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Esclusi (Gli) - Child Is Waiting (A)

Regia:John Cassavetes
Vietato:No
Video:Biblioteca Rosta Nuova, visionabile solo in sede - Mgm Home Entertainment
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Le diversità
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Abby Mann
Sceneggiatura:Abby Mann
Fotografia:Joseph La Shelle
Musiche:Ernest Gold
Montaggio:Gene Fowler Jr.
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Ruby Dandridge (Mrs. Phillips), Fred Drapes (Dr. Sack), Mario Gallo (Dr. Lombardi), Judy Garland (Jean Hansen), Steven Hill (Ted Widdicombe), Burt Lancaster (Dr. Matthew Clark), John Marley (Holland), Tiger Joe Marsh (Dr. Mazer), Gloria McGhee (Mattie), Bruce Ritchey (Reuben Widdicombe), Gena Rowlands (Sophie Widdicombe)
Produzione:Stanley Kramer (Larcas Productions) per United Artists
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Usa
Anno:1963
Durata:

104'

Trama:

In un ospedale per bambini handicappati c'è chi vorrebbe curarli con l'amore e chi invece trova che il metodo
energico è più efficace. La contaminazione tra l'apostolato sociale e lo spettacolo, con un occhio al messaggio e l'altro alla cassetta, dà risultati stridenti e contraddittori.

Critica 1:Girato dal vero in un ospedale di Pomona, il terzo film di Cassavetes è un discreto pugno nello stomaco, anche se il montaggio fu tolto al regista e finì nelle mani di Stanley Kramer. Pur dentro Hollywood, sono tutti di Cassavetes lo sguardo impietoso e il lavoro sugli attori.
Autore critica:
Fonte criticafilm.spettacolo.virgilio.it
Data critica:



Critica 2:(…) rivisto a distanza, Gli esclusi appare a tratti opera squisitamente cassavetesiana. Certo sono in essa preponderanti le concessioni spettacolari al sempre in auge melodramma sociale hollywoodiano, con gli stereotipi narrativi del conflitto " esemplare ", circa i metodi terapeutici per recuperare i bambini subnormali, tra il medico illuminato (il dott. Clarke, interpretato da Lancaster) che intende renderli gradualmente coscienti delle loro forze di autodifesa, e la dottoressa troppo " madre " (miss Hansen, interpretata dalla Garland) che perpetua in loro una condizione di dipendenza e un inguaribile complesso di inferiorità (ricordiamo sullo stesso tema il coevo The Miracle Worker, Anna dei miracoli, di Arthur Penn). Ma, al di là di questi impacci, traspare la sofferta partecipazione di Cassavetes a un mondo di diversi che sono, pur nella loro devianza patologica, parenti stretti dei negri di Ombre e dei jazzisti di Too Late Blues. Egli, con fermezza documentaristica, gira il film " dal vero " in un centro di rieducazione della California, il Pacific State Hospital di Pomona. Quel suo «sperimentalismo umanistico» che la critica ha individuato in Ombre, si fissa ancora, con altrettanta autenticità e immediatezza, su quest'altro universo di dolore e tende a stabilire un nesso emotivo tra chi vive sullo schermo e chi siede in sala, spettatore di un fenomeno che non può lasciarlo impassibile: il contagio schermo/pubblico sarà in seguito uno degli atouts di Cassavetes.
C'è poi, per la prima volta, la presenza della famiglia borghese, protagonista, a partire da Faces, di quasi tutto il successivo cinema cassavetesiano: la signora Widdicombe è già Gena Rowlands, d'ora in avanti moglie per antonomasia (nel cinema oltre che nella vita del marito), e i coniugi Widdicombe (lui è Steven Hill), genitori tanto sopraffatti dalla " malattia " dei propri figli al punto di divorziare, sono già la coppia
internamente esacerbata di tanti film che verranno. Ed è infine pienamente cassavetesiano il sotterraneo appello del film a fare, ad affrontare una situazione sconfortante con fiducia operativa, con il senso del rischio e della responsabilità personale, arrivando così a conoscere meglio se stessi e gli altri: un ottimismo vitalistico che accenderà di pathos le opere che verranno, connotando lo stesso stile registico.
Autore critica:Sergio Arecco
Fonte critica:John Cassavetes, Il Castoro cinema
Data critica:

10/1980

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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