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Famiglia Bélier (La) - Famille Bélier La)

Regia:Eric Lartigau
Vietato:No
Video:
DVD:France Télévision Distribution
Genere:Commedia
Tipologia:Diventare grandi, Giovani in famiglia, Le diversità
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Victoria Bedos
Sceneggiatura:Victoria Bedos, Stanislas Carré de Malberg, Eric Lartigau,Thomas Bidegain 
Fotografia:Romain Winding
Musiche:Evgueni Galperine, Sacha Galperine
Montaggio:Jennifer Augé
Scenografia:Olivier Radot
Costumi: Anne Schotte
Effetti:
Interpreti: Karin Viard - Gigi, François Damiens - Rodolphe, Éric Elmosnino - Thomasson, Louane Emera - Paula, Roxane Duran - Mathilde, Ilian Bergala - Gabriel, Luca Gelberg - Quentin,Stéphan Wojtowicz - Sindaco, Bruno Gomila - Rossigneux, Céline Jorrion - Giornalista Fr3,Jérôme Kircher - Dott. Pugeot, Clémence Lassalas - Karène, Mar Sodupe - Sig.na Dos Santos,Manuel Weber - Veterinario
Produzione:Jerico, Mars Films, France 2 Cinema, Quarante 12 Films, Vendome Production, Nexus Factory, Umedia
Distribuzione:Bim
Origine:Francia
Anno:2014
Durata:

105

Trama:

Nella famiglia Bélier sono tutti sordi tranne la 16enne Paula. Per questo, la ragazza è la fondamentale interprete dei suoi genitori per quanto riguarda la vita quotidiana, ma soprattutto per il buon funzionamento della fattoria di famiglia. Un giorno, dietro consiglio dell'insegnante di musica che ha scoperto il suo dono per il canto, Paula decide di prepararsi per un concorso indetto da Radio France. Una scelta di vita che per lei potrebbe significare l'allontanamento dalla famiglia e l'inevitabile passaggio all'età adulta

Critica 1:Paula Bélier ha sedici anni e da altrettanti è interprete e voce della sua famiglia. Perché i Bélier, agricoltori della Normandia, sono sordi. Paula, che intende e parla, è il loro ponte col mondo: il medico, il veterinario, il sindaco e i clienti che al mercato acquistano i formaggi prodotti dalla loro azienda. Paula, divisa tra lavoro e liceo, scopre a scuola di avere una voce per andare lontano. Incoraggiata dal suo professore di musica, si iscrive al concorso canoro indetto da Radio France a Parigi. Indecisa sul da farsi, restare con la sua famiglia o seguire la sua vocazione, Paula cerca in segreto un compromesso impossibile. Ma con un talento esagerato e una famiglia (ir)ragionevole niente è davvero perduto.
Campione di incassi in Francia e nella stagione appena passata, La famiglia Bélier è una commedia popolare che aggiorna con note e sorrisi il vecchio tema dell'adolescente alla ricerca di un'identità stabile. Sospeso tra focolare e autonomia, il nuovo film di Éric Lartigau 'riorganizza' una famiglia esuberante intorno a un'età per sua natura fragile e scostante. A incarnarla è il volto pieno e acerbo di Louane Emera, ex concorrente dell'edizione francese di The Voice, che presta voce e immediatezza a un personaggio in cerca di un posto nel mondo. Se comicità e crisi si accomodano tra la rappresentazione genitoriale del futuro filiale e la tensione allo svincolo della prole, i personaggi vivono situazioni esilaranti, annullano lo scarto con l'amore e spiccano il salto verso una condizione nuova. Appoggiato su una sceneggiatura solida, che mescola con perfetta misura umorismo, lacrime, disfunzioni, pregiudizi e canzoni, La famiglia Bélier svolge una storia ben ordita in cui ciascun personaggio gioca la sua parte con effetto e sincerità, senza mai sconfinare nel pathos. Precipitando lo spettatore nel mondo 'smorzato' dei malentendants, Lartigau elude lo sguardo (fastidioso) dei 'normali' sui disabili, mettendo in scena una famiglia che quella difficoltà ha imparato a gestirla, intorno a quella difficoltà è cresciuta e su quella difficoltà si è impratichita, sentendo ogni movimento della vita. La famiglia Bélier non emoziona perché è differente ma al contrario perché è universale, si agita, si rimprovera e fa pace come tutte le famiglie del mondo. Chiusi nella sordità e in una bolla di sicurezza familiare, i Bélier si fanno sentire forte e chiaro attraverso la voce limpida di Paula e attraverso il linguaggio marcato dei segni.(...)
Autore critica:Marzia Gandolfi
Fonte critica mymovies.it
Data critica:



Critica 2:Cos’è “normale” e soprattutto cos’è normale per un’adolescente? Per Paula (Louane Emera) nulla lo è davvero. Non lo è innamorarsi. Non lo è scegliere. Serrando nelle spalle le proprie paure, vive tutto il disagio del proprio diventare donna nascosta nei maglioni ampi che indossa. Figlia maggiore dei Beliér, l’unica a non essere sorda, ne è anche la voce “esterna”. E se i Beliér si affacciano al mondo attraverso Paula, esplodono in tutta la loro comunicatività estrema, fatta di gestualità sonore e quasi logorroiche tra le mura della loro fattoria. Tutto funziona alla perfezione, finché Paula non scopre che quella sua voce colpevole è molto più che una voce: è il transfert del primo amore e il dono beffardo e raro che le apre la strada a Parigi. E’ un dramma. Nella scelta se andare o restare si consuma il conflitto di Paula, figlia responsabile e protettiva che vive la propria proiezione nel futuro come gesto di egoistico abbandono e quello della famiglia, che catalizza il timore doloroso del distacco nell’handicap… della figlia.
La famiglia Beliér, ultima commedia di Éric Lartigau, ci racconta l’adolescenza e la relatività del diverso in chiave ironica e sensibile al contempo. E allora ci fanno sorridere l’invadenza civettuola di Gigi (Karin Viard), mamma Bélier, “abbinata”, truccata e pettinata persino mentre attende alle faccende agricole, l’approccio burbero di Rudolphe (François Damiens) che ad un “beliér” somiglia davvero, gli ormoni vivaci ed impacciati di Quentin (Luca Gelberg), fratello minore di Paula. Ma Lartigau ci fa anche commuovere. Ci commuove quando toglie musica e voce a Paula che intona Je vais t’aimer, di Michel Sardou, durante il saggio di fine anno, per farcela ascoltare insieme a Rudolphe attraverso lo sguardo attonito e provato del pubblico. Ci commuove quando Rudolphe appoggia le mani di padre sulla gola della figlia per ascoltarla cantare di nuovo. Ci commuove quando Paula durante la prova a Radio France rassicura la propria famiglia: “Mes chers parents je pars … je ne m’enfuis ma je vole”, canta, ancora sulle “note gestuali” di Michel Sardou.
Autore critica:
Fonte critica:sentieriselvaggi.it
Data critica:



Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
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