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Neverland-Un sogno per la vita - Neverland

Regia:Marc Forster
Vietato:No
Video:
DVD:Buena Vista
Genere:Drammatico
Tipologia:Diventare grandi, Giovani in famiglia, I bambini ci guardano
Eta' consigliata:Scuole elementari; Scuole medie inferiori
Soggetto:Allan Knee, dalla sua opera teatrale The Man Who Was Peter Pan
Sceneggiatura:David Magee
Fotografia:Roberto Schaefer
Musiche:Jan A.P. Kaczmarek-la canzone "Peter's Song" interpretata da Elton John è di Elton John e Bernie Taupin
Montaggio:Matt Chesse
Scenografia:Gemma Jackson
Costumi:Alexandra Byrne
Effetti:Stuart Brisdon, Double Negative
Interpreti:Johnny Depp (J.M. Barrie), Kate Winslet (Sylvia Llewelyn Davies), Julie Christie (Sig.ra Du Maurier), Nick Roud (George Llewelyn Davies), Radha Mitchell (Mary Barrie), Joe Prospero (Jack Llewelyn Davies), Freddie Highmore (Peter Llewelyn Davies), Dustin Hoffman (Charles Frohman), Kate Maberly (Wendy Darling), Luke Spill (Michael Llewelyn Davis), Kelly MacDonald (Peter Pan), Ian Hart (Sir Arthur Conan Doyle), Matt Green (John Darling), Suzy Kewer (Mary McCormack), Kali Peacock (Emma)
Produzione:Nellie Bellflowe, Richard N. Gladstein per Film Colony
Distribuzione:Buena Vista International Italia
Origine:Gran Bretagna – Usa
Anno:2004
Durata:

102’

Trama:

Londra 1904. Ecco come lo scrittore James Barrie inventa la storia di Peter Pan, il celebre classico di narrativa per ragazzi, rappresentato per la prima volta al Duke of York Theatre. Dopo aver conosciuto la bella vedova Sylvia Llewelyn Davies e i suoi quattro figli, Barries, annoiato dai soliti argomenti letterari del suo tempo, trova una nuova fonte di ispirazione frequentando la giovane famigliola. Con estremo disappunto da parte di amici e parenti, lo scrittore passa il tempo a inventare scherzi e divertimenti per le storie ambientate in mondi fantastici popolati da fate, pirati, castelli e galeoni, di cui i piccoli Llewelyn Davies sono protagonisti sotto il nome dei "Bambini Perduti dell'Isola che non c'è". Quando lo scrittore decide di portare in scena queste fantastiche avventure, il produttore e la compagnia teatrale mostrano evidenti segni di scetticismo, ma alla fine Berrie riesce a convincere tutti e a portare avanti il nuovo progetto, che, una volta pronto per la sua rappresentazione, cambierà notevolmente la sorte di quanti vi hanno partecipato.

Critica 1:Di James M. Barrie (1860-1937, l'autore di Peter Pan, si è detto e scritto di tutto e di più. Che era complessato per la bassa statura, che era impotente, che la sua passione per i bambini era sospetta. E, di sicuro, il creatore del ragazzino che non voleva crescere era un tipo triste e timido, traumatizzato a sette anni dalla morte del fratello tredicenne David cocco della mamma, la quale non si era mai più ripresa da quella perdita. Al punto che il piccolo James per attirarne l'attenzione le era comparso davanti indossando gli abiti del defunto. Tuttavia, dopo visto Neverland, l'immagine del drammaturgo non potrà che coincidere con quella poetica e innocente di Johnny Depp, recipiente di una delle sette candidature all'Oscar del film. Basato sulla commedia di Allan Knee, Neverland non è comunque un vero biopic perché, con qualche libertà romanzesca, dell'esistenza di Barrie ripercorre solo gli eventi che gli ispirarono la creazione di Peter Pan. Tutto comincia un pomeriggio al Kensington Park, dove lo scrittore incontra i fratellini Llewelyn Davies e la loro mamma, la bella vedova Sylvia (Kate Winslet). Anche se frequentazione della famigliola scandalizza la società vittoriana procurandogli attriti con la moglie Mary (Radha Mitchell) e Emma Du Maurier (Julie Christie), madre di Sylvia, Barrie diventa un intimo di casa Davies e un inseparabile compagno di giochi dei bambini, per i quali inventa mille spunti avventurosi che fra pirati cattivi e isole che non ci sono, preludono al mondo immaginario di Peter Pan. Nel film, dalla struttura classica e non sempre ben calibrato nell'ambizioso tentativo di cogliere l'ineffabile momento di fusione fra vita e arte, incantano la ricostruzione del teatro d'epoca e lo stupore di uno spettacolo fiabesco come non si era mai visto sui palcoscenici di allora, nonché la bravura degli interpreti tutti (oltre ai citati Dustin Hoffman nei panni dell'impresario Frohman) e il tocco fluido e sensibile della regia di Marc Forster.
Autore critica:Lietta Tornabuoni
Fonte criticaLa Stampa
Data critica:

