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Safe - Safe

Regia:Todd Haynes
Vietato:No
Video:Biblioteca Rosta Nuova, visionabile solo in sede - Deltavideo
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Spazio critico
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Todd Haynes
Sceneggiatura:Todd Haynes
Fotografia:Alex Nepomniaschy
Musiche:Ed Tomney
Montaggio:James Lyons
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Xander Berkeley (Greg White), Peter Friedman (Peter), Julianne Moore (Carol White)
Produzione:Christine Vachon, Lauren Zalaznick per Chemical Films
Distribuzione:Lucky Red
Origine:Usa
Anno:1995
Durata:

121’

Trama:

Carol White vive col marito Greg nella California del sud: tutto procede secondo le abitudini di una coppia ricca e le sue preoccupazioni sono, a parte una certa stanchezza nei rapporti coniugali, l'arrivo dei nuovi divani o le chiacchiere con le amiche. Ma un giorno inalando i gas di scarico di un furgone, Carol ha un improvviso attacco di asma: il medico le riscontra una leggera irritazione cutanea ma le analisi non segnalano nulla di irregolare. Ma i disturbi continuano: epistassi, cefalee, vomito. Il medico pensa ad una malattia psicosomatica e consiglia lo psicanalista. Al compleanno di un'amica ecco di nuovo l'asma, e lei decide di frequentare dei corsi proposti da un'organizzazione che si interessa alle allergie cosiddette di ambiente. Partecipando ad una riunione ascolta varie testimonianze di situazioni analoghe alla sua. Fa anche delle prove allergologiche, che documentano la sua reattività a diverse sostanze. Deve ad esempio evitare tutti i profumi e cambiare i tanto attesi divani di casa. Vive ormai circondata da pillole e intrugli, ma quando entra nella lavanderia che stanno disinfettando, ha una crisi respiratoria gravissima e viene ricoverata. Dimessa, dopo un incontro con Peter direttore della clinica Wrenwood House, vi si ricovera. Il personale è gentile, le regole sono ferree: niente rapporti sessuali; cibo, ambienti e vestiti controllati; terapie individuali; colloqui di gruppo con confessioni e confronti. I pazienti ripetono slogan, girano con maschere ad ossigeno, organizzano turni di cucina, e Carol festeggia il compleanno con una torta. Anche il marito che viene a trovarla ormai le causa allergia. Quando si rende disponibile, per la morte di un paziente, un bunker asettico (dove costui si era rinchiuso come ultima difesa contro gli agenti inquinanti) Carol decide di rinchiudervisi.

Critica 1:Una ricca signora di San Fernando (Los Angeles) soffre di asma da inquinamento e, a poco a poco, si aggrava al punto di cadere in uno stato psichico e mentale patologico. Angosciosa allegoria sull'ambiente asettico, artefatto della civiltà industriale in cui viviamo ma anche sul vuoto, sull'insoddisfazione che ne deriva. T. Haynes anche sceneggiatore trascina lo spettatore dalla casa e dalla vita impersonale della protagonista fino alla segregazione nell'involucro finale misterioso e spaventoso, attraverso un progressivo rifiuto di oggetti di consumo. Senza speranza. Un po' catatonico. L'interpretazione di J. Moore è magistrale.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Il film sembra stare dalla parte della sua protagonista, consumata da un'allergia subitanea quanto inesorabile verso sostanze e oggetti caratteristici della nostra civiltà industriale, ma in definitiva la abbandona a se stessa con l'unica presa di posizione a favore di una generica solidarietà. «A chi tocca, tocca», ci dice, in definitiva Todd Haynes, e chi ha questa sfortuna deve poi arrangiarsi come può; tutto va bene, se va bene a lui (a lei), anche quella specie di lager salutista in cui la nostra eroina va a finire, gestito da un santone molto più scaltro di quanto voglia dare a vedere ai suoi protetti. Fra i tanti dibattiti che si muovono trasversalmente nel contesto comunicativo odierno c'è quello che riguarda il "troppo pieno" di messaggi in cui i singoli individui si vedono calati quotidianamente; c'è chi dice che l'unica risposta a questa emergenza sia il silenzio. Che Safe, a modo suo, voglia mettere in pratica questo suggerimento, scegliendo di non
pronunciarsi in merito al proprio (inquietante) soggetto? Resta il fatto che la messa in scena operata da Haynes ci è sembrata piuttosto omologata e accomodante, alla ricerca di sicurezze: e se è vero, come è vero, che il messaggio non sta tutto nel contenuto...
Autore critica:Adriano Piccardi
Fonte critica:Cineforum n. 345
Data critica:

6/1995

Critica 3:In Safe si dà forma alla claustrofobia, all'ossessione che non trova sfogo. Safe è un viaggio nella mente di una donna che rifiuta ogni elemento che la circonda: i gas di scarico, i tessuti, i profumi, gli ambienti domestici e urbani. Horror sociale. David Cronenberg più George A. Romero. E straordinario lavoro sull'ambiente (nel senso dei set, asettici e allucinanti, forme dell'inquietudine che toglie il fiato, e del discorso ambientale, recupero di un tempo privato dell'esistere). Ma il discorso tematico non è mai predominante, sempre sotterraneo al testo filmico, allo sguardo puntuale di un autore (anche sceneggiatore dell'opera) che costruisce quadri che teorizzano le distanze all'interno degli spazi, delle inquadrature, che dispone oggetti e corpi e frontalmente li filma. Straordinario nelle sequenze all'interno della casa ampia e impersonale della protagonista, giovane signora della California del Sud, sposata con un uomo di successo e la cui vita è segnata da shopping, sedute di aerobica e chiacchierate con le amiche. Straordinario nel filmare da lontano il suo progressivo rifiuto di ogni oggetto di consumo (tangibile o meno, consumabile o che si consuma), il suo spostarsi in altri luoghi all'apparenza respirabili (la clinica New Age diretta da un eccentrico pensatore), per finire ancor più stretta in una claustrofobia che si determina negli spazi che non solo la circondano ma sempre più le impediscono di muoversi. Fino alla nuova casa-gabbia, un involucro asettico dentro il quale rinchiudersi, davanti a un muro bianco e senza vita, dal quale si immagina che da un fotogramma all'altro possano apparire le braccia cadaveriche che braccano in un'inquadratura quasi identica la giovane donna all'inizio de Il giorno degli zombi di Romero. Safe è, visto dopo Sunchaser di Michael Cimino, il percorso opposto, ugualmente necessario. Dal dettaglio di un luogo chiuso alla luce del deserto (Sunchaser). Da totali di esterni allo spazio chiuso che non lascia punti di fuga (Safe).
Autore critica:Giuseppe Gariazzo
Fonte critica:Cineforum n. 359
Data critica:

11/1996

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

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