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Ora o mai piu' -

Regia:Lucio Pellegrini
Vietato:No
Video:Dnc
DVD:
Genere:Commedia
Tipologia:Diventare grandi, I giovani e la politica
Eta' consigliata:Scuole medie superiori
Soggetto:Angelo Carbone, Roan Johnson
Sceneggiatura:Angelo Carbone, Roan Johnson, Lucio Pellegrini
Fotografia:Gherardo Gossi
Musiche:Giuliano Taviani
Montaggio:Walter Fasano
Scenografia:Eugenia F. Di Napoli
Costumi:Francesca Vecchi, Roberta Vecchi
Effetti:
Interpreti:Jacopo Bonvicini (David), Violante Placido (Viola), Edoardo Gabbriellini (Luca), Elio Germano (Doveri), Camilla Filippi (Vanna), Riccardo Scamarcio (Biri), Francesco Mandelli (Franino), Andrea Sama' (Cespu)
Produzione:Domenico Procacci per Fandango - Rai Cinema
Distribuzione:01 Distribution
Origine:Italia
Anno:2002
Durata:

96’

Trama:

David è all'ultimo anno della facoltà di Fisica alla Normale di Pisa. E' sempre stato uno studente modello, ma dopo l'incontro con Viola tutte le sue certezze cominciano a vacillare. Nel giro di pochi mesi si trova coinvolto in assemblee, occupazioni e sgomberi da parte della polizia, ma soprattutto scopre nuovi sentimenti che lo mettono di fronte a scelte difficili: rischiare gli studi per seguire un ideale.

Critica 1:Il fatto che i giovanissimi di Ora o mai più siano diretti al G8 di Genova del luglio 2001, e il fatto che il protagonista David finisca pestato a sangue nella caserma di Bolzaneto, sono l'attrazione di maggior effetto del debutto di Lucio Pellegrini. Ma non la sua anima. Sembra uno di quei film che sconvolsero i ventenni dei primi Settanta, come Fragole e sangue, quelli che fecero la rivoluzionaria ondata della New Hollywood. La struttura è simile. Studente modello di Fisica nella più esclusiva delle università italiane, la Normale di Pisa, David è un ragazzo riservato e introverso. Non perso dietro un'ambizione che non gli interessa ma concentrato sulla passione per il fare le cose bene. Ciò che sta intorno lo tocca poco, a parte subire il ciarliero compagno di stanza al pensionato studentesco: edonista e somaro, rammenta anche lui lontani echi americani (ricordate il compagno di stanza di Holden Caulfield, l'infame Stradlater?). Più saggio e meno conformista di quanto sembri, è grazie a Elio Germano un personaggio azzeccatissimo. La realtà invade il mondo di David. Luca, Viola, Vanna e gli altri che hanno fondato un centro sociale, indicono assemblee, occupano, si amano con disinvoltura, progettano di andare a Genova: lo coinvolgono con una forza cui non può resistere, gli dischiudono orizzonti di vitalità che non ha mai conosciuto. Dare l'ultimo esame o seguire i nuovi amici? Le vie dell'educazione sentimentale di David sono segnate.
Autore critica:Roberto Nepoti
Fonte criticala Repubblica
Data critica:

16/11/2003

Critica 2:Film di studenti e ragazzi, film generazionale e politico diverso da tutti. Non accadeva da anni. Finalmente un'opera di fiction, Ora o mai più di Lucio Pellegrini, racconta quei ventenni impegnati che di solito si vedono solo nelle immagini drammatiche dei tg o negli archivi di polizia: e li racconta senza alterazioni governative, non come nemici allarmanti, persone sconvolte, alieni minacciosi, ma come confusi, toccanti e divertenti protagonisti d'una tragicommedia giovanile, d'un romanzo di educazione sentimentale, di formazione. Nell'estate del 2001, prima, durante e dopo i fatti del G8 a Genova, i momenti brutali del film sono quelli delle azioni di polizia, a Bolzaneto e altrove: manganellate, botte, calci, costrizioni umilianti alla nudità, obbligo di mantenere posizioni penose (in ginocchio o appoggiati con le punte delle dita alla parete), colpi dove fa più male (reni, genitali, fegato), urla, insulti e turpiloquio incessanti. Dice il regista: «La repressione violenta, scientifica e consapevole di centinaia di ragazzi innocenti ci ha fatto pensare che forse viviamo in un Paese molto diverso da quello che ci eravamo immaginati». Per il resto, il film è la storia di uno studente della Normale di Pisa molto brillante e bravo, alla vigilia della laurea in Fisica, che per stare dietro a una ragazza che gli piace s'introduce in un mondo a lui sconosciuto (proteste, assemblee, occupazioni, collettivi studenteschi, centri sociali). Impara a conoscere i modi appassionati, allegri e rischiosi dell'impegno giovanile politico e sociale, matura in sè una consapevolezza antindividualista, arriva alla decisione di non andare a completare gli studi negli Stati Uniti: «Volevo restare in Italia e provare a cambiare le cose». Interrogativi: «Se non ora, quando? Se non io, chi?». Programma per una festa: «Si mangia, si beve, poi si vede». Scorciatoie: «E da quel giorno in poi tutto diventò esaltante». Un poco pedagogico, il film di Pellegrini (37 anni, nato ad Asti, già autore di E allora mambo! e Tandem), protagonista debuttante Jacopo Bonvicini accanto a Violante Placido, musiche originali di Giuliano Taviani, ha la massima naturalezza, sa realizzare senza alcuna goffaggine le corse, le fughe e gli scontri delle manifestazioni come le strette dell'amore, è sciolto, efficace, ricco di vitalità.
Autore critica:Alessandra Levantesi
Fonte critica:La Stampa
Data critica:

15/11/2003

Critica 3:Dopo il fiume di immagini vere partorite dal G8 del 20 luglio 2001, ecco - sui fatti e fattacci - il primo lungometraggio di finzione a firma Lucio Pellegrini, uno che ha cominciato con la commedia e che qui vira a 360°, pur mantenendo tratti alla Virzì nelle dinamiche tra i personaggi e nella quotidianità reinventata dei centri sociali. Gruppo di giovani in un interno e nel loro esterno, che cercano di rilanciare le utopie, rincorrendo altri mondi possibili e rapporti quanto meno diversificati. Materia che scotta solo a toccarla, difficile da riportare in ambito "fiction". Tra l'altro, Pellegrini non poteva ricostruire le spaventose contraddizioni consumatesi a Genova, perché già setacciate e vivisezionate come mai era successo in passato a un qualsiasi altro evento. Malgrado le difficoltà e le acerbità di alcuni attori, qualche scivolata nello stereotipo e nel cliché del prototipo no-global, il film regge e comunica sensazioni forti. Soprattutto là, dove le migliaia di telecamere e telecamerine non erano arrivate, e dunque nel triste lager di Bolzaneto, dove decine di ragazzi sono stati picchiati e umiliati per giorni, alla faccia della democrazia e dello stato di diritto. Fresca e ingenua come un adolescente che pulsa di futuro, la pellicola indigna e si indigna, svolazza e corre, dentro e fuori gli spazi alternativi. Nel gruppone dei protagonisti si stagliano il bravo Edoardo Gabbriellini e la volitiva Camilla Filippi. Una produzione Fandango. Ovvero: un'altra scommessa vinta dal capitano coraggioso Domenico Procacci.
Autore critica:Aldo Fittante
Fonte critica:Film TV
Data critica:

18/11/2003

Libro da cui e' stato tratto il film
Titolo libro:
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