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Storia di una ladra di libri - Book Thief (The)

Regia:Brian Percival
Vietato:No
Video:
DVD:20th Century Fox
Genere:Drammatico
Tipologia:Diritti Umani - La libertà, Diventare grandi, La guerra, Razzismo e antirazzismo
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo "La bambina che salvava i libri" di Markus Zusak
Sceneggiatura:Michael Petroni
Fotografia:Florian Ballhaus
Musiche:John Williams
Montaggio:John Wilson
Scenografia:Simon Elliott
Costumi:Mark Rosinski
Effetti:Anna B. Sheppard
Interpreti:Sophie Nélisse (Liesel Meminger), Geoffrey Rush (Hans Hubermann), Emily Watson (Rosa Hubermann), Ben Schnetzer (Max Vandenburg), Joachim Paul Assböck (Ufficiale SS), Kirsten Block (Frau Heinrich), Sandra Nedeleff (Sarah), Nico Liersch (Rudy Steiner), Heike Makatsch (madre di Liesel)
Produzione:Fox 2000 Pictures, Studio Babelsberg
Distribuzione:20th Century Fox
Origine:Usa
Anno:2013
Durata:

131'

Trama:

In Germania, sullo sfondo della II Guerra Monidale, si svolgono le vicende di Liesel Meminger, una bambina vivace e coraggiosa affidata dalla madre al signor Hans Hubermann, un imbianchino buono e gentile, e a sua moglie Rosa. Turbata per la recente, tragica morte del fratellino, Liesel fatica ad adattarsi sia a casa che a scuola, dove i compagni la prendono in giro perché non sa leggere. Tuttavia, con grande determinazione e con l'aiuto del signor Hubermann, riuscirà a cambiare la sua situazione: nel corso di lunghe notti insonni, infatti, il papà adottivo le insegnerà a leggere il suo primo libro, "Il manuale del becchino", rubato al funerale del fratello, e da quel momento l'amore di Liesel per la lettura diventerà incontenibile. Testimone della feroce repressione della libertà di espressione da parte del partito nazista, la bambina, grazie anche all'amicizia con Max, un ebreo che i suoi genitori nascondono nello scantinato e che condivide con lei la passione per i libri incoraggiandola ad approfondire le sue capacità di osservazione, e con l'aiuto di Rudy, vicino e compagno di scuola che si è innamorato di lei, si trasformerà in una incallita ladruncola di libri...

Critica 1:Liesel ha dodici anni, i riccioli biondi sporcati dal viaggio che l’ha separata dalla madre, arrestata perché comunista. Trasferita in un piccolo paesino della Germania all’alba della Seconda guerra mondiale, viene accolta da una coppia di coniugi male assortita, genitori affidatari che si guadagnano col tempo la sua fiducia e successivamente addirittura l'affetto. Il conflitto esplode prima nei roghi di libri in piazza, quindi nelle case dove gli uomini vengono reclutati per andare al fronte e le cantine perquisite in cerca di ebrei scampati alla Notte dei cristalli e soffitti abbastanza alti da farne rifugi antiaereo. Letta sui giornali e ascoltata nel sibilo delle bombe, la guerra riempie gli angoli della pellicola: filtrata dagli occhi della bambina, più lucidi di quelli dei suoi coetanei e sempre più concentrati sulle pagine scritte che pian piano impara a decifrare, scoprendo le parole per pensare il tempo atmosferico in modo che anche Max, l’ospite segreto della casa, possa figurarsi il sole opaco invernale. Dal bestseller di Markus Zusak, Brian Percival trae un film didascalico eppure toccante: non si preoccupa di condensare gli eventi in una confezione che renda giustizia al tempo cinematografico (se la durata eccede indubbiamente la tensione, l’arco di trasformazione di Liesel non è mai teso verso un lampante gesto risolutore), piuttosto li mette uno in fila all’altro senza concedersi voli registici. Assottigliando la voce onnisciente della Morte che del romanzo era il punto di vista, non ha il coraggio di accantonarla – creando intermezzi stranianti che suonano come una forzata riduzione in capitoli – ma compie la scelta di dare la parola ai maestri di carne e sangue (il padre putativo, interpretato con cuore, misura e armonica da Geoffrey Rush, e Max, il ragazzo che insegna a Liesel la forza di una personale ri-lettura del mondo). Opera asciutta e delicata, mossa da una sincera urgenza didattica più che dalla grandeur del blockbuster (che pure è, come il materiale letterario cui attinge), convince per la prova calibrata dei protagonisti. Su tutti, la giovanissima Sophie Nélisse, portatrice di una curiosità infantile mai stucchevole, di un pudico respiro meraviglioso, ed Emily Watson, che nel vestire i panni doppi della mamma adottiva – autoritaria e amorevole, tagliente e apprensiva – sa sbrigliarsi dal cliché della strega come dall’effigie di rara e pregevole umanità.
Autore critica:
Fonte criticasentieriselvaggi.it
Data critica:



Critica 2:Abbiamo visto la Morte spesso al cinema. Come giocatrice di scacchi (Il settimo sigillo), come personaggio cinematografico (Last Action Hero) e come uomo disperatamente innamorato (Vi presento Joe Black). Mai, però, abbiamo visto un film narrato dalla Morte.
È con questa affascinante idea, già presente nel romanzo originario di Markus Zusak, che si apre Storia di una ladra di libri di Brian Percival. La voce della Morte, ironica e suadente (bravo Stefano Benassi nell'edizione italiana), introduce la piccola Liesel, adottata dopo la morte dei genitori comunisti da una famiglia tedesca composta da rigida mamma cattolica (magistrale Emily Watson) e padre buontempone (dolcissimo Geoffrey Rush). Siamo nel 1939 e il nazismo assedia questo piccolo nucleo familiare che fatica ad ingranare. Accanto alle difficoltà di crescere lontano dalla famiglia, la frastornata Liesel scoprirà le crudeltà della Storia e i piccoli grandi eroismi di due genitori adottivi sempre più affettuosi e concilianti. Grazie alla passione per la letteratura e alla conoscenza di un giovane ebreo cui la famiglia di Sophie presterà soccorso, la piccola eroina scoprirà la pace nelle parole dei libri uscendo indenne da raid, pestaggi e bombardamenti.
La mano del regista inglese Percival è così leggera da disorientare chi cerca il canonico dramma storico con l'Olocausto sullo sfondo. Attori divini, a partire dall'esuberante Sophie Nélisse (nella foto) nei panni della vibrante Liesel.
Autore critica:Francesco Alò,
Fonte critica:il Messaggero
Data critica:

29/3/2014

Critica 3:Ci sono film in cui il Libro ha la potenza di salvare l'uomo, come in effetti accade, tramandando il valore della memoria, come dimostra il Diario di Anna Frank. Dopo The Reader, ecco Storia di una ladra di libri, tratto dal un voluminoso best seller da 8 milioni di copie dell'australiano Markus Zusak (…) dove una ragazzina viene affidata nella Germania nazista del '38 a una coppia adottiva, dopo la fuga della madre comunista. Qui Liesel capirà i bilanci non semplici degli affetti, la rustica madre, il buon padre, gli odiosi compagni, diventa amica del cuore del coetaneo Rudy con cui scambia il primo bacio, soffre l'arrivo in casa di un giovane ebreo nascosto che resterà amico per la vita.
Dalla realtà hitleriana, che finisce nel macello umano del bombardamento finale degli alleati, la ragazza fugge e si salva imparando a leggere e ritagliandosi quel momento magico la sera in cui si entra nel fantastico mondo delle pagine. Così partendo dal poco invitante Manuale del becchino, la giovane inizia a leggere tutto ciò che trova, cercando di salvare i volumi, in un periodo in cui sono dati alle fiamme, Mann, Proust e compagnia, specie se ebrei. E il contrasto è manicheo: da una parte la violenza e il razzismo, dall'altrala cultura, a volte è una sfida ancora evidente. (…)
Autore critica:Maurizio Porro
Fonte critica:Corriere della Sera
Data critica:

27/3/2014

Libro da cui e' stato tratto il film
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Autore libro:

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