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Giovani, carini e disoccupati - Reality Bites

Regia:Ben Stiller
Vietato:No
Video:Universal
DVD:Universal
Genere:Commedia
Tipologia:Diventare grandi
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Helen Childress
Sceneggiatura:Helen Childress
Fotografia:Emmanuel Lubezki
Musiche:Karl Wallinger
Montaggio:Lisa Zeno, Zeno Churgin
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Winona Ryder (Lelaina Pierce), Ethan Hawke (Troy Dyer), Janeane Garofalo (Vickie Miner), Steve Zahn (Sammy Gray), Ben Stiller (Michael Grates), Eric Stuart (Damien), John Mahoney (Grant Gubler), James Rothenberg (Rick), Renee Zellweger (Tami), Joe Don Baker (Tom Pierce), Susan Nerfleet (Helen Anne Pierce), Harry O'Reilly (Wes Mcgregor), Swoosie Kurtz (Charlane Mcgregor)
Produzione:Danny De Vito, Michael Shamberg
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:USA
Anno:1993
Durata:

100'

Trama:

Tempi di crisi a Houston per giovani diplomati che non riescono a trovare un equilibrio tra vita privata e ambizioni di carriera. Fortunata Lelaina che lavora per una tivù locale e che gira un video sugli amici. Troy, musicista a mezza giornata; Vickie, che divide la camera con lei; Sammy, sessualmente represso.

Critica 1:C’è chi sceglie i film per simpatia verso gli attori e ogni tanto lo faccio anch’io, cercando di aggiornare la lista ai divi di domani. Da un po’ di tempo, diciamo da quel bellissimo episodio di Taxisti di notte di Jim Jarmusch dove faceva la tassinara insensibile al fascino di Hollywood (ma è d’obbligo ricordare L’età dell’innocenza), fra le mie preferenze figura Winona (dal nome del paesello natale nel Minnesota) Ryder, con la sua gradevole «faccetta a punta» giustamente sottolineata nei dialoghi di Giovani, carini e disoccupati. Una enigmatica ambasciatrice del misterioso popolo giovanile che arriverà ai 30 anni intorno al 2000 e di cui questo filmetto scritto e diretto da Ben Stiller vorrebbe comunicarci il messaggio. A Houston (Texas) la cena di laurea di Winona è tutt’altro che lieta, con papà e mamma da tempo divorziati che presenziano con i rispettivi coniugi in un’atmosfera tesa di risentimenti incrociati: né migliora le cose i boyfriend Ethan Hawke malmostoso, scioperato e provocatorio.
Per guadagnare qualche dollaro la protagonista lavora come assistente di un intrattenitore Tv, John Mahoney, tanto odioso da indurre a fargli i dispetti in trasmissione fino a perdere i posto. In realtà le speranze di Winona sono concentrate su un film-verità che sta girando a tempo perso su se stessa e il suo gruppo di amichetti; e toccai cielo con un dito quando incontra lo yuppie Ben Stiller che si occupa di una trasmissione chiamata In Your Face TV. Pur mutando le generazioni, i sentimenti non cambiano: Ethan si rode dalla gelosia per il nuovo rapporto di Winona con Ben, ma cerca di non farlo vedere. Per fortuna l’altro è abbastanza imbranato e poi fa una mossa falsa consentendo un montaggio stupidamente effettistico del materiale della ragazza, che dopo essere andata su tutte le furie non gli perdonerà più. Nelle more Ethan è tornato a schitarrare in pubblico e ha purtroppo perso il padre morto di cancro. C’è un momento della crescita, insomma, in cui abbandonati i giovanottismi suona l’ora di presentarsi all’amato bene in giacca e cravatta.
Nel film, inflazionato di canzonette come se ci fosse la radio sempre a tutto volume, i padri rompono le scatole ai figli ripetendo «non avete l’etica del lavoro», i ragazzi perdono tempo convinti che «il sesso è il modo più rapido di rovinare le amicizie» (ma i ribelli del 1968 non predicavano, al contrario, che l’amicizia andava erotizzata?) e la battuta migliore è una citazione da un classico di Paul Newman degli anni Sessanta, Nick mano fredda: «Nessun uomo può mangiare 50 uova». Alla fine non se ne sa molto di più sui ventenni degli anni Novanta, tranne una sensazione che trapela dallo sguardo affascinante e inquieto di Winona Ryder: tutto a posto e niente in ordine.
Autore critica:Tullio Kezich
Fonte criticaIl Corriere della Sera
Data critica:

10/6/1994

Critica 2:I film sui giovani e di giovani sono come l'horror, si vedono soprattutto d'estate (o nell'estate speciale, precipitosa e immaginaria, delle programmazioni cinematografiche): e a volte si vedono con qualche divertimento, anche se sono convenzionali o magari melensi. Qui poi la coppia protagonista è interessante: Winona Ryder, emblema d'una femminilità contemporanea dimessa, non ostentata e vibrante, è incantevole; Ethan Hawke, l'ultimo partner di Julia Roberts, è attraente per il sorriso e nonostante il barbino alla Jovanotti. A Houston, Texas, dopo la festa di laurea, due ragazze e due ragazzi affrontano la vita indipendente, la realtà e la necessità di trovare lavoro in amicizia e convivenza, con amore inconfessato, e con un'ideologia comune: senza progetto possibile, dell'esistenza si dà per perduto l'insieme e “si godono i dettagli”. Scontri sul lavoro, dispiaceri d'amore, delusioni, catatonia triste davanti alla tv, pizza, videotapes, test per l'Aids, canzoni, ridarella, Coca Cola, furtarelli, sigarette, baci, diari dove vengono scrupolosamente elencati 66 amanti, genitori che alla richiesta di soldi domandano “Per la droga?”, band battezzate “Ehi, quella bici è mia”, sindrome del rocker filosofo, disordine domestico, sensibilità vulnerate, battute, tempi morti e tempo perso, lieto fine. Raccomandazione: “Fate come Clinton, non aspirate”. Accusa: “Ti sei scopata uno yuppie da quattro soldi al primo appuntamento”. Timori: “E se poi muoio e al mio funerale vengono tutte giacche Armani?”. Rancori: “Cosa faccio, vinco l'Oscar come fidanzata non protagonista?”. Una parte del film è in video, perché Winona Ryder che tenta di lavorare in tv sta realizzando giorno per giorno un documentario su se stessa e sui suoi amici in cerca di identità: questo raddoppia le piccole storie di ciascuno, crea una distanza, ingenera pertinente confusione tra realtà e rappresentazione. Il regista Ben Stiller, la sceneggiatrice Helen Childress e alcuni attori sono debuttanti; al di là dei luoghi comuni circola nel film un'aria fresca, vivace, e spiritosa.
Autore critica:Lietta Tornabuoni
Fonte critica:La Stampa
Data critica:

10/6/1994

Critica 3:
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