale hanno l’estrema forza di vivere intensamente le loro passioni…anche quelle più dolorose. E la storia dolce, surreale ed a tratti comica di questa umanità in lotta per la sopravvivenza letteralmente "ti prende e ti porta via" con un’onda lunga di emozioni, storie appassionanti, una regia mai invasiva ma partecipe ed interpreti bravissimi nel raccontare gli impetuosi e sommersi turbamenti di vite alla svolta.
Una menzione speciale per il "comico" Rodolfo Laganà ( Alfredo, un fruttivendolo, uomo rozzo ma non cattivo) con intense sfumature di grande interprete drammatico, per i giovani esordienti Noah Scialom (Giampiero) e Romina Hadzovic (Romana), ragazzini alla scoperta di un amore puro ed ingenuo, mentre il nostro pieno entusiasmo è riservato ad una Valeria Golino (Luciana, pittrice sensibile che si muove spaesata e derisa in questo quartiere periferico di Roma) che ci regala una delle sue interpretazioni più intense e convincenti, conquistandoci con una naturalezza di sguardi, parole e gesti che ci fanno sentire addosso le sofferenze, i dolori e le gioie di un personaggio vitale ed onesto.
Attorno a loro i problemi di una difficile convivenza tra gli abitanti del quartiere e la comunità rom lì vicino accampata (abilissimo Zangardi nell’evitare toni retorici o moralistici) e le cui vicende fanno da coro potente e "silenzioso" a queste storie di vita in corso alla ricerca di mondi possibili e lontani… magari come quelli "disegnati" nel vecchio atlante geografico (coperta di Linus!) del "romantico" Giampiero, che sogna di capitali orami inesistenti ma sempre circondate dall’eterno e vasto mare.
Autore critica:Calogero Messina
Fonte critica:stradanove.net
Data critica:

6/10/2003

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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