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Ombre rosse - Stagecoach

Regia:John Ford
Vietato:No
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DVD:Ermitage
Genere:Western
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Dal racconto "Stage to Lordsburg" di Ernest Haycox
Sceneggiatura:Dudley Nichols
Fotografia:Bert Glennon
Musiche:Louis Gruenberg, Richard Hageman, W. Frank Harling, John Leipold, Leo Shuen, da 17 motivi popolari americani diffusi intorno al 1880
Montaggio:Walter Reynolds, Dorothy Spencer
Scenografia:Alexander Tuluboff
Costumi:Walter Plunkett
Effetti:Ray Binger
Interpreti:John Wayne Ringo Kid, Claire Trevor Dallas, John Carradine Hatfield, Donald Meek Samuel Peacock, Louise Platt Lucy Mallory, Thomas Mitchell Josiah Boone, Andy Devine Buck, Dorothy Annleby Ballerina, George Bancroft Sceriffo Curly Wilcox, Nora Cecil Governante Dr.Boone, Berton Churchill Henry Gatewood, Bill Cody Rancher, Marga Daighton Signora Pickett, Francis Ford Billy Peckett, Brenda Fowler Signora Gatewood, Helen Gibson Ballerina, William Hoffer Sergente, Tim Holt Tenente Blanchard, Cornelius Keefe Capitano Whitney, Duke R. Lee Sceriffo di Lordsburg, Chris-Pin Martin Chris, Louis Mason Sceriffo, Walter Mcgrail Capitano Sickel, Maul Mcvey Il corriere, Kent Odell Billy Pickett Jr., Vester Pegg Ike Plummer, Jack Pennick Jack,Il barman, Joseph Rickson Luke Plummer, Elvira Rios Yakima sua moglie, Buddy Roosevelt Rancher, Harry Tenbrook Telegrafista, Tom Tyler Hank Plummer,
Bryant Washburn Capitano Simmons, Chief White Horse Capo indiano
Produzione:John Ford e Walter Wanger per la United Artists
Distribuzione:Cineteca Nazionale - Cineteca Griffith
Origine:Usa
Anno:1939
Durata:

97'

Trama:

Verso il 1880, una diligenza trasporta una prostituta, un dottore alcoolizzato, la moglie incinta di un ufficiale, un sudista rovinato, un banchiere ladro, un rappresentante di whisky. Tra questi anche uno sceriffo e per strada si aggiunge pure l'uomo ricercato da quest'ultimo. La diligenza, priva di scorta militare (dopo una breve sosta in cui la donna partorisce) viene attaccata dagli indiani. Il provvidenziale intervento della cavalleria risolve la situazione. Il fuorilegge compie la vendetta che meditava e lo sceriffo lo lascia libero di rifarsi una vita con la prostituta.

