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Bidone (Il) -

Regia:Federico Fellini
Vietato:No
Video:Creazioni Home Video, Mondadori Video
DVD:Medusa
Genere:Drammatico
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli
Sceneggiatura:Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli
Fotografia:Otello Martelli
Musiche:Nino Rota
Montaggio:Mario Serandrei, Giuseppe Vari
Scenografia:Dario Cecchi
Costumi:Medusa
Effetti:
Interpreti:Richard Basehart (Ricasso), Sue Ellen Blake (Susanna), Irene Cefaro (Marisa), Ada Colangeli, Broderick Crawford (Augusto), Alberto De Amicis (Goffredo), Lorella De Luca (Patrizia), Franco Fabrizi (Roberto), Giacomo Gabrielli ("Baron" Vargas), Giulietta Masina (Iris)
Produzione:Titanus (Roma) - Societe' de Cinematographie (Parigi)
Distribuzione:Cineteca Nazionale
Origine:Francia – Italia
Anno:1955
Durata:

104'

Trama:

Augusto Rocca, insieme con Roberto e Picasso (chiamato così perchè si diletta a dipingere) compie l'ennesima truffa ai danni di due contadine. Diviso il bottino, Picasso porta il denaro alla moglie Iris, che ne ignora la provenienza, mentre Augusto e Roberto vanno a far baldoria. La sera di Capodanno i tre sono invitati in casa di un collega fortunato, che lavora in grande. Qui Roberto si fa sorprendere mentre tenta di rubare un portasigarette d'oro. Iris, che è presente al fatto, incomincia ad avere forti dubbi sull'attività del marito: così Picasso alla prima occasione lascia per sempre la non lodevole compagnia. Augusto, che da molto tempo ha abbandonato la famiglia, per aiutare la figliola compie una della solite truffe e, portato a termine il colpo, dice di non aver avuto il coraggio di sottrarre i soldi al contadino che aveva una figlia paralitica. Assalito dai suoi nuovi compari, gli viene trovato indosso il denaro. Augusto viene malmenato e abbandonato ferito in fondo a uno scoscendimento, dove passa tutta la notte. Al mattino compie lo sforzo di arrampicarsi, ma muore senza aver potuto chiamare in aiuto alcuni passanti.

Critica 1:Col suo film Fellini riesce a dire quel che si era proposto. Il racconto nella sua ricca episodica, che mai si frammenta nel bozzetto, nella divagazione, nel quadretto di maniera, ma si articola in un tutto strettamente legato da una logica e d'una coerenza stringatissime, procede verso la sua strada, verso la sua quasi ineluttabile conclusione, rivelando attrraverso i personaggi nelle loro vecende quello che è il suo altissimo significato. Un significato che è fiducia nella vita, nella bontà, nell'onestà.
Autore critica:G. Carancini
Fonte criticaRivista del Cinematografo
Data critica:

9/10/1955

Critica 2:Non v'è l'arcana poesia de La strada data dal paesaggio indifferente e maestoso, dal passaggio lento delle stagioni estranee alla pena e alla solitudine dell'uomo. In compenso Il bidone è più complesso, ha un'orchestrazione più elaborata. Il tema felliniano dei conti da rendere a qualcuno che ci trascende è meno univoco, più clamoroso, quasi gravido di presenze impalpabili ma certe perché
meno metafisiche, più legate a ciò che risulta semplicemente umano. (...)
In fondo, diciamolo chiaramente, ciò che attira in Fellini è questa sua capacità di stringere in un unico sguardo il cielo e la terra; è il suo un platonismo memore delle cose di quaggiù, incapace di scordare i legami affettuosi, le memorie, le contemplazioni, le battaglie combattute insieme, la sofferenza, non giustificata, dei buoni, dei semplici, di donne e uomini di buona volontà. E' vero che anche nel Bidone i personaggi principali sono raffigurati dal regista con sanguigna potenza: i tre birbanti, e la fungaia dei minori colleghi, vivono con una intensità vitalistica ad alto regime, sono "fusti" che vigoreggiano per merito della serena vita dell'arte. Ma è anche vero che, all'apparenza umili larve, coloro che per colpa del "bidonisti" hanno a soffrire (la moglie di "Picasso", la figlia di Augusto, la giovane paralitica) hanno un evidente rilievo, pur se la loro presenza nel racconto ha poco peso temporale.
Autore critica:Pietro Bianchi
Fonte critica:Federico Fellini - Maestri del cinema, Garzanti, Milano
Data critica:

1955, 1972

Critica 3:Film spietato, ma di profondo valore morale. Il bidone ha pagine di grande fascino. La festa in casa dell'arricchito, più di ogni altra, una sequenza le cui immagini riescono nello stesso tempo a
rappresentare un ambiente e a giudicarlo, e in genere le parti che riguardano Broderick Crawford: la sua solitudine di uomo, i fuggevoli rapporti con la figlia, il suo arresto, l'incontro con la paralitica fino alla morte desolata sui bordi della strada dove passano ignari fanciulli.
Autore critica:Giovanni Leto
Fonte critica:Radiocorriere TV
Data critica:

3/1962

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
Autore libro:

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