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Avventure di Pinocchio (Le) -

Regia:Luigi Comencini
Vietato:No
Video:San Paolo video
DVD:
Genere:Favola
Tipologia:Diventare grandi, Letteratura italiana - 800
Eta' consigliata:Scuole elementari; Scuole medie inferiori
Soggetto:Dal romanzo omonimo di Carlo Collodi
Sceneggiatura:Suso Cecchi D'Amico, Luigi Comencini
Fotografia:Armando Nannuzzi
Musiche:Fiorenzo Carpi
Montaggio:Nino Baragli
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (la fata), Andrea Balestri (Pinocchio), Ciccio Ingrassia (la volpe)
Produzione:Massimo Patrizi per Rai, Prima Rete, Ortf, Bavariafilm, Sampaolo Film, Cinepat
Distribuzione:Pleiadi
Origine:Italia
Anno:1971
Durata:

134'

Trama:

Il falegname Geppetto si fa un burattino di legno, Pinocchio, che una Fata protettrice trasforma subito in un bambino in carne ed ossa, facendosi promettere che sarà un bambino "per bene", ubbidiente e studioso, bastone della vecchiaia del suo genitore. Siccome il bambino, che ha conservato il carattere vivace e ribelle del burattino, ne combina di tutti i colori, la Fata lo fa tornare di legno per punirlo. Le trasformazioni si succederanno più volte e, una volta, Pinocchio diverrà persino somaro. La vicenda termina un poco prima del libro, cioè quando Geppetto e Pinocchio escono dal ventre della Balena: quasi un ritorno alla vita, una presa definitiva di contatto con la realtà.

Critica 1:Dal romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino (1880-83) di Carlo Collodi. Tra le varie interpretazioni di uno dei più grandi romanzi italiani dell'Ottocento, Comencini e Suso Cecchi D'Amico hanno scelto quella che in Pinocchio vede un eroe della libertà, disponibile a ogni richiamo dell'avventura e della fantasia contro le lezioni esplicite o occulte dei moralisti. Pur mantenendo il principio repressivo (ritrasformare Pinocchio in burattino ogni volta che non si comporta a modo), il regista lo condanna più esplicitamente di Collodi, troppo legato alla morale filistea del suo tempo, e con un Pinocchio in carne e ossa mette meglio a fuoco il conflitto tra libertà (del bambino) e autorità (degli adulti). Questa libera lettura non è priva di cadute e contraddizioni, ma, tra una folla di personaggi variamente riusciti, si è fatto centro specialmente con il piccolo Balestri e il Geppetto di N. Manfredi. (...) Contributi tecnici di qualità: fotografia di A. Nannuzzi, scene e costumi di Piero Gherardi, musiche di F. Carpi, marionette dei fratelli Colla. Divisa in cinque puntate, l'edizione TV dura 280'; 320' quella francese, divisa in sei episodi.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Tutta la favola di Pinocchio, al di là della facile morale costituita dalla condanna delle bugie fanciullesche, delle monellerie che provocano il dolore dei genitori, della scarsa volontà che contraddistingue il somaro o del mancato ascolto delle raccomandazioni familiari che determina sempre scompensi nell’equilibrio del bambino ribelle, ruota intorno al concetto della ricerca di una precisa identità e della consapevolezza di ciò che si è nel mondo. Pinocchio nasce burattino, ma fin da subito palesa la volontà di trasformarsi in un bambino vero e proprio, uguale in tutto e per tutto ai suoi coetanei, dotati di quel corpo umano definito e riconoscibile che permetterebbe l’immediata e consequenziale integrazione. Pinocchio è diviso dagli altri fanciulli da una disparità - dovuta al suo improvviso e repentino affacciarsi sul mondo - che lo rende inadeguato e bisognoso di conferme: lo si vede preda dei lazzi dei nuovi compagni di scuola che gli sottraggono il conico cappello per farsene beffe, ma lo si osserva anche perplesso quando è costretto a svelare il suo analfabetismo di fronte alla perplessità degli adulti, che invece di comprendere il suo stato di neonato particolare ne stigmatizzano la condizione. Inevitabile la fuga verso il teatro dei burattini (suoi simili e quindi non avvertiti come altri-da-sé) o verso personalità forti come quella di Lucignolo, che Pinocchio imita dapprima nel belato della pecora, poi addirittura nell’incedere provocatorio e nei saluti sdegnati quando esce dalla classe: la fanciullezza alla ricerca spasmodica di un’identità utilizza, fatalmente, i riferimenti che ha disposizione, nel tentativo di emulare ciò che reputa giusto e degno di ammirazione. Va da sé che il modello inopportuno genera l’errore, che in Pinocchio si materializza ripetutamente e con modalità formative, determinando un vero e proprio percorso di crescita che condurrà una dispettosa e disorientata marionetta a diventare un bambino dotato di una riconosciuta umanità e precisi doveri di figlio.
La formazione di Pinocchio, infatti, passa anche attraverso le disagiate condizioni in cui nasce, privo com’è non solo di una famiglia nel senso tradizionale del termine, ma pure di una stabile condizione finanziaria che gli eviti le prime marachelle (il furto del tozzo di formaggio del pescatore che causa l’arresto di Geppetto) e le antipatiche conseguenze che lo contrappongono alle istituzioni (l’arresto come conseguenza della denuncia del furto subito da parte del Gatto e della Volpe). La povertà originaria di Pinocchio è una prospettiva particolare da cui vanno osservate le varie situazioni che coinvolgono il bambino/burattino, perché il bisogno contribuisce ad allontanare il soggetto dal raggiungimento dello scopo della piena consapevolezza di se stesso (si pensi al momento in cui, a causa del tentato furto di un grappolo d’uva, il fanciullo è costretto a immedesimarsi in un cane da guardia per scongiurare un furto di galline). Nemmeno la scuola può fornire quell’aiuto necessario alla realizzazione della personalità se tale istituzione educativa si presenta attraverso caratteristiche di falso paternalismo (il maestro che accarezza Pinocchio campione di bella grafia), esibita repressione (il compagno messo nell’angolo ed esposto al pubblico ludibrio) e vuota ritualità (il dettato che diventa una sorta di funzione liturgica). A Pinocchio non resta che esperire in proprio il suo percorso, sapendo di poter contare su un padre affettuoso e paziente e su una madre/Fata tenera e confortante.
Autore critica:Giampiero Frasca
Fonte critica:Aiace Torino
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Avventure di Pinocchio (Le)
Autore libro:Collodi Carlo

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