Critica 1:Intorno al 1880 una diligenza parte con sette passeggeri da Tonto diretta a Lordsburg, nel Nuovo Messico, attraverso un territorio occupato dagli Apaches di Geronimo. Per la strada sale Ringo, ricercato per un delitto che non ha commesso. All'arrivo dovrà vedersela con i fratelli Plummer, i veri responsabili del crimine di cui è accusato. Sceneggiato da Dudley Nichols sulla base del racconto Stage to Lordsburg di Ernest Haycox (ispirato a Boule de suif di Maupassant), è forse almeno in Italia per due generazioni di critici e di cinefili il western più famoso e amato di tutti i tempi. Questo "Grand Hotel" su ruote, come fu definito sul New Yorker, si presta a letture di ogni genere, come ogni classico. Ebbe 5 nomination agli Oscar e ne vinse 2: T. Mitchell come attore non protagonista e la musica, che attinge al folclore americano. Il western precedente di J. Ford è del 1926.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:È l'epoca eroica del Far West. Una diligenza della “Overland Stage Line” parte da Tonto, una cittadina del Texas. Poco prima c'è stato un clamoroso incidente. Le signore del luogo hanno cacciato di casa Dallas, una prostituta, e il dottor Boone, un medico alcolizzato, che l'aveva difesa. I due salgono sulla diligenza insieme alle persone piú disparate: Lucy Mallory, moglie di un ufficiale, lo sceriffo Wilcox, che sta dando la caccia al bandito Ringo, il banchiere Gatewood, Hatfield, un giocatore professionista, Peacock, un ometto che fa il rappresentante di liquori. Parte la diligenza diretta a Lordsburg. Sino al confine dello stato l'accompagna una scorta di cavalleria. Poi deve avventurarsi sola in un territorio dove sono frequenti le scorrerie indiane. Il primo inatteso incontro è con Ringo. Lo sceriffo lo cattura e lo fa salire a bordo. Ospite evidentemente non gradito, Ringo trova simpatia in Dallas: messi al bando dalla società per ragioni diverse, si sentono subito uniti. Alla stazione di posta, la signora Mallory è colta dalle doglie del parto. Costretto a intervenire, il dottor Boone deve smaltire la sbornia che s'era presa bevendo i campioni di whiskey del mite Peacock. Il bambino nasce felicemente. La diligenza riparte. Ognuno dei passeggeri ha buone ragioni per affrettarsi (il piú nervoso è il banchiere Gatewood, che non perde d'occhio la cassetta che porta con sé). A una successiva stazione trovano il villaggio in fiamme. L'inquietudine aumenta. Hatfield, poco raccomandabile gambler ma anche perfetto gentiluomo sudista, si occupa con ogni riguardo della signora Mallory.Il dottore e Peacock hanno quasi fatto amicizia. La diligenza riparte un'altra volta, Lordsburg non è lontana. Sulla strada, in una gola fra i monti, gli indiani sono in agguato (si vede la diligenza avanzare dal fondo, tutto sembra tranquillo; una panoramica verso sinistra scopre improvvisamente un apache in vedetta: una ellissi folgorante). Gli indiani piombano sulla diligenza. Lo sceriffo a cassetta tiene a bada gli apaches più vicini. Dentro la diligenza spara Hatfield, una strana luce di gioia negli occhi. Ringo, ricevuto un fucile dallo sceriffo, partecipa alla difesa accanitamente. La lotta è impari. Le frecce piovono addosso ai passeggeri. Hatfield - il sudista, l'agnello sacrificale - muore sotto gli occhi della signora Mallory. Si odono lontani squilli di tromba. È la cavalleria di Lordsburg lanciata al soccorso. In una sequenza scandita dal succedersi di velocissimi carrelli e di concitati primi piani (dove infastidisce l'uso eccessivo del “trasparente”), gli indiani sono messi in fuga. A Lordsburg Ringo ottiene la libertà sulla parola per sfidare i fratelli Plummer che gli hanno ucciso il fratello. I tre avanzano sulla strada deserta, Ringo si getta a terra e comincia a sparare. Per un attimo, vedendo rientrare Luke Plummer nel saloon, tutti pensano che abbia vinto. Ma Luke, ferito mortalmente, si abbatte sul bancone. Ogni problema è risolto. Gatewood è stato arrestato per furto (era fuggito con i depositi dei suoi clienti), la signora Mallory ha ritrovato il marito, Ringo e Dallas possono - con la complicità dello sceriffo - espatriare in Messico. “Si sono salvati dalle delizie della civiltà ”, commenta il dottor Boone.
John Ford (Portland, Maine, 1 febbraio 1895 - Palm Springs, 2 settembre 1973) è stato regista eclettico. Attivo sin dal 1917, prolifico come pochi altri autori del cinema americano, deve essenzialmente al western la fama che s'è meritata. E Stagecoach può essere considerato, in questo senso, il suo “capolavoro”. Il rigore della progressione narrativa, che costruisce il dramma dei personaggi su linee di elementare chiarezza, permette una “dislocazione” sicura degli effetti visivi (i totali della Monument Valley, l'illuminazione suggestiva degli interni, l'atmosfera del duello a Lordsburg) ed evita la tentazione del sentimentalismo (i rapporti fra le coppie Ringo-Dallas, Lucy-Hatfield, Boone-Peacock sono tenuti sul registro della sobrietà). Inoltre, e soprattutto, Stagecoach (presentato in USA nel marzo del 1939) costituisce quello che si potrebbe chiamare un perfetto trapianto americano della struttura e della ideologia di Boule de suif. Non solo perché il personaggio di Maupassant “rinasce” nella prostituta Dallas, ma anche perché il microcosmo del film (un gruppo di persone convive in uno spazio obbligato) prende forma sotto l'impulso di una necessità storica analoga: è, in senso proprio, un règlement des comptes e un appello all'unità nazionale in circostanze decisive (1880, la Francia dopo Sedan; 1939, gli Stati Uniti alla vigilia della guerra). Stagecoach rappresenta, in veste allusiva, una nuova “nascita della nazione”. Ford usa gli stessi elementi di Griffith (razzismo, condanna della immoralità, esaltazione del dovere, elogio della nobiltà dello spirito) in modo e per fini diversi: non si tratta più di edificare una società di “buoni” per sconfiggere il “male” che impedirebbe il pacifico sviluppo della nazione, ma di ottenere la collaborazione di tutti (perché tutti, anche i “cattivi”, sono recuperabili, a meno che non attentino ai “sacri” valori della proprietà) per ripristinare quella semplicità di costumi che un tempo creò l'America e che oggi può farla sopravvivere. L'universo chiuso della diligenza scatena i contrasti ma li supera in una sintesi nuova (e, in realtà, antica): è un vero e proprio rito di purificazione. In questa “zattera della Medusa” - che può richiamare il dramma del Kaiser espressionista in esilio (1935), di cui certo si ricorderà Hitchcock nel 1943 con Lifeboat, quando racconterà il conflitto dei naufraghi prigionieri nella lancia di salvataggio - si compie il destino mitico di un paese nuovo che si sente investito della missione di rinnovare il mondo.
Autore critica:Fernaldo Di Giammatteo
Fonte critica:100 film da salvare, Mondadori
Data critica:

1978

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Stage to Lordsburg
Autore libro:Haycox Ernest

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