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Avventure di Oliver Twist (Le) - Oliver Twist

Regia:David Lean
Vietato:No
Video:Lanterna Home Video
DVD:
Genere:Drammatico
Tipologia:Letteratura inglese - 800
Eta' consigliata:Scuole medie inferiori; Scuole medie superiori
Soggetto:Tratto dal romanzo omonimo di Charles Dickens
Sceneggiatura:Stanley Haines, David Lean
Fotografia:Guy Greene
Musiche:Arnold Bax
Montaggio:Jack Harris
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:John Howard Davies, Alec Guinness, Kay Walsh, Mary Clare
Produzione:Ronald Neame, Cineguild, Rank Organisation
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Gran Bretagna.
Anno:1947
Durata:

116'

Trama:

In una notte di tempesta, una giovane donna sconosciuta mette al mondo un bimbo in un ospizio e muore. Allevato con molti altri trovatelli, il piccolo, cui è stato imposto il nome di Oliver Twist, viene messo a lavorare presso un fabbricante di bare. Maltrattato e percosso, Oliver scappa, a piedi, a Londra. Qui si imbranca con altri ragazzi: sono dei ladruncoli che fanno capo ad un vecchio ebreo. Benché innocente, Oliver viene arrestato, mentre i ladruncoli riescono a fuggire. Liberato in seguito ad una testimonianza favorevole, viene accolto in casa da un vecchio signore facoltoso. Il vecchio ebreo, temendo le rivelazioni di Oliver, lo fa rapire; ma il suo protettore, mediante un avviso, riesce a mettersi in contatto con l'amica di un complice del vecchio ebreo. La ragazza rivela la verità; ma il malvivente, per vendicarsi, l'uccide. Egli si rifugia nella tana dell'ebreo, dove viene ucciso dalla folla inferocita, mentre l'ebreo viene catturato. Oliver viene consegnato al suo vecchio protettore, il quale scopre che il ragazzo è suo nipote. La povera donna disperata, che è morta dandolo alla luce, era la figlia del vecchio signore.

Critica 1:Dal romanzo (1838) di Charles Dickens, già portato sullo schermo nel 1922 e nel 1933: le dolorose disavventure di un orfanello di otto anni nella Londra del primo Ottocento. Qualcosa di più di un film britannico di qualità e di origine letteraria: Lean porta la maniera allo stile con uno straordinario bianconero di forte suggestione e una squadra affiatata di attori. Famosa l'interpretazione di Guinness come l'ebreo Fargin dal lungo naso, ma ancor più inquietante R. Newton come Bill Sikes. La storia dickensiana ebbe anche una versione musicale con Oliver! (1968) di C. Reed e un rifacimento per la TV (1982) diretto da C. Donner.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Nonostante alcune decisive differenze con il romanzo di Dickens (nel libro Monks risulta essere il fratellastro di Oliver e il singor Brownlow un uomo di buon cuore che adotta il trovatello e non il nonno naturale), il film Le avventure di Oliver Twist mette in scena le vicissitudini di un bambino apparentemente solo al mondo, che passa di realtà in realtà, da un personaggio all’altro, per esperire modelli differenti di famiglia, tutti beceri e inqualificabili, veri esempi di surrogati del caldo nucleo che Oliver ritroverà alla fine della storia, quando verrà accolto definitivamente con affetto e sensibilità a casa del nonno, il signor Brownlow. Oliver ha la sua prima famiglia nell’istituto per orfani di mister Bumble, luogo in cui le vessazioni nei confronti dei ragazzi appaiono la regola, così come la malnutrizione e l’indifferenza egoistica tra coetanei (quando Oliver viene sorteggiato per protestare contro la scarsità del vitto, viene immediatamente isolato nella sua missione dai compagni). La seconda famiglia con cui Oliver entra in contatto è quella del signor Sowerberry, l’impresario di pompe funebri, cui viene venduto per cinque sterline. Anche questo nucleo si segnala per i maltrattamenti, che comunque avvengono con meno sistematicità rispetto all’orfanotrofio: a Oliver, apprendista, viene assegnato lo scantinato, nel quale riceve gli avanzi destinati al cane. Il fanciullo, inoltre, deve guardarsi da Noah Claypole, l’invidioso garzone del padrone, che pretende rispetto e deferenza. Inevitabilmente, anche in questa nuova realtà è pronta a emergere l’incomprensione nei confronti del ragazzo, il quale, ricevute pesanti offese all’indirizzo della madre morta, comincia a reagire con estrema e rabbiosa violenza.
Altrettanto inevitabile è la fuga verso la città, Londra, che non si presenta con le caratteristiche della speranza e del miglioramento, bensì attraverso quelle di un nuovo nucleo pseudo-familiare dalle particolarità un po’eccentriche, visto che Oliver entra a far parte di una banda di giovani e abili borsaioli capeggiati dal losco Fagin (che nel romanzo è ebreo, mentre nel film, per motivi di opportunità legati alla ferita non ancora rimarginata dell’Olocausto, non se ne cita l’origine). Ma la formazione che il gruppo intende fornire a Oliver si interrompe bruscamente dopo un tentativo fallito di furto in cui il bambino paga colpe non sue. La parziale ingiustizia di cui è vittima gli permette, però, l’incontro con quel nonno che, dopo varie altre vicissitudini, gli consentirà finalmente di vivere in una famiglia vera e propria, trattato con amore e rispetto ed educato con sani e duraturi principi. La dimensione dell’abbandono si tramuta quindi in sicurezza e stabilità. Le peripezie del piccolo Oliver, attraverso le perverse logiche della mancanza di solidarietà, della violenza subita, delle privazioni, degli stenti e della delinquenza minorile, fino ad arrivare alla possibilità di vera e propria cancellazione tentata dal perfido Monks, che vuole eliminarlo in qualche modo per potergli subentrare nella cospicua eredità, sono stazioni di un percorso pronto a ribaltarsi per mostrare il lato felice e conciliatorio della vicenda, così come inevitabilmente rivela l’ultima inquadratura del film, con i nonni che accolgono il nipote nella lussuosa casa tenendolo per mano.
Autore critica:Giampiero Frasca
Fonte critica:Aiace Torino
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:Avventure di Oliver Twist (Le)
Autore libro:Dickens Charles

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