spazi gioco bimbi
sgambamento cani
illuminazione
segnaletica
alberi di pregio, tutelati
Arredi
iniziative sportive, culturali e sociali

Luogo per il tempo libero![]()
Descrizione
Questa grande area verde, che rappresenta la porta d’entrata del Parco del Rodano, è un “parco-campagna”, il cui disegno ripropone l’orditura del paesaggio agrario con siepi, filari, fossi e scoline che definiscono spazi a servizio dei fruitori. Sono presenti diversi elementi di interesse paesaggistico-ambientale: i filari di querce monumentali (Quercus robur) tutelate dalla Regione Emilia-Romagna lungo via Cugini e via Fonte Acqua Chiara; il sistema storico delle acque superficiali con la presenza del fosso della Marciocca o fossetta Parmeggiani alimentato da acque risorgive; il fontanile delle Acque Chiare, tutt’ora attivo, con una fascia di vegetazione igrofila posta lungo l’asta di deflusso della risorgiva. Nel 2004 e nel 2006 si sono svolti due processi di ascolto e progettazione partecipata con i residenti interessati e le associazioni attive nel quartiere,che hanno contribuito a definire le caratteristiche del Parco delle Acque Chiare. In tal modo la comunità locale ha contribuito alle scelte progettuali e ha preso vita una rete tra associazioni, cittadini e Pubblica Amministrazione. Questo ha fatto sì che oggi siano sorte modalità di uso e gestione del parco in forma attiva e condivisa. Il fulcro di questo vivere comune è la “Colonica delle Acque Chiare”, edificio a porta morta con annesso basso servizio di proprietà pubblica. A lato dell’edificio, di fianco al grande salice, è stato realizzato un orto di erbe officinali curato dall’Associazione Gramigna.
Il progetto di orticoltura e forestazione urbana nel Parco Acque Chiare
Il Parco delle Acque Chiare è oggetto di un progetto di orticoltura e forestazione urbana che rientra a pieno titolo nei programmi e nelle politiche del Comune per la valorizzazione dell'agricoltura urbana e l'incremento del patrimonio arboreo della città. Nel 2018 il Parco delle Acque Chiare si è infatti arricchito di un frutteto di varietà antiche e di una piccola area boscata sperimentale, realizzata in collaborazione con l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, oltre che di un'area sgambamento cani.
Inoltre, nell’ambito del progetto di forestazione urbana 2019-2024 il 1° dicembre 2019 - durante un evento di piantumazione collettiva - sono state messe a dimora al parco pubblico delle Acque Chiare 1.065 nuove essenze arbustive, appartenenti alle seguenti specie autoctone: Tiglio, Frassino orniello, Frassino ossifillo, Querce, Acero campestre, Carpino, Prunus avium (Ciliegio selvatico), Malus sylvestris (Melo selvatico), e le siepi: Corilus avellana (nocciolo), Ligustro, Cornus sanguinea (sanguinella), Sambucus nigra (sambuco nero). Le piante messe a dimora - fornite dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito della Legge Nazionale “Un albero per ogni nato” - sono esemplari giovani, con una maggiore garanzia di attecchimento e crescita, e quindi più resistenti. Sono dotate di un impianto di irrigazione e di shelter, ossia di protezioni per consentire l’irrobustimento della pianta, nonché di telo pacciamante in fibra di cocco biodegradabile e di bastoncino di supporto in bambù.
L'evento di piantumazione collettiva è stato promosso dall’Amministrazione Comunale e dal Centro di Educazione Ambientale (Ceas), di cui fanno parte Legambiente e WWF, con la collaborazione di volontari, associazioni e cittadini.
Il 21 novembre 2021, in occasione della Giornata nazionale dell'Albero e nell'ambito dell'iniziativa "Un albero per ogni nato", è stata realizzata un'ulteriore piantumazione con la messa a dimora di 431 nuovi alberi e arbusti: tigli, frassini, querce, aceri campestri, carpini, ciliegi selvatici, meli selvatici, noccioli, sanguinelli, sambuchi neri e 20 alberi da frutto donati dalla ditta Studio Tre.
Il giardino delle erbe officinali di Gabrina
Accanto alla colonica delle Acque Chiare fiorisce ogni anno un bellissimo orto di piante aromatiche e officinali realizzato nel 2012 nell'ambito del bando "I reggiani per esempio" e curato da un gruppo di volontari dell'Associazione "Gramigna" e dell'Associazione "Acque Chiare - Bazzarole". Il giardino è stato creato al fine di valorizzare il luogo e nel contempo, coinvolgendo chiunque fosse interessato, di far crescere i valori di salute, solidarietà, reciprocità e mutuo aiuto. Lo spazio è utilizzato anche per la promozione d'iniziative rivolte a diverse realtà del territorio quali scuole, cooperative impegnate nel sociale, servizi assistenziali e sanitari. Gabrina è stata la guaritrice più famosa della storia di Reggio Emilia. Nel 1375 fu processata e condannata dal tribunale civile come erbaiola e fattucchiera: raccoglieva erbe e alle donne tradite ed abbandonate dai mariti somministrava medicamentosi intrugli, secondo il suo sapere. Il suo è stato il più antico processo di questi tipo celebrato in Italia, di cui restano i verbali. Feroce fu la condanna: Gabrina fu marchiata a fuoco e le fu amputata la lingua. Lo spazio, di circa 500mq è stato suddiviso in quattro grandi spazi, a sua volta ulteriormente ripartiti in vari settori, ciascuno dedicato a un apparato o sistema, in cui sono state inserite le varietà di piante officinali in base al loro impiego più comune.
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