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Scarface - Scarface

Regia:Howard Hawks
Vietato:No
Video:Biblioteca Decentrata Rosta Nuova, visionabile solo in sede
DVD:Ermitage
Genere:Thriller
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Dal romanzo "Scarface" di Armitage Trail
Sceneggiatura:W. R. Burnett, Bet Hecht, John Lee Mahin, Seton I. Miller
Fotografia:Lee Garmes, William L. O'Connel
Musiche:Gus Arnheim, Adolph Tandler
Montaggio:Edward Curtis
Scenografia:Harry Olivier
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Henry Armetta Pietro, Vince Barnett Angelo, Maurice Black Sullivan, Ann Dvorak Cesca, Henry C. Gordon Isp Guarino, Boris Karloff Tom Gaffney, Tully Marshall Il redattore capo, Edwin Maxwell Il commissario, Karen Morley Poppy, Paul Muni Toni Camonte, Ines Palance Madre di Toni, Osgood Perkins Johnny Lovo, Purnell Pratt L'editore, George Raft Guino Rinaldo, Bert Starkey Epstein, Henry J. Vejar Big Louis Costello
Produzione:Howard Hawks e Haward Hughes per The Caddo Company (Mbf)/Atlantic Pictures
Distribuzione:Cineteca Nazionale
Origine:Usa
Anno:1932
Durata:

90'

Trama:

Storia ispirata alle vere gesta di Al Capone, narra la scalata al potere di Tony Camonte.Diventato finalmente il numero uno di tutta la criminalità organizzata di Chicago commette un errore a causa della gelosia per sua sorella Cesca, uccidendo l' amico ecomplice Rinaldo.

