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Carrozza d'oro (La) - Carrosse d'or (Le)

Regia:Jean Renoir
Vietato:No
Video:Fonit Cetra Video
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:Storia del cinema
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Renzo Avanzo, Jack Kirkland, Giulio Macchi, Jean Renoir, liberamente ispirato a "Le carrosse du Saint-Sacrament" di Prosper Merimée
Sceneggiatura:Renzo Avanzo, Ginette Doynell, Jack Kirkland, Giulio Macchi, Jean Renoir
Fotografia:Claude Renoir, Hill Ronald
Musiche:Brani di Antonio Vivaldi adattati e diretti da Gino Marinuzzi
Montaggio:David Hawkins, Mario Serandrei
Scenografia:Mario Chiari, Piero Gherardi
Costumi:
Effetti:
Interpreti:Anna Magnani (Camilla), Odoardo Spadaro (Don Antonio), Nada Fiorelli (Isabella), Duncan Lamont (il Vicere'), George Higgins (Martinez), Ralph Truman (Duca di Castro), Gisella Mathews (Marchesa Altamirano), Elena Altieri (Duchessa di Castro), Paul Campbell (Felipe), Renato Chiantoni (Capitan Fracassa), Jean Debucourt (il Vescovo), Fedo Keeling (il Visconte), Alfredo Kolner (Florindo), Lina Marengo (la vecchia attrice), Cecil Mathews (il Barone), Alfredo Medini (Pulcinella), Riccardo Rioli (Ramon), Giulio Tedeschi (Baldassarre)
Produzione:Panaria Film - Hoche Production - Delphinus (Roma)
Distribuzione:Non reperibile in pellicola
Origine:Italia
Anno:1952
Durata:

101'

Trama:

Nel secolo XVIII, una compagnia di comici italiani si trasferisce in una lontana colonia spagnola, dove riesce a conquistare il favore del pubblico. La notizia dei successi riportati dai commedianti, giunta all'orecchio del Vicerè, l'induce ad invitare a palazzo tutta la compagnia. Mentre qui per tutti si rinnova il successo, il Vicerè si sente particolarmente attratto dalla prima attrice, Camilla, la quale si mostra sensibile alle proteste del nobile e ricco signore e ne diviene l'amica. I privilegi, di cui ella gode in tale qualità, eccitano l'invidia e le ire dei nobili: il Vicerè ne è tanto impressionato che sta per cedere alle imposizioni dei suoi consiglieri. Quando Camilla gli lancia in viso il suo disprezzo, il Vicerè si riprende e tenta inutilmente di riconquistarla. L'attrice presta nuovamente ascolto alle proteste amorose di un cavaliere e di un torero, che per lei si battono a duello. Ma Camilla ha compreso che la sua vera ed esclusiva vocazione è il teatro: essa, che aveva ricevuto dal Vicerè l'ambitissimo dono di una carrozza d'oro, la regala a sua volta al Vescovo, perchè se ne serva per portare il SS. Sacramento ai moribondi. Questo gesto d'umiltà e di fede frutta a Camilla la benedizione del Vescovo, che suggella i suoi buoni propositi.

Critica 1:Dal racconto di Prosper Merimée: una compagnia ambulante di attori italiani getta lo scompiglio nella vita di corte in una colonia dell'America spagnola nel Settecento; la primadonna Camilla è corteggiata dal viceré, da un famoso torero e da un bell'italiano. Omaggio al teatro (alla Commedia dell'Arte) e, insieme, riflessione sul rapporto tra realtà e finzione, è, nel suo splendore figurativo, il testamento spirituale di J. Renoir e, forse, l'ultimo dei suoi grandi film.(…)
Autore critica:
Fonte criticaIl Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli
Data critica:



Critica 2:Con La carrozza d'oro Renoir comincia a tornare sui suoi passi, riconduce l'uomo nel suo guscio sociale e la sua vita al rapporto costante con «gli altri», nella ricerca di un vago quanto ambìto «classicismo». Ma l'ironia ha ormai attenuato il furore polemico. Invece dell'uomo con la sua individualità, vede il personaggio, e, piú ancora la maschera. Nei tre film che si succedono (La carrozza d'oro, French Can Can, Elena et les hommes) sono in questione tre generi di spettacolo: la commedia dell'arte, il music-hall, l'operetta. Quasi a significare che la vita è in sostanza tutta una rappresentazione. L'allusione al palcoscenico serve a Renoir per esasperare la connotazione convenzionale dei personaggi e delle storie che i film propongono.
Il teatro, il fatto che la vita non è altro che una recita in cui ciascuno gioca la parte assegnatagli dal destino era stata una vecchia premessa dell'opera di Renoir. Era apparsa nel prologo de La chienne, recitata da due burattini. Poi il fascino e la brutalità del fatto di cronaca avevano preso il sopravvento, ribaltando l'ottica attraverso cui egli vede le sue storie. Ora invece, in questi tre film, si realizza il dissolvimento della realtà in un gioco puramente scenico. Il soggetto de La carrozza d'oro è un complicato pastiche risultante dalla sovrapposizione di diverse storie, parte delle quali collocate nella realtà, e parte nella finzione scenica recitata dagli attori che sono i protagonisti del film, con continui scambi fra i due piani e la continua allusione maligna che, per quanto riguarda lo spettatore, anche ciò che si suppone essere la realtà è a sua volta una finzione scenica. Altra complicazione da questo punto di vista l'ambientazione del film in un Perú settecentesco di maniera, che imbroglia molto le carte di una possibile interpretazione realistica della realtà rappresentata. Protagonista è Anna Magnani, circondata da un piccolo stuolo di caratteristi, tutti mobilitati per dare all'interpretazione quel tono guittesco che sottolinei il concetto di commedia della vita che il film vuole appunto essere («Tu non sei fatta - dice il capocomico Don Antonio, alla Magnani-Camilla - per ciò che si chiama vita ...»). E su tutto domina il fascino della musica di Antonio Vivaldi, alla quale Renoir era stato in quell'occasione iniziato da Giulio Macchi, che del film era l'aiuto regista.
Autore critica:Carlo Felice Venegoni
Fonte critica:Jean Renoir, Il Castoro Cinema
Data critica:

2/1975

Critica 3:
Autore critica:
Fonte critica:
Data critica:



Libro da cui e' stato tratto il film
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