5/2/2005

Critica 2:È vero, anche i critici più smaliziati all’ultima Mostra del Cinema di Venezia lo hanno applaudito tra le lacrime. Non possiamo tuttavia non rintracciare nel film tutte quelle furbizie e trabocchetti emotivi che difficilmente si perdonano a una pellicola. In Neverland di Marc Forster (Monster’s Ball) arriva però a distrarci Johnny Depp che nei panni del commediografo James Matthew Barrie, il “padre” di Peter Pan, ci regala ancora una volta un’interpretazione da Oscar. Ispirandosi alla vita dell’autore scozzese, ma evitando accuratamente ogni riferimento ai presunti ambigui sentimenti che legavano l’artista al piccolo divenuto il ragazzino capace di volare, a partire dalla commedia teatrale di Alan Knee, The Man Who Was Peter Pan, Neverland racconta la genesi di un personaggio entrato per sempre nell’immaginario, capace di dare persino il nome a una sindrome. Scopriremo insomma a chi si ispirano le avventure del bambino che non voleva crescere ambientate nell’Isola che non c’è. Grazie infatti all’incontro con la vedova Llewlyn Davies (Kate Winslet) e con i suoi 4 figli, tra cui lo scontroso Peter (Freddie Highmore, Due fratelli e di nuovo al fianco di Depp in Charlie and the Chocolate Factory) il mal maritato Barrie riscoprì il piacere della fantasia e scrisse quell’opera che (…), grazie anche a un coraggioso impresario (Dustin Hoffman) conquistò il mondo diventando un fenomeno culturale. E il ribelle di Hollywood che mescola con disinvoltura la rigida e formale realtà londinese con un regno immaginario divertendosi a indossare nuovamente i panni di un pirata, realizza il primo film da mostrare ai suoi figli.
Autore critica:Alessandra De Luca
Fonte critica:Ciak
Data critica:

2/2004

Critica 3:Benvenuti nella favola di Mr. J.M.Barrie, che inizia il suo lungo, meraviglioso, immaginifico, scoppiettante, commovente, antropologico viaggio tra terra e cielo, ragione e desiderio, dolore e follia sulle ali del sogno. Finding Neverland di Marc Forster, gioiello di narrazione e invenzione cinematografica, passato ieri nella sezione Mezzanotte, prende quota da subito, senza avvertire che quel Mr. J.M. Barrie è nientemeno che il papà di Peter Pan, lo scrittore eterno bambino come l'eroe dell'Isola che non c'è. E che quei ragazzi della famiglia Llewelyn Davies diventeranno i suoi figli, leggeri viaggiatori diretti alla seconda stella a destra, magari tra le pagine di un libro o dentro un teatro, il sontuoso Duke of York's. L'importante è crederci. (...) La favola di Peter Pan c'è tutta, riletta con leggerezza, poesia e tenero abbandono, affidata alla genialità di un Johnny Depp istrionico senza sbavature, capace di mascherarsi da pirata spietato, da apache muso lungo, re, naufrago, condottiero. Forse nessuno come Depp sarebbe riuscito, infantilmente, a ballare un valzer con un San Bernardo, di compiere giochi magia con un cucchiaio incollato al naso o di far volare un francobollo fino al soffitto. Per rivestirsi subito dopo da scrittore sognante che deve vedersela con lo scetticismo dell'impresario Dustin Hoffman, con l'intransigenza della vecchia nonna dei ragazzi, un'intensa Julie Christie, con i risentimenti della moglie Radha Mitchell e con l'amore inconfessato di mamma Kate Winslet.
Autore critica:Leonardo Jattarelli
Fonte critica:Il Messaggero
Data critica:

5/9/2004

Libro da cui e' stato tratto il film
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