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Molto forte, incredibilmente vicino - Extremely Loud and Incredibly Close

Regia:Stephen Daldry
Vietato:No
Video:
DVD:Non ancora uscito in DVD
Genere:
Tipologia:Diventare grandi, Giovani in famiglia, La storia, Padri e Figli
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Dal romanzo di Jonathan Safran Foer
Sceneggiatura:Eric Roth
Fotografia:Chris Menges
Musiche:Alexandre Desplat
Montaggio:Claire Simpson
Scenografia:K.K. Barrett
Costumi:Ann Roth
Effetti:Steven Kirshoff, John Bair, Kevin Scott, Mack Method Studios
Interpreti:Tom Hanks (Thomas Schell Jr.) Sandra Bullock (Linda Schell) Thomas Horn (Oskar Schell) Max von Sydow (Thomas Schell Sr.) Viola Davis (Abby Black) John Goodman (Stan il portiere) Jeffrey Wright (William Black) Zoe Caldwell (Nonna di Oskar) Hazelle Goodman (Hazelle Black) Adrian Martinez (Hector Black) Carmen M. Herlihy (Denise Black) Jenson Smith (Aurelia Black) Ryka Dottavio (Maris Black) Diane Cheng (Fong Black) Gregory Korostishevsky (Boris Black) Marco Verna (E.S. Black) Brandon Jeffers (Hamlet) Martin E. Brens (Martin Brens Dick Black) Gustavo Brens (Richard Black) Brooke Bloom (Astrid Black) Rene Ojeda (Ramos Black) Madison Arnold (Alan Black) Kit Flanagan (Cassidy Black) Ray Iannicelli (Baz Black) Miguel Jarquin-Moreland (B.G. Black) Benjamin McCracken (Benjamin Black) Malachi Weir (Malachi Black) John Joseph Gallagher (Harlan Black) Stephanie Kurtzuba (Elaine Black) Catherine Curtain (Leigh-Anne Black) Lola Pashalinski (Mona Black)
Produzione:Paramount Pictures, Scott Rudin Productions, Warner Bros. Pictures
Distribuzione:Warner Bros. Pictures
Origine:Usa
Anno:2011
Durata:

129'

Trama:

New York, 11 settembre 2001. Oskar Schell, un bambino di nove anni, riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". Sarà l'ultimo contatto tra loro. Poi, in mezzo alle cose del padre scomparso, il ragazzo troverà una busta con un nome e una chiave. Oskar deciderà di andare alla ricerca della serratura a cui appartengono i due misteriosi elementi, che diventeranno per lui il mezzo per riallacciare il rapporto troncato e di compensare il pesante vuoto affettivo.

Critica 1:Ogni cosa non è più illuminata, parafrasando il titolo di Safran Foer di cui ora Stephen Daldry riduce questo altro bel romanzo (Guanda), per l'undicenne Oskar che si ritrova perso nella New York il giorno dopo l'11 settembre, orfano, come altri 2.999 coetanei, del padre morto nello squarcio morale e materiale delle Torri Gemelle. (...) Scritto con competenza psicanalitica da Eric Roth, cognome che è una garanzia, già sceneggiatore di Forrest Gump e Benjamin Button e quindi familiare coi casi estremi, il film di Daldry entra a passo felpato e senza retorica nelle zone oscure private e pubbliche: quella dell'adolescenza (già impervia senza attentati) e quella dell'angoscia smog di una città fresca di cicatrici. (...) Migliore nella parte introspettiva, negli sguardi infantili che diventano maturi sotto i nostri occhi, piuttosto che nel tour della città ripresa con sospetta luminosità da Chris Menges, il film è sulle spalle di un ragazzino prodigioso. Thomas Horn ha lo sguardo innocente della vittima che deve trovare speranza e diritto alla vita, lo rivedremo: agisce nello stile dei teenagers di Spielberg (L'impero del sole, ma anche ET e War Horse), è l'infanzia di un capo americano cocciuto, un piccolo fuggitivo nel caos. Tom Hanks, in flashback e in sogno, e Sandra Bullock gli fanno da comprimari consumati, mentre un cameo importante è quello senza parole di Max von Sydow che porta la sua sorpresa. Vicino allo stile di Safran Foer, tanto da essere infatti molto letterario, il film è utile e necessario nel genere 11.9 cui hanno già dato contributi Stone e altri ma che qui è visto ad altezza di bambino e fa anche più paura.
Autore critica:Maurizio Porro
Fonte criticaIl Corriere della Sera
Data critica:

25/5/2012

Critica 2:Un undicenne di intelligenza e cultura fuori dal comune vaga per Brooklyn seguendo le indicazioni di una dolorosa e privatissima caccia al tesoro. Cerca le tracce del padre, che l' l 1 settembre 2001 non tornò più a casa gettando il piccolo Oskar in un lutto inguaribile. Cerca il padrone di una chiave misteriosa trovata fra le cose del genitore, certo che quella chiave possa ricondurlo a lui e prolungare in qualche modo la sua vita terrena (impresa ardua, l'unico indizio è il nome scritto sulla chiave, sempre che sia un nome: Black). Ma soprattutto cerca, senza saperlo, un modo per lenire il lancinante senso di colpa del sopravvissuto. E lo fa seguendo proprio le in dicazioni del padre (Tom Hanks), che attraverso il gioco ha sempre alimentato la curiosità e l'intelligenza di Oskar. Trasmettendogli forse la più preziosa delle lezioni: non smettere mai di cercare (Montaigne: educare un bambino non è riempire un vaso, è accendere un fuoco).
Tratto dal romanzo omonimo di Jonathan Safran Foer, romanzo che comprende anche immagini e inconsuete soluzionigrafiche, Molto forte, incredibilmente vicino rinnova il gusto per il gioco d'incastri di Stephen Daldry, il regista di The Hours, The Reader, Billy Elliot. Incastri narrativi e insieme esistenziali che sono l'essenza di questa Odissea metropolitana fitta di strani incontri e personaggi bizzarri. A tratti fin troppo brillante per centrare fino in fondo un bersaglio così dolente, perché si tratta pur sempre di elaborare un lutto che appartiene non solo a Oskar ma a un'intera città.
Ed ecco che bussando alle porte di tutti i Black di Brooklyn, l'ostinato Oskar disegna dal vivo una mappa sociale e sentimentale della città che è anche una rete di corrispondenze più o meno segrete fra esistenze apparentemente remote. Sciogliendovi dentro anche i nodi di una storia familiare che rimonta ben oltre l'l1 settembre e arriva fino ai bombardamenti su Dresda, anche se nel film tutta questa parte è compressa nel personaggio del vecchio e misterioso inquilino della nonna, che segue Oskar nei suoi pellegrinaggi senza una parola, perché comunica solo scrivendo su bigliettini o alzando le mani su cui ha scritto yes e no (un ruolo su misura per Max Von Sydow, che tiene testa a meraviglia al piccolo e stupefacente Thomas Horn). Il tutto con un gusto molto rotondo, da grande produzione, che magari smussa qualche angolo di troppo (a farne le spese è soprattutto
la madre, Sandra Bullock) ma non compromette un film di insolita finezza e vera ambizione.
Autore critica:Fabio Ferzetti
Fonte critica:Il Messagero
Data critica:

3/6/2012

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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