Critica 1:Ispirata alle vere gesta di Al Capone, la scalata al potere di Tony Camonte che diventa il n. 1 della criminalità organizzata di Chicago negli anni '20 finché commette uno sbaglio: per gelosia della propria sorella Cesca, uccide l'amico e complice Rinaldo. Girato nel 1931, già con piena padronanza del sonoro, ebbe molti guai con la censura. H. Hawks, che ne era anche il produttore, girò 3 finali. E, forse, il più celebre dei gangster movies, una delle vette del genere. Che cosa lo distacca dagli altri? Non la furia saettante del ritmo, non la ricca galleria dei personaggi, non la vigoria plastica delle immagini e nemmeno la mancanza di scorie sentimentali. La vera ragione della sua grandezza è nella sua natura di dramma che aspira a essere tragedia, nel passaggio dal "patetico" del primo al "sublime" della seconda. Rifatto da Brian De Palma nel 1983. Da un romanzo di Armitage Trail, sceneggiato da 5 scrittori tra cui Ben Hecht e W.R. Burnett. Prodotto da Howard Hughes che impose il moralistico sottotitolo per tacitare la censura e le associazioni patriottiche dei benpensanti.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Dei 45 film che Howard Hawks (Goshen, IN, 30 maggio 1896 - Palm Springs, 27 dicembre 1977) ha girato, nel corso di una carriera durata nove lustri, Scarface è il dodicesimo (il quarto sonoro). Segna l'inizio della collaborazione con Ben Hecht, lo sceneggiatore che sarebbe stato altre sette volte al fianco del regista. “La differenza” ha notato Richard Corliss “tra un film hawksiano scritto da Hecht e un film hawksiano scritto da altri è la differenza che in genere passa fra la luce cinica dello sguardo di Hawks (Scarface, The Twentieth Century, His Girl Friday, Monkey Business) e l'aspetto nobile ed elegiaco del suo temperamento (di solito affidato alle sceneggiature di Jules Furthman).”
Scarface (lo sfregiato) era il ritratto romanzato di Al Capone e - secondo le dichiarate intenzioni di Hecht - della sua famiglia, esemplata sul modello dei Borgia. Toni e Cesca, i fratelli protagonisti, incarnano Cesare e Lucrezia nell'underworld che lo sceneggiatore aveva già esplorato nel 1927 per il film di Sternberg. In effetti, Scarface è una storia di passione fra due fratelli e di sublimazione dell'amore nella violenza delle lotte fra gangsters ai tempi del proibizionisrno. Ed è anche uno “spaccato” della Little Italy, generosa nutrice di criminali. Toni, quando è colto dal raptus omicida, fischietta, come lo psicopatico berlinese di M: quello zufola su un tema di Grieg, lui sull'aria “Chi mi frena in tal momento” della donizettiana Lucia di Lammermoor. In famiglia domina la gelosia “padronale” e tutta italiana del maschio, debolmente contrastata non da Cesca - che, amando Toni in segreto, l'accetta come un dono - ma dalla mamma custode del focolare.
La violenza si esercita attraverso un persuasivo cinismo (Hecht ha costruito una “macchina” perfettamente equilibrata). Toni fa fuori, in un night, “Big Louis” Costello, pericoloso concorrente in affari. Rischia l'arresto ma se la cava. Partecipa a una riunione in casa del suo capo Johnny Lovo e riceve l'ordine di usare la maniera forte con chi non accetta la “protezione” della banda. Esegue tanto bene che si tira addosso la furia delle bande rivali. Sfugge a una sparatoria in un ristorante, attacca il nemico in casa sua (qui si rievoca il celebre “massacro di San Valentino”). Una spia, che si salva dall'eccidio, lo denuncia alla polizia. Toni riceve a teatro (dove è andato a vedere Sadie Thompson) la notizia che il traditore è stato scoperto. Esce al secondo atto, lasciando al suo factotum l'incarico di raccontargli come va a finire e ammazza la spia in un bowling. In una sala da ballo, si trova combattuto da sentimenti opposti: vede Lovo in compagnia dell'amante Poppy, e si accorge che la ragazza non fa nulla per nascondergli la sua simpatia; ma vede anche Cesca abbracciata al suo “secondo” Guino, cosa che lo sconvolge (trascina a casa la sorella e la copre di botte). Piú tardi, avuta la certezza che il capo Lovo vuole sbarazzarsi di lui, lo precede e lo uccide. Intanto, Cesca e Guino si ritrovano: senza rischi, credono, perché Toni è in Florida. Ma Toni torna, li sorprende e tranquillamente ammazza Guino, non sapendo che i due si erano appena sposati. La tragedia volge alla conclusione. Toni si rifugia nel suo appartamento blindato. Arriva Cesca, che vuole vendicare la morte di Guino. Non fa in tempo: la polizia, schierata in forze tutt'intorno, apre il fuoco. Toni e Cesca sono insieme, ora, dinanzi alla morte. Si scambiano le loro ultime parole, e sono parole d'amore. Cesca è colpita. Toni sente di avere perduto tutto. Implora la sorella di non lasciarlo. Tenta una fuga disperata. In strada lo abbattono, sparandogli addosso da ogni parte. Uno scenario apocalittico (una apocalisse urbana, moderna). Toni muore voltando il capo e mormorando “No”.
Possiamo non tener conto delle facili concessioni al simbolismo (tipiche di Hecht: una insegna dei viaggi Cook proclama che “il mondo è vostro” mentre Toni crepa, e già prima l'aveva proclamato, con la petulante insistenza delle sue luci, in una situazione di segno opposto). La stringatezza dell'azione, che nel finale trova un accento di solennità tragica, riesce ad assimilare anche le scorie. Paul Muni fa di Toni un personaggio esagitato come gli americani pensano debba essere un italiano. Più efficaci, meglio inseriti nel clima della tragedia, appaiono gli altri, i protagonisti George Raft (Guino) e Ann Dvorak (Cesca).
Scarface fu affiancato in quegli anni da film di tema analogo e di non minore prestigio, come Little Caesar (1930) di Mervyn Le Roy e The Public Enemy (1931) di Wílliam Wellman, ma nessuno era così vitale nella tessitura drammatica. Se ne ricorderanno, in epoche diverse e anche a molta distanza di tempo, registi come Huston, Dassin, Wilder, Siodmak, Preminger, Jewison. Se ne ricorderà Hollywood, che con Scarface consolidava e consacrava un genere fra i maggiori nella storia dell'industria.
Autore critica:Fernaldo Di Giammatteo
Fonte critica:100 film da salvare, Mondadori
Data critica:

1978

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Scarface
Autore libro:Trail Armitage

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