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Caro diario -

Regia:Nanni Moretti
Vietato:No
Video:Panarecord
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:Spazio critico
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Nanni Moretti
Sceneggiatura:Nanni Moretti
Fotografia:Giuseppe Lanci
Musiche:Nicola Piovani
Montaggio:Mirco Garrone
Scenografia:Marta Maffucci
Costumi:Maria Rita Barbera
Effetti:
Interpreti:Nanni Moretti (Nanni), Jennifer Beals, Alexander Rockwell, Renato Carpentieri (Gerardo), Antonio Neiwiller (Sindaco di Stromboli), Moni Ovadia (Lucio), Valerio Magrelli (primo dermatologo)
Produzione:Sacher Film – Banfilm - La Sept Cinema in collaborazione con Rai Uno e Canal Plus
Distribuzione:Lucky Red
Origine:Francia -Italia
Anno:1994
Durata:

101’

Trama:

"In vespa": Roma. Vado in giro d'estate in Vespa. Vedo un film italiano. Vado alla Garbatella. Guardo gli attici. Poi ascolto un gruppo che suona il merengue. Vado a Spinaceto. Vado a Casalpalocco. Incontro Jennifer Beals. Vedo il film "Henry". Vado dal critico cinematografico. Vado dove è stato ammazzato Pasolini. "Isole": Vado a Lipari a trovare Gerardo. Troppo traffico, troppa confusione: non riesco a scrivere il mio film. Andiamo a Salina. Durante il viaggio Gerardo guarda la televisione. Salina è dominata dai figli unici. Lasciamo Salina per Stromboli. Il sindaco. Andiamo in giro con l'ape. Sul cratere del vulcano chiedo notizie di "Beautiful" a degli americani. Andiamo a Panarea. Subito ripartiamo per Alicudi. "Medici": Filmo la mia chemioterapia. Comincia il prurito. Primo dermatologo. Secondo dermatologo. Il sostituto del principe dei dermatologi. Le prove allergometriche. I cibi a cui sono allergico. Il principe dei dermatologi. Di notte mi gratto e di giorno vado al mare con calze lunghe e camice con maniche lunghe. Comincio ad eliminare le medicine che mi sembrano inutili. Arriva il vaccino per i cibi ma non serve a niente e si rischia lo shock anafilattico. Mi convinco che tutto dipende da me, che è colpa mia, la riflessologa mi fa massaggi ai piedi e mi consiglia un bagno con la crusca di grano tenero. Vado in un centro di medicina cinese. L'agopuntura e altri tentativi. Il medico cinese mi dice di fare una radiografia al torace. Il giorno dopo faccio una TAC in clinica. "Il radiologo della clinica per fortuna non ci ha indovinato".

Critica 1:Nel primo e nel secondo capitolo di Caro Diario la cinepresa ubbidisce a un movimento costante, mai ansioso. Agli elementi paesaggistici dà la stessa importanza che riserva ai personaggi quasi che, dalla ricerca iniziata dell'io narrante, essi derivassero una nuova vitalità. Anche questo dimostra che, della tetraggine che un tempo lo accompagnava, Michele Apicella si è liberato (o quasi). Al critico cinematografico che gli ha consigliato di non perdere un film americano tutto sadismo augura di provare affanno - magari rimorso se ne fosse capace - per le balordaggini che prende per buone. Moretti, insomma ne ha abbastanza di chi ci inganna con pretesti intellettualistici. Guardate con quanta estrosità, nel capitolo intitolato "Isole", descrive lo scrittore di troppo successo nascostosi per tedio in una casa e in un'isola scomodissime, o il sindaco che progetta di rimodellare Stromboli, o il fanatico studioso di Joyce che, infine, scopre la sua vocazione autentica e si lascia divorare dal virus delle "soap-operas". O ancora, sorpresi con tratto godibilissimo, i genitori con figlio unico che si fanno plagiare dal piccolo despota come ieri si abbandonavano senza remore alle ideologie di moda. Non si sa bene se Apicella - e con lui il regista che ne muove i fili - si stia allontanando o avvicinando a queste persone di conoscenza, senza dubbio petulanti e spesso noiose. Ma, cosa da sottolineare, egli oppone ai loro attacchi frontali e ai loro aggiramenti amabilità e gentilezza. Straordinarie virtù. Il solo proporsele è gran merito.
Autore critica:Francesco Bolzoni
Fonte criticaAvvenire
Data critica:

19/11/1993

Critica 2:Finalmente liberatosi del suo alter ego Apicella, Moretti per la prima volta nella sua carriera, decide di esporsi in prima persona, in un viaggio alla scoperta dell'universo che ci circonda. Un viaggio nella solitudine di una città muta, spopolata e senz'anima, per poi tuffarsi nel piccolo universo degli isolani, rinchiuso nelle proprie stupide convenzioni, incapace di parlare agli uomini; per poi concludere il suo inter filosofico-morale, in una caduta libera nell'inferno del mondo scientifico, incapace di rispondere ai bisogni dell'uomo. I silenzi parlano allo spettatore, le parole sono poche e soppesate, così come la regia è morbida e come non mai umana. Dall'ironia di alcune scene (come il sogno in cui Moretti insegue il critico cinematografico leggendogli le sue recensioni) si passa a istanti di vero lirismo, uno per tutti, l'omaggio che il regista romano dedica a Pasolini. Se le parole vengono meno, le immagini diventano quanto mai fisiche, esprimendo emozioni che il linguaggio verbale è inadeguato a raccontare. Tre capitoli che rivelano l'assurdità della società nella quale viviamo che ha completamente perso il senso della vita. Un excursus nel quale, per la prima volta, Moretti si assume il peso delle proprie e altrui contraddizioni. Premio al Festival Cannes per la miglior regia.
Autore critica:
Fonte critica:Film&Chips
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

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