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Cold Comfort Farm - Cold Comfort Farm

Regia:John Schlesinger
Vietato:No
Video:Cecchi Gori Home Video
DVD:
Genere:Grottesco
Tipologia:La condizione femminile
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:
Sceneggiatura:Malcolm Bradbury, dal romanzo omonimo di Stella Gibbons
Fotografia:Chris Seager
Musiche:Robert Lockhart
Montaggio:Mark Day
Scenografia:
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Kate Beckinsale (Flora Postel), Sheila Burrel (Ada Doon), Stephen Fry (Mybug), Freddie Jones (Adam Lambsbreath), Joanna Lumley (Mrs. Smiling), Ian Mckellen (Amos Starkadder)
Produzione:Alison Gilby
Distribuzione:Mikado – Cineteca Lucana
Origine:Gran Bretagna
Anno:1995
Durata:

95’

Trama:

A Londra nel 1930, la giovane Flora Postel, rimasta orfana e in cattive condizioni economiche, non si perde tuttavia d'animo. Prende l'iniziativa di contattare i parenti che per l'occasione le hanno scritto, e, dopo qualche incertezza, decide di recarsi personalmente presso la famiglia Starkadder, parenti anche questi che non vede da tempo e vivono fuori Londra nella Cold Comfort Farm. Questo era il nome originario della fattoria che Flora trova ridotta in pessime condizioni. Ada, l'anziana matriarca, non esce quasi mai dalla camera, si fa lasciare il cibo fuori della porta ma poi comanda tutti a distanza con severità. Ci sono poi sua figlia Judith col marito Amos, i nipoti Sety e Reuben, l'eterna Elfine, oltre ad alcuni domestici e servitori di vecchia data. Di fronte alla situazione di abbandono e di sporcizia in cui versa la fattoria, Flora mette in atto tutto il proprio ingegno, la capacità di far rivivere le stanze, il giardino, le persone. Giorno dopo giorno, la famiglia si riapre verso l'esterno, Flora frequenta feste e persone importanti, asseconda la passione di Reuben per il cinema facendolo ingaggiare da un regista, pensa anche a se stessa e, nel giorno in cui decide di sposarsi, la vecchia Ada scende al ricevimento vestita da gran signora, accetta la proposta di un medico e parte con lui per Vienna. Tutta la famiglia ha cominciato una nuova vita.

Critica 1:Dal romanzo omonimo (1932) di Stella Gibson. Rimasta orfana con poche sterline nella Londra degli anni '30, giovane snob si fa ospitare da parenti di campagna che vivono in una tetra fattoria dell'East Sussex e la fa rifiorire, portando ordine, fantasia, disgelo, gioia. Il delizioso fascino umoristico del film nasce dal contrasto tra l'apparire e l'essere, l'atmosfera da romanzo gotico e le cadenze da commedia mondana. Recitato benissimo. Girato per la TV ma in Italia uscito al cinema.
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini - Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Anni '30. La bella, giovane e raffinata londinese Flora Poste alla morte del padre si pone due obiettivi per il futuro: farsi ospitare e mantenere da qualche parente; ed esordire a 53 anni come scrittrice (modello di riferimento, Jane Austen). Nei trent'anni che la separano dal programmato esordio sulla carta stampata, si propone di attingere materiale dalla vita stessa. In questa prospettiva, tra le varie ed insincere offerte di ospitalità dei parenti, opta per quella meno attraente e più misteriosa; si trasferisce, dunque, in piena campagna, nell'est-Sussex, nella "Fattoria Scomoda". Definire semplicemente "scomoda" la residenza degli zii è un complimento: è piuttosto un letamaio eletto a dimora. E chi vi abita ne è il riflesso speculare: abbrutimento allo stato puro in stile medioevale. Famiglia matriarcale dominata dalla tetra figura della Nonna, la comunità della Scomoda vive come sotto una maledizione (cosa di cui tutti i membri sono convinti) in un immobilismo autolesionistico dettato dai sermoni deliranti di un predicatore savonaroliano, da una parte, e dai cupi incubi-ricordi d'infanzia dell'ava che sibilano come profezie di non-si-sa-cosa, dall'altra. Clima grottesco-orrorifico, con tanto di porte che cigolano e misteriose ombre dietro alle finestre lerce, che accoglie, tra scorbutica diffidenza e gretto timore dell'abbandono delle tradizioni (anche di quelle più deleterie), la leggiadra ed eterea Flora. Ed effettivamente c'è di che temere, quando una Flora ti piomba in casa: il suo hobby è riordinare le vite altrui. Ed è esattamente ciò che fa, mettendo in atto un piano di riorganizzazione globale di usi, costumi e sentimenti; individuati i punti deboli di ciascun componente del nucleo, tramuta le buone maniere in un grimaldello per farne saltare, uno dopo l'altro, i sistemi di difesa e stimolarne le ambizioni. In un regno di tenebra, Flora è come una fata gentile che riesce a far emergere il lato migliore e buono da ogni cosa e persona: il giardino torna fiorito, i protagonisti si fanno finalmente un bagno, il grigiore e la polvere sono spazzati via, il sole torna a splendere. Flora è il simbolo della sana e un po' sognatrice voglia di ribellione, che non attecchisce solo nei giovani, ma risveglia anche le energie e le ambizioni dei vecchi. Il suo operare al fine di sovvertire qualsiasi ordine sfonda le stesse divisioni sociali, tanto da riuscire ad organizzare il matrimonio tra il giovane rampollo dei nobili della contea e la propria cugina vagamente sciroccata che vive come un elfo, immersa nella natura declamando versi al sole e alle piante. Non solo un'atmosfera fiabesca, ma una vera e propria favola che Schlesinger narra con tocco leggero, alimentando al contempo una vena satirica che riscatta Cold Comfort Farm dal semplice divertissement. Senza dubbio una delle prove migliori tra le recenti realizzazioni del regista.
Autore critica:
Fonte critica:www.cinemah.com/neardark
